The Father, un commovente film sull'Alzheimer

"The Father - Nulla è come sembra" ci mostra la sofferenza vissuta in prima persona da un anziano affetto dal morbo di Alzheimer.
The Father, un commovente film sull'Alzheimer

Ultimo aggiornamento: 08 luglio, 2021

Il protagonista di The Father – Nulla è come sembra è Anthony Hopkins, che per questo film ha vinto l’Oscar come miglior attore. Una vittoria più che meritata per un’interpretazione da attore veterano davvero straordinaria. Hopkins è l’attore più anziano della storia del cinema ad aver ricevuto un Oscar, a ben 83 anni.

Parlare di The Father significa inevitabilmente parlare del suo protagonista, che rende il film unico grazie ad un’interpretazione impeccabile.

The Father è un film che ci mostra in prima persona la realtà di chi soffre del morbo di Alzheimer. Attraverso gli occhi di Anthony Hopkins, entriamo in un mondo la cui percezione oscilla tra l’inquietante e l’ostile, tra l’amorevole e il tenero.

Gli spettatori assistono all’inesorabile deterioramento celebrale provocato dalla demenza senile e alle difficoltà della figlia del protagonista, Olivia Colman, sopraffatta dalla situazione. Il film ci mostra anche il dolore e il conflitto interiore che invadono chi è costretto a mettere il proprio padre in una casa di riposo perché non riesce più ad accudirlo a casa.

Personaggi diversi, stessa ambientazione

Per tutto il film, vengono mostrati i diversi personaggi sempre nella stessa ambientazione, la casa del padre. Questo perché si tratta di un adattamento dell’omonima commedia che il regista Florian Zeller aveva realizzato inizialmente. Successivamente, ha adattato l’opera al cinema e quindi l’influenza teatrale nella configurazione delle scene è evidente.

Lo scenario solitamente è lo stesso, e sebbene ci siano talune variazioni, hanno tutte una particolarità: sono tutte ambientazioni interne. Cambiano alcuni oggetti di scena, ad esempio uno specchio che cambia posto, la disposizione degli oggetti, le porte.

Ma una cosa è certa: l’ambientazione ci immerge in un’atmosfera soffocante e gioca un ruolo fondamentale nella memoria e nella coscienza del personaggio.

Grazie all’ambientazione, il film ci mostra che la coscienza del protagonista è confusa, come i suoi effetti personali e il luogo in cui si trova si perdono nei labirinti della sua memoria. Generalmente, queste perdite di memoria sono accompagnate da una sensazione di irrequietezza e frustrazione.

Nel film compaiono diversi personaggi che rappresentano una sfida per il padre, poiché gli comunicano delle informazioni personali che non conosce, come ad esempio che sua figlia vivrà a Parigi.

Questi personaggi entrano nel film a poco a poco, in modo tale che spettatore e il protagonista abbiano la stessa percezione di non sapere cosa succede, generando una sensazione di disagio.

I tre stati del morbo di Alzheimer

Guardando il film diventiamo testimoni dell’evoluzione della malattia del protagonista. Attraverso la sua percezione del mondo, ci viene mostrato il quadro clinico del morbo di Alzheimer.

La parte clinica è ritratta nel film in modo molto naturale, così come si manifesta nella realtà. Vediamo un po’ come si manifesta questa sindrome. Il prefisso “a” indica l’assenza della seguente funzione:

  • Afasia. Si tratta della perdita della capacità di produrre o comprendere il linguaggio, a causa delle lesioni nelle aree cerebrali specializzate in queste funzioni provocate dalla malattia. Per lo più, le difficoltà che sorgono hanno a che fare con la lettura e la scrittura.
  • Aprassia. In secondo luogo, compaiono le difficoltà nell’eseguire dei movimenti con uno scopo. In uno stadio avanzato della malattia, il padre mostra di avere delle difficoltà nel vestirsi.
  • Agnosia. Infine c’è l’agnosia, l’incapacità di riconoscere le persone intorno a noi, di consapevolezza della propria identità e di quella degli altri. In generale, in quest’ultima fase, le persone perdono quasi del tutto l’autonomia, che è legata alla perdita di consapevolezza della propria identità. L’agnosia viene considerata la massima espressione del morbo di Alzheimer.
Anthony Hopkins.


The Father: memoria implicita e memoria esplicita

La memoria esplicita è quella che include i ricordi consci di eventi, luoghi, persone ed oggetti. La memoria implicita o strumentale è quella in cui le esperienze precedenti aiutano nell’esecuzione di compiti, come abitudini, consapevolezza, condizionamento classico, nonché nelle abilità percettive e motorie come andare in bicicletta.

In generale, il protagonista subisce delle perdite nella memoria a lungo termine, nella memoria dichiarativa (memoria episodica – che si riferisce alla perdita di memoria di eventi passati – e principi della memoria semantica).

In seguito si possono anche subire perdite nella memoria procedurale, che partecipa alla memoria delle capacità motorie ed esecutive necessarie per svolgere un compito.

Nel corso della trama, possiamo osservare il modo in cui il protagonista perde dapprima la memoria esplicita (quando non ricorda gli oggetti o i luoghi), per poi perdere quella implicita, riguardante le sue abitudini e le sue abilità.

Durante la fase di agnosia, The Father si concentra sul dilemma morale della figlia che deve decidere cosa fare nel momento in cui suo padre perde le abilità di base e, con esse, l’autonomia.

The Father riflette sulle contraddizioni, i successi e le battute d’arresto della lotta per la vita all’interno di un contesto clinico devastante come quello del morbo di Alzheimer.

Forse il maggior pregio di questo film è la sua onestà nel portare sullo schermo l’impotenza generata da una malattia che progredisce inesorabilmente sia per il paziente che per le persone che gli stanno vicino e hanno il compito di accudirlo.

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  • Painepán, Beatriz, & Kühne, Walter. (2012). Sobrecarga, afrontamiento y salud en cuidadoras de pacientes con demencia tipo Alzheimer. Summa psicológica UST (En línea)9(1), 5-14. Recuperado em 07 de maio de 2021, de http://pepsic.bvsalud.org/scielo.php?script=sci_arttext&pid=S0719-448×2012000100001&lng=pt&tlng=es.