Terapia psicologica e farmaci, bisogno di sinergia

30 aprile, 2020
L'eterno dubbio: farmaci o terapia psicologica? La verità è che la terapia psicologica ha dato risultati più duraturi rispetto ai farmaci. Il motivo è che durante la terapia si insegnano al paziente le strategie di affrontamento o di coping.

Terapia psicologica e farmaci per curare diversi disturbi ha da sempre generato un acceso dibattito. La terapia psicologica ha dato risultati più duraturi rispetto alla sola prescrizione dei farmaci.

Il motivo è che durante la terapia si insegnano al paziente le strategie di affrontamento o di coping. Così facendo, il paziente può identificare i pensieri negativi e, attraverso la terapia, avere gli strumenti necessari per comprendere e modificare le sue convinzioni erronee.

Oltre a ciò, questi metodi insegnano delle abilità che possono tornare utili nel corso della vita. Non solo le persone si sentono meglio, ma dispongono anche di strumenti che possono usare se gli episodi stressanti dovessero tornare in futuro.

A differenza dei farmaci, la terapia psicologica non crea dipendenza. Inoltre, alcuni studi hanno dimostrato che la terapia cognitivo-comportamentale può essere più efficace dei farmaci per calmare l’ansia e la depressione.

Tuttavia, per via della loro gravità, alcuni casi richiedono una buona sinergia tra terapia psicologica e farmaci. È stato anche dimostrato che la combinazione di questi due approcci ha aiutato molte persone con problemi emotivi e comportamentali.

La scelta del tipo di trattamento dovrebbe basarsi su prove scientifiche e sulla volontà del paziente di provarlo e seguirlo per il tempo necessario.

Psicologo che prende appunti durante la terapia

Terapia psicologica e farmaci: le prove di una sana relazione

Attualmente si cerca di definire il rapporto tra TCC (terapia cognitivo-comportamentale) e psicofarmacologia e i benefici di un trattamento globale:

  • La possibilità di una sinergia positiva tra le due terapie è stata incentivata dallo sviluppo della farmacologia e dal miglioramento delle capacità comunicative, della motivazione, della concentrazione e della memoria del paziente. Il paziente si trova in una condizione che gli consente di svolgere i compiti proposti dalla terapia cognitivo-comportamentale.
  • La terapia cognitivo-comportamentale migliora l’effetto dei farmaci sia per le malattie somatiche sia per quelle mentali. La TCC può “correggere” e persino neutralizzare i segnali di sicurezza farmacologici che interferiscono con gli effetti positivi della stessa TCC.
  • Alcuni professionisti propongono una “prescrizione comportamentale del farmaco” con implicazioni a due livelli:
    • A) Quando la farmacologia è considerata un atto terapeutico nel quadro più ampio di un trattamento globale (bisogna evitare di considerare la psicofarmacologia come fondamentale e la TCC come secondaria).
    • B) Quando si ricorre alla psicofarmacologia come una procedura al servizio di un cambiamento. Questo trattamento potrà richiedere altri mezzi, come la terapia cognitiva-comportamentale, che faciliteranno la comprensione del significato globale del trattamento.
  • La terapia cognitivo-comportamentale permette di eliminare i farmaci in modo più efficace di una semplice riduzione senza una rete protettiva, inoltre si verificano meno ricadute nei pazienti sottoposti a TCC come trattamento sequenziale o associato.
  • Nei casi di disturbo di personalità, tutte queste ipotesi possono complicarsi perché, ad esempio, i paranoici rifiutano il trattamento, chi soffre di disturbo evitante o dipendente dipende eccessivamente da entrambi i trattamenti e la suggestionabilità degli istrionici e l’onnipotenza dei narcisisti complicano l’applicazione le due proposte terapeutiche.

Prove di buoni risultati della combinazione tra terapia psicologica e farmaci

  • Per la depressione. Due interventi psicoterapici (la terapia cognitivo-comportamentale e la psicoterapia interpersonale) e determinati trattamenti farmacologici si sono dimostrati utili. Abbiamo a disposizione diverse prove del fatto che la combinazione di psicoterapia e farmaci può essere più efficace di un singolo trattamento, anche se a lungo termine sembra che la terapia psicologica offra migliori garanzie di successo. Le persone che hanno tendenze suicide potrebbero aver bisogno di un ricovero ospedaliero.
  • Per i disturbi d’ansia. La terapia cognitivo-comportamentale, i farmaci antidepressivi e i farmaci anti-ansia hanno dimostrato la loro utilità. La maggior parte delle ricerche hanno raccolto dati che supportano l’ipotesi che la psicoterapia sia più efficace dei farmaci e che l’associazione con i farmaci non migliora significativamente i risultati raggiunti dalla sola psicoterapia.
  • La terapia cognitivo-comportamentale, le terapie ambientali e i programmi di supporto si sono dimostrati utili per i disturbi causati dall’alcol e dalle droghe. Le persone con gravi problemi di consumo di sostanze possono trarre beneficio anche da alcuni farmaci che riducono l’appetito o gli effetti dell’intossicazione.

Altre prove

  • Per i disturbi del comportamento alimentare può essere necessario l’intervento di un medico per controllare la salute fisica del paziente. La terapia cognitivo-comportamentale, la psicoterapia interpersonale e i farmaci antidepressivi sono utili per questi disturbi. Alcuni dati ci suggeriscono che la combinazione di psicoterapia e farmaci può essere più efficace di qualsiasi trattamento singolo.
  • Per la schizofrenia o il disturbo bipolare, la maggior parte delle persone richiederà un trattamento con farmaci antipsicotici o stabilizzatori dell’umore. Le ricerche suggeriscono che associare la terapia cognitivo-comportamentale e familiare ai trattamenti farmacologici può migliorare le condizioni del paziente.
  • Riguardo ai problemi relativi ai genitori, al matrimonio o all’adattabilità, di solito si consiglia subito la psicoterapia. Questo tipo di trattamento può aiutare a sviluppare diverse competenze e a rispondere in modo più appropriato allo stress.
Cervello con meccanismi

Trattamento personalizzato di terapia psicologica e farmaci

Le persone rispondono ai trattamenti in modo diverso. Pertanto, se un trattamento non aiuta, si può provare ad associarne un altro. Le ricerche mostrano che la psicoterapia può essere utile anche per le persone che non rispondono bene ai farmaci.

Sia la psicoterapia che la terapia farmacologica richiedono un’applicazione e un monitoraggio rigorosi. In genere i risultati non si vedono in tempi brevi. Bisogna pertanto iniziare un trattamento solo se si è disposti a seguirlo per un lungo periodo di tempo.

È più probabile che i pazienti seguano un trattamento che per loro abbia senso. È dunque importante che il trattamento venga spiegato al paziente in maniera approfondita e in modo da poter essere compreso.

Conclusioni

Secondo diversi autori, il trattamento combinato sarebbe più efficace rispetto all’utilizzo di una singola terapia. Questo vale soprattutto se aumenta la risposta positiva del paziente dovuta alla sinergia delle varie terapie (psicologiche e farmacologiche).

Il trattamento combinato potrebbe essere più efficace sia per migliorare i risultati della terapia cognitivo-comportamentale sia per accelerare la risposta ai farmaci da parte del paziente.