Siamo tutti ignoranti, ma non tutti allo stesso modo

· 9 dicembre 2015

Esiste un mito ormai molto radicato nella nostra cultura che dice più o meno: “Devo essere competente e dimostrare la mia intelligenza e la mia saggezza in qualsiasi aspetto della vita”. Una cosa del tipo “bisogna essere infallibili, almeno di fronte allo sguardo degli altri, e non possiamo concederci nessun errore”.

Coloro che si assumono troppe responsabilità, provano una grande paura di apparire inferiori, ignoranti o poco intelligenti, perché pensano che se gli altri non hanno l’impressione che sono effettivamente all’altezza in qualsiasi area di conoscenza, abilità o destrezza, allora verranno respinti.

Se ci riflettiamo bene, ci renderemo conto alla svelta che si tratta di una paura davvero assurda e controproducente. È vero che dimostrare certe qualità, una certa cultura o saggezza è gratificante. Quando gli altri ci ammirano, ci lodano e ci fanno le congratulazioni per qualcosa che conosciamo o che facciamo bene, ci sentiamo benissimo con noi stessi, orgogliosi.

Tuttavia, una cosa è che ci faccia piacere e un’altra ben diversa è che la nostra autostima o come ci sentiamo e ci valorizziamo dipenda dal sentiri intelligenti, colti o abili. La nostra autostima o il valore che diamo a noi stessi non devono dipendere da questo.

Donna triste che guarda l'orizzonte

Da cosa non deve dipendere la nostra autostima?

L’autostima non deve mai dipendere dai valori superficiali, cioè né dal fisico, né dall’intelligenza, dal successo, dagli obiettivi raggiunti o dalle aspettative degli altri. Ciò si deve al fatto che questi valori sono molto facili da perdere e, se ciò accade, l’autostima finisce per precipitare: così, sareste persone troppo vulnerabili.

Ci sarà sempre qualcuno più bello di voi, più intelligente, più sveglio, più colto, più di successo… Per questo motivo, se permettete al vostro valore e alla vostra autostima di dipendere dagli altri, sarete persone molto deboli a livello emotivo. Il malessere e la non accettazione di se stessi saranno i protagonisti della vostra vita.

“Meno ci accettiamo, più abbiamo bisogno dell’accettazione degli altri”

-Hoffman-

Da dove proviene questo mito?

Purtroppo fin da piccoli, ci insegnano che dobbiamo “studiare molto per farcela”, “essere qualcuno”, “essere i migliori”, perché se non ci riusciamo… sono guai! Potrebbe accadere il peggio! Come per esempio: non essere all’altezza di una conversazione, non avere un lavoro degno, non essere una persona di successo… Cosa penseranno gli altri? Saremmo condannati a una vita di mediocrità! Che disgrazia!

Immaginate come si sentono i bambini ai quali vengono inculcate tutte queste idee. Crescere con l’angoscia di dover essere il numero uno e di dover dimostrare costantemente di essere il migliore. Il bambino sceglierà di competere con gli altri “per farcela”, invece di competere con se stesso per porsi sfide e divertirsi. Crescerà come una persona ansiosa che considererà come una minaccia il fatto che non gli venga riconosciuto il proprio valore… Che ansia, non trovate?

Smentire il mito di non dover sembrare un ignorante

Per smentire un mito così radicalizzato, dobbiamo presentarci degli argomenti che ci convincano del fatto che questi pensieri sono del tutto irrazionali, irreali, assurdi e che, quindi, è necessario respingerli e sostituirli con altre convinzioni più sane. Alcuni argomenti da usare sono:

  • L’intelligenza non è un valore importante: proprio come abbiamo già detto, essere o non essere ignoranti, intelligenti o colti non ha troppa importanza. È sopportabile, si può vivere perfettamente essendo poco intelligenti e ciò non ci toglie valore come persone. Il vero valore che conta è l’amore. L’amore per la vita, per se stessi e per gli altri.
  • Tutti siamo ignoranti in qualcosa: come dice il titolo di questo articolo, tutti siamo ignoranti in qualcosa, anche se non tutti ignoriamo le stesse cose e ciò è una verità sacrosanta. Un medico può sapere moltissimo di medicina, ma non avere la più pallida idea d’informatica. L’elettricista può avere grandi conoscenze di elettricità, ma essere un pessimo fotografo…
Donna triste che pensa

Il fatto è che c’impegniamo tanto per essere perfetti, per sapere, sapere e sapere fino a raggiungere una meta immaginaria che in realtà non esiste se non nella nostra testa. Dobbiamo accettare la realtà: tutti siamo ignoranti in molte cose e il risultato di ciò è che non succede assolutamente niente, il mondo continua a girare.

  • Le nostre relazioni con gli altri migliorano: crediamo che dimostrando di avere successo, di essere intelligenti o saggi otterremo l’apprezzamento degli altri ed è vero che può accadere, soprattutto quando quell’approvazione proviene