Test di Rorscharch, un test proiettivo

Il test di Rorscharch ha quasi cento anni. Tuttavia e nonostante le controversie sulla sua validità, oggi è ancora una delle tecniche di psicodiagnosi tra le più interessanti.
Test di Rorscharch, un test proiettivo

Ultimo aggiornamento: 12 luglio, 2021

Il test di Rorscharch è uno dei test proiettivi psicodiagnostici più conosciuti. Per alcuni si tratta poco più di uno strumento pseudoscientifico. Nonostante abbia quasi cento anni, altri esperti sostengono che questo strumento sia tutt’oggi interessante per valutare alcuni disturbi del pensiero e della personalità.

Parlare di questo strumento significa riferirci quasi a un simbolo della nostra cultura. Lo si vede spesso applicare in molti film, ha ispirato pellicole comiche e persino And Warhol rimase affascinato da quell’insieme di cartoncini dalle macchie suggestive e misteriose.

Al di là di questa popolarità, sono poche le tecniche psicologiche che hanno suscitato un tale interesse e scatenato una tale controversia. Pieter Drenth, esperto di psicodiagnosi, ricorda che il test di Rorscharch è ancora attuale in molti dei nostri contesti sociali. Dobbiamo pensare che è il secondo test forense più utilizzato dopo l’MMPI-2 (ovvero, il Minnesota Multiphasic Minnesota Inventory).

D’altro canto, dal 1999 a oggi questa tecnica è stata modificata e analizzata in diverse occasioni. Nel 2013, ad esempio, è stato condotto uno studio approfondito da parte della psicologa Joni Mihura, dell’Università di Toledo (USA), le cui conclusioni hanno evidenziato punti di forza davvero validi in questo test.

Hermann Rorschach.

Chi è l’ideatore del test di Rorscharch?

Hermann Rorschach era un giovane psicologo svizzero entrato a contatto con la psicanalisi nell’ospedale universitario di Zurigo, diretto da Eugen Bleuler. Il padre era un pittore, sempre a stretto contatto con il mondo dell’arte e con il modo in cui, secondo lui, questo strumento poteva essere utile a indagare anche la psiche umana

Così, dopo aver conosciuto lo psichiatra Szymon Hens, nel 1917, e dopo aver scoperto il suo lavoro su come alcune macchie di colore potevano servire a esplorare la personalità, Rorschach prese le distanze da questa teoria per sviluppare un’altra tecnica rivoluzionaria per il mondo della clinica.

Le attribuì il nome di Psychodiagnostik (Psicodiagnostica), una procedura basata su fogli con disegni in cui la diversità di figure percepite favoriva l’attivazione dei processi dell’inconscio in cui esplorare soprattutto la personalità patologica. Rorscharch era innanzitutto alla ricerca di un test con cui poter individuare la schizofrenia.

Ebbene, dobbiamo dire che Hermann Rorscharch fece appena in tempo a mettere a punto questa tecnica, e non fece in tempo a vedere gli effetti del suo test. Sarebbe morto 9 mesi dopo aver presentato il suo affascinante strumento diagnostico.

La mente è come un iceberg: galleggia per un settimo del suo volume sulla superficie dell’acqua.

-Sigmund Freud-

In cosa consiste il test di Rorscharch?

Ci sono una serie di aspetti che dobbiamo conoscere sul test di Rorscharch. Innanzitutto, nonostante sia un test ideato quasi 100 anni fa è ancora in uso. In effetti è stato riadattato e trasformato più volte.

Negli anni ’60, ad esempio, lo psicologo John Exner progettò una metodologia rigorosa con la quale standardizzare il test e i suoi risultati. Oggi il test di Rorscharch presenta, pertanto, specifiche caratteristiche.

Test di Rorscharch macchie di colore.

Descrizione

Il test di Rorschach è costituito da 10 immagini che rappresentano macchie di colore. Alcune sono in bianco e nero, altre in bianco e grigio e altre a colori.

