Terapia somatica: liberare e capire le emozioni intrappolate

01 marzo, 2020
Sebbene la terapia somatica non sia immune alle critiche, gli ultimi progressi nel campo delle neuroscienze hanno avvallato molti dei suoi principi. Prendere consapevolezza delle nostre esperienze somatiche può aiutare a curare traumi ed emozioni stagnanti. 
 

La terapia somatica ci aiuta a capire e favorire una corretta armonia tra corpo, mente ed emozioni. Si tratta di un approccio olistico che si avvale di diverse strategie terapeutiche. Il suo scopo è quello di aiutarci a prendere consapevolezza delle nostre esperienze somatiche, ovvero quelle associate a eventi traumatici o a emozioni stagnanti.

A volte non diamo troppo peso alla stretta relazione che c’è tra mente, corpo ed emozioni. A tal proposito, è molto interessante uno studio realizzato dal Dottor Bruce Perry, direttore dell’Ospedale di Salute Mentale infantile di Alberta, in Canada. Lo psichiatra, anche esperto di disturbi comportamentali in età pediatrica, si è reso conto di un aspetto alquanto curioso.

Tutti i bambini etichettati dagli insegnanti come troppo nervosi, dal brutto carattere o dal basso rendimento scolastico mostrano evidenti progressi se praticano attività fisica poco prima di entrare in classe. Dopo gli esercizi fisici si mostrano più rilassati e concentrati, migliorando considerevolmente le capacità di lettura e scrittura e quelle matematiche.

La verità è che non ci è ancora del tutto chiara la natura del vincolo speciale che si instaura tra il corpo, le nostre emozioni e il nostro rendimento cognitivo. Scopriamo di più sulla teoria somatica!

Antonio Damasio

Una delle figure più rilevanti in questo campo è Antonio Damasio, con la sua famosa teoria del marcatore somatico. Tale termine definisce il modo in cui le emozioni suscitano sensazioni somestesiche, un modello fisiologico capace di mediare i nostri processi di presa delle decisioni e di ragionamento. Un argomento senza dubbio appassionante che racchiude alla base i principi della terapia somatica.

 

“I sentimenti sono più pericolosi delle idee, perché non sono suscettibili di valutazione razionale. Crescono in silenzio, si diffondono clandestinamente ed erompono all’improvviso, ovunque.”

-Brian Eno-

Donna che riflette mentre si tiene il polso

Gli obiettivi della terapia somatica

La terapia somatica è un approccio psicobiologico orientato principalmente a trattare il trauma. Una delle premesse alla base di questa teoria è che il corpo e la mente non possono essere trattati come un’unità, è praticamente impossibile curare in toto una persona.

Questa tecnica è stata sviluppata nel 1971 dal professore di Berkeley Standley Keleman. Il suo scopo era “sanare i nodi fisici, emotivi e psicologici derivati da conflitti, vicende ed esperienze irrisolte”.

La terapia ha riscontro positivo anche sui problemi di ansia, stress, depressione, contro le dipendenze e anche per migliorare la qualità della vita nei pazienti affetti da dolore cronico. L’efficacia della terapia somatica è ancora ampiamente discussa, tuttavia la documentazione scientifica a supporto della stessa è ormai abbondante.

Studi realizzati presso l’Università di Gerusalemme e l’International Trauma-Healing Institute di Los Angeles indicano che questa terapia è utile per il trattamento dello stress post-traumatico. Sono molti i casi di pazienti migliorati a seguito di abusi durante l’infanzia o coinvolti in eventi legati a catastrofi naturali.

 
Le diverse emozioni umane e terapia somatica

Gli obiettivi della terapia somatica

Ci troviamo di fronte a un approccio psicobiologico che integra la consapevolezza corporea al processo psicoterapeutico.

  • Si parte dall’idea che qualsiasi trauma, evento complesso, problema o preoccupazione genera un impatto sul sistema nervoso autonomo.
  • Anziché dissolversi nel tempo, le emozioni complesse si somatizzano nel nostro organismo. Lo fanno sotto forma di problemi digestivi, squilibri ormonali o del sistema immunitario, dolori muscolari, cefalea, allergie…
  • L’obiettivo del terapeuta è facilitare l’omeostasi. Raggiungere dunque una sintonia tra mente e corpo, lì dove nulla ci ferisca, dove nulla intralci la nostra capacità di vivere il presente senza il peso del passato.
  • Durante le sessioni di terapia somatica si forniscono strumenti affinché il paziente possa distinguere ogni emozione contenuta nel suo corpo.
  • La differenza con la terapia cognitiva è che in quest’ultima l’intervento parte dal corpo per arrivare alla mente. Svelare e comprendere le sensazioni interne, sia viscerali (consapevolezza corporea) sia muscolo-scheletriche (propriocezione e cinestesia), permette al terapeuta di raggiungere poi le realtà emotive.

È bene sottolineare che negli ultimi anni la terapia somatica ha riscontrato maggiore supporto scientifico grazie ai progressi delle neuroscienze. Uno fra gli studi più rilevanti al riguardo è stato quello del Dottor Lauri Nummenmaa, professore di neuroscienze cognitive dell’Università di Aalto in Finlandia.

 

La ricerca, pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Science of The United States of America (PNAS), ci mostra la prima mappa corporea delle emozioni umane. Realtà interne come la rabbia, la paura, la delusione, la speranza, la sorpresa o l’invidia evidenziano una maggior attività fisiologica in determinate aree del nostro corpo.

Come liberare e capire le emozioni intrappolate nel nostro corpo

Il Dottor Peter Levine, medico biofisico e psicologo dell’Università Berkeley in California, è uno degli esponenti della terapia somatica e sostiene che per favorire la liberazione delle emozioni, è importante innanzitutto “staccarle” dal nostro corpo. Per riuscirci, bisogna essere coscienti dell’impronta patologica contenuta nel nostro organismo.

Relazione tra mente e corpo nella terapia somatica

I mezzi per farlo sono i seguenti:

  • Tecniche di rilassamento e respirazione profonda;
  • Esercizi fisici come danza, movimenti, stiramenti, ecc.
  • Esercizi vocali.

Per ogni persona una tecnica sarà più efficace delle altre. Lo scopo è quello di prendere consapevolezza delle esperienze somatiche. Ciascuna sensazione deve evocare delle immagini e delle emozioni, che permetteranno al terapeuta di capire cosa succede nel paziente.

 

Infine, occorre segnalare che tale terapia non è immune alle critiche. La critica principale fa riferimento al fatto che molte persone commettono l’errore di ricorrere a questa strategia prima di aver ricevuto una diagnosi chiara. Prima di ricorrervi, infatti, è fondamentale scartare la presenza di problemi organici, malattie e alterazioni ormonali come la tiroide.

Sebbene molto utile e interessante, l’efficacia delle terapia somatica non è ai livelli di altre terapie, come quella cognitivo-comportamentale. Tuttavia, non possiamo ignorare il suo impatto nella società odierna.