Trovare la propria vocazione

A volte non abbiamo solo una vocazione, ma tante. Altre volte, non sappiamo quello che vogliamo davvero perché siamo più inclini a compiacere gli altri o a soddisfare determinate aspettative sociali. È possibile uscire da questo impasse? Certamente. Ne parliamo in questo articolo.
Trovare la propria vocazione
Gema Sánchez Cuevas

Revisionato e approvato da la psicologa Gema Sánchez Cuevas.

Ultimo aggiornamento: 03 febbraio, 2023

Ci sono persone che non amano particolarmente quello che fanno, ma non riescono nemmeno a capire cosa amano davvero. Non sanno come trovare la propria vocazione e non hanno nemmeno la minima idea di cosa possono fare per scoprirlo. In questi casi, non tarderanno ad affiorare la demotivazione e il disinteresse.

Quando si sceglie una professione o un mestiere, spesso si è influenzati da fattori esterni, che esercitano un’indebita pressione sulle nostre decisioni. A volte tale pressione è così forte che la persona non riesce a distinguere tra ciò che vuole veramente e ciò che pensa o fa solo per soddisfare il desiderio o il giudizio degli altri.

In queste situazioni, la propria vocazione rimane inibita. Tanto che non si riesce a trovarla nemmeno esplorando dentro di sé, non è possibile a riconoscerla. Ecco perché molti finiscono per pensare che non ci sia niente che li appassioni, che niente li soddisfi abbastanza.

Lo svantaggio è che continuano la loro vita senza apportare le dovute modifiche, intendendo il lavoro come un peso di cui non riescono a sbarazzarsi. Cosa fare quando non si riesce a trovare la propria vocazione? Come comportarsi quando non piace nessun lavoro? A seguire diamo alcuni consigli per uscire da questo impasse.

“Bisogna amare le cose che si fanno, non le conseguenze secondarie.”

-Ayn Rand-

Pensare al presente e non al futuro per trovare la propria vocazione

Uno dei fattori che più ci influenzano nella scelta di un mestiere o di una professione è l’aspettativa per il futuro. In genere si pensa che ci siano attività con un futuro e altre che sono destinate al disastro. Tuttavia, è impossibile per chiunque prevedere certe cose.

Tutto quello che abbiamo è il presente. Prendere decisioni basate esclusivamente sulla prospettiva futura è un errore, perché non possiamo controllare ciò che accadrà, né in che circostanze. Per scoprire la propria vocazione bisogna a quello che vogliamo fare oggi e non a quello che succederà domani.

Pensare a se stessi per trovare la propria vocazione

Le decisioni importanti che ci riguardano non vanno mai prese per compiacere qualcuno. Questa mancanza di autonomia, prima o poi, crea grandi lacune. Una di queste è proprio arrivare al punto in cui non piace niente e non si sa cosa fare al riguardo.

A volte la pressione non proviene nemmeno da una persona specifica, ma da certe idee generalizzate a livello culturale. Ci dicono, ad esempio, che per avere successo bisogna laurearsi ed iniziare una carriera in cui ricoprire una posizione prestigiosa. Un’altra idea diffusa è che solo chi studia medicina o ingegneria è intelligente.

Così, molti finiscono per diventare ingegneri mediocri o professionisti immotivati ​​invece che meravigliosi cuochi o eccellenti artigiani. Molte persone in fondo sanno qual è la propria vocazione, ma la ignorano perché si fanno condizionare da quello che pensa la gente. Ma chi ne risente? Noi o gli altri?

Il mito che si possa avere una sola vocazione è falso

Un altro fattore che impedisce di trovare la propria vocazione è l’idea che una volta scelto un mestiere dovremo farlo per tutta la vita. Non è così. Sono pochissimi i casi in cui qualcuno si appassiona ad un mestiere fin da piccolo e poi vi si dedica per tutta la vita con totale convinzione.

Esistono anche le persone con molte passioni: hanno diversi interessi allo stesso tempo e tutti hanno lo stesso peso per loro. Tuttavia, pensano che, dedicandosi a una professione, dovrebbero automaticamente scartare il resto delle cose che amano fare.

È un vero peccato, perché esiste un modo molto più intelligente di combinare questi interessi senza dover firmare delle deroghe assolute. Allo stesso modo, a volte scegliamo una professione sulla base di un’aspettativa sbagliata.

Ci rendiamo conto di non essere soddisfatti, ma rimaniamo bloccati perché non vogliamo apparire instabili. Se lo facciamo, stiamo pagando un prezzo troppo alto per un errore che invece possiamo benissimo riparare.

La vocazione non si trova dall’oggi al domani

In genere dobbiamo decidere un mestiere o una professione quando siamo molto giovani. È un’età in cui in realtà si tende a conoscere poco il mondo professionale e in cui le opinioni degli altri esercitano una grande influenza su quello che facciamo. In molti casi, è solo in seguito che ci rendiamo conto che quella decisione è stata un errore.

La società cerca di inculcarci l’idea che la cosa “normale” sia optare presto per un certo mestiere, dedicarsi a esso e poi cercare di crescere professionalmente nello stesso ambito. Tuttavia, non deve essere necessariamente così. Molte persone trovano la propria vocazione a 40 o a 60 anni.

Non dovreste dare retta a chi vi dice che siete “in ritardo”. La paura non è una buona ragione per non avviare un cambiamento che possa renderci molto più felici.

In realtà, molte volte sono solo i paradigmi culturali che ci portano a essere confusi e a non farci riconoscere chi siamo e cosa vogliamo veramente dalla nostra vita.


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  • Sainz-Amor, D. C. (1957). La vocación. Revista Española De Pedagogía, 15(60), 327-336.

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