  • Deve essere somministrato da uno psicologo o da uno psichiatra esperto in questo test.
  • Il professionista esperto mostra al paziente i cartoncini, uno dopo l’altro. Viene richiesto alla persona in esame di descrivere cosa vede.
  • Le si dà del tempo per prendere in mano il cartoncino e osservarlo dall’angolatura e dalla posizione che preferisce.
  • Inoltre, è libera di fare l’interpretazione che preferisce. Verrà spiegato che non esistono risposte giuste o sbagliate, si tratta di esprimere a parole ciò che le immagini suggeriscono, in assoluta libertà.
  • La persona potrebbe affermare di vedere un oggetto, più oggetti o addirittura assolutamente nulla.
  • Inoltre, una volta che il soggetto abbia espresso la sua interpretazione il professionista può e deve porre ulteriori domande. L’obiettivo è provare a entrare più nel dettaglio di quelle interpretazioni espresse dalla persona intervistata.

Interpretazione del test di Rorscharch

Ricordiamo che Hermann Rorscharch ha ideato questo test per individuare la presenza di schizofrenia. Ebbene, a partire dal 1939 la finalità cambiò per diventare quella che è tutt’ora: un test proiettivo della personalità, un test psicologico con il quale analizzare emozioni, motivazioni e specifici pensieri.

C’è dunque un aspetto su cui dobbiamo fare chiarezza: al di là di ciò che vediamo in quelle macchie di colore, ciò che conta è la valutazione elaborata dallo psicologo e dallo psichiatra.

Non verrà solo analizzato quanto visto. Verranno osservate le reazioni, il modo di esprimersi, di rispondere, di fare riferimenti. Insomma, si tratta di un complesso insieme di stimoli e fattori che il professionista specializzato deve analizzare.

Le forme

  • Solitamente vengono presentate forme di farfalla, falene e figure umane.
  • Il terzo cartoncino simula due figure umane che si intrecciano. In questo caso la persona potrebbe esprimere descrizioni come “persone che si amano”, “persone che si odiano”.. Tutto dipende dal suo approccio personale.
  • Ci sono cartoncini in cui le macchie sono di colore rosso. In questi casi di solito si manifestano rabbia repressa, paura, ecc.

Fattori adiacenti la somministrazione del test

I professionisti devono osservare e analizzare, come dicevamo, diversi fattori che accompagnano la somministrazione di questo test. Sono i seguenti:

  • Tempi di risposta.
  • Commenti non associati al test.
  • Originalità o meno delle risposte date.
  • Comportamenti, attitudine, disposizione.
Rorscharch e il suo test.

Validità deil test di Rorscharch?

Lo studio condotto dalla dottoressa Joni Mihura, citata all’inizio dell’articolo, ci conferma un aspetto importante: il test di Rorscharch non è valido per diagnosticare i disturbi della personalità.

Oltre a ciò, nel 1999 venne imposta alla comunità clinica una sospensione riguardo la tecnica diagnostica: si raccomandò ai professionisti di non applicarla fino a quando non fossero stati raccolti ulteriori dati esaustivi.

Ad oggi il test si è dimostrato efficace solo riguardo un aspetto che potremmo definire come il suo punto forte: dare una valutazione della psicosi. Al di là di questo aspetto, viene spesso considerato “una reliquia” della psicologia.

Ora, per concludere dobbiamo segnalare solo un aspetto. Non è altro che un ulteriore test proiettivo. Di conseguenza, sebbene non sia uno strumento perfetto, può essere usato insieme ad altri per raccogliere utili informazioni sul paziente.

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  • Lilienfeld, SO, Wood, JM, & Garb, HN (2000). El estatus científico de las técnicas proyectivas. La ciencia psicológica en el interés público , 1 (2), 27–66. https://doi.org/10.1111/1529-1006.002
  • Wood, JM, Lilienfeld, SO, Garb, HN y Nezworski, MT (2000). La prueba de Rorschach en el diagnóstico clínico: una revisión crítica, con una mirada hacia atrás en Garfield (1947). Journal of Clinical Psychology , 56 (3), 395–430. https://doi.org/10.1002/(SICI)1097-4679(200003)56:3<395::AID-JCLP15>3.0.CO;2-O