Teoria polivagale: come interpretiamo il pericolo

25 Settembre 2019
Avete mai avvertito un pericolo senza alcuna ragione apparente? La teoria polivagale del Dr. Porges afferma che siamo dotati di un sistema di scansione inconscio che interpreta i segnali di pericolo senza che ce ne accorgiamo.

Sono molti i processi fisici e mentali che avvengono nel corpo e di cui non siamo pienamente coscienti. La teoria polivagale cerca di spiegare uno di questi processi che, spesso, definiamo intuitivi.

Potremmo già aver provato la sensazione di essere in pericolo senza un motivo apparente. A volte ci sentiamo minacciati, anche se nessuno intorno a noi sembra infastidito o coinvolto da qualcosa in particolare.

Camminiamo per il mondo leggendo una moltitudine di segnali sociali. Quando interagiamo con gli altri, inconsapevolmente raccogliamo espressioni facciali, movimenti del corpo e toni della voce. Nel momento stesso in cui il nostro cervello e il nostro corpo interpretano questi segnali, la nostra percezione di sé viene modellata da essi e dal contesto.

Le informazioni che il corpo elabora attraverso questi segnali ci dicono di chi possiamo fidarci e di chi no. Interpretiamo chi o cosa potrebbe rappresentare un pericolo per noi, adottando una o l’altra posizione in risposta. Nelle prossime righe entreremo più nel dettaglio della teoria polivagale.

Donna che pensa

Neurocezione e teoria polivagale

Il Dr. Porges ha sviluppato questa teoria che descrive il processo mediante il quale i circuiti neurali sono in grado di leggere i segni di pericolo nell’ambiente come neurocezione. Sarebbe la neurocezione a farci sperimentare il mondo esplorando involontariamente le persone e l’ambiente per determinare se ci possiamo fidare o, al contrario, se rappresentano una minaccia per noi.

Si tratta di un processo totalmente inconscio che si produce nel sistema nervoso autonomo, nello stesso modo in cui respiriamo senza dover eseguire alcuno sforzo volontario. È una sorta di sistema di scansione automatico che ricerca i segnali di pericolo.

La scansione dell’ambiente

Tale scansione involontaria alla ricerca dei segni di un qualche potenziale pericolo si verifica fin dalla nascita ed è estremamente importante per la sopravvivenza. Il nostro corpo è progettato per osservare, elaborare e rispondere.

I neonati rispondono a sensazioni di pericolo, sicurezza o vicinanza con i genitori o chi si prende cura di loro. Succede fin da quando nasciamo e trascorriamo il resto della nostra vita a scansionare inconsciamente questi segnali di pericolo o di sicurezza.

Le tre fasi di sviluppo della risposta

All’interno della teoria polivagale, Porges descrive tre fasi evolutive coinvolte in tale processo. Questa teoria considera che l’interazione tra il sistema nervoso simpatico e parasimpatico non è solo una questione di equilibrio. Porges ritiene che vi sia una gerarchia di risposte integrate nel nostro sistema nervoso autonomo che si manifesta in tre fasi.

  • Immobilizzazione. Il modo più elementare. La risposta di immobilizzazione di fronte ai segnali di pericolo coinvolge il nervo vago, la cui parte dorsale risponde ai segnali di pericolo estremo e ci fa rimanere completamente immobili. È quasi come se il nostro sistema nervoso parasimpatico si attivasse a tutta velocità e la risposta del corpo ci congelasse.
  • Mobilitazione. È prodotta dal sistema nervoso simpatico, che ci aiuta a mobilitarci in situazioni pericolose e quindi a combattere la minaccia. La teoria polivagale suggerisce che questo percorso si sviluppa secondo una gerarchia evolutiva.
  • Coinvolgimento sociale. L’ultima delle acquisizioni sviluppate dall’essere umano nella gerarchia delle risposte. Dipende dal lato ventrale del nervo inferiore, che è la parte di tale nervo che risponde ai sentimenti di sicurezza e legame. Il coinvolgimento sociale ci consente di sentire nostri sentimenti quali impegno, sicurezza e tranquillità.
Cervello a ingranaggi e teoria polivagale

L’impatto del trauma

Nelle persone che hanno subito un trauma, e in particolare quando l’immobilizzazione è stata parte importante di esso, può prodursi una severa distorsione nella capacità di scansionare l’ambiente alla ricerca di segnali di pericolo.

Una delle funzioni di questo sistema è quella di far sì che la persona non assuma una posizione di vulnerabilità, pertanto il corpo farà tutto il necessario per evitarlo. Ciò aumenta notevolmente la sensibilità, interpretando come falsi positivi anche dei segnali neutrali.

Molti segni interpretati come innocui, e persino benigni da altri, trovano una lettura minacciosa nelle persone che hanno subito un trauma. Un cambiamento d’espressione, un tono particolare della voce o determinate posture del corpo possono inconsciamente innescare una risposta protettiva.

Il nervo vago e la teoria polivagale

Il nervo vago è ramificato in diverse aree del corpo. Ha un ruolo fondamentale nell’influenza dei nervi cranici che regolano il coinvolgimento sociale attraverso l’espressione facciale e la vocalizzazione.

In quanto esseri umani, aneliamo a sentimenti di sicurezza e fiducia nelle nostre interazioni con gli altri e impariamo in fretta a interpretare i segnali che ci comunicano quando non siamo al sicuro. In seguito a ciò, più rafforziamo le relazioni con gli altri, più riusciamo a stabilire facilmente legami sani e a sperimentare una migliore intimità con chi ci circonda.

Clarke, Jodi (2019) Polyvagal Theory and How It Relates to Social Cues. How the Body and Brain Are Impacted by Your Environment. Verywell Mind

Porges S. W. (2009). The polyvagal theory: new insights into adaptive reactions of the autonomic nervous system. Cleveland Clinic journal of medicine, 76 Suppl 2(Suppl 2), S86–S90. doi:10.3949/ccjm.76.s2.17

Maercker, A., & Hecker, T. (2016). Broadening perspectives on trauma and recovery: a socio-interpersonal view of PTSD. European journal of psychotraumatology, 7, 29303. doi:10.3402/ejpt.v7.29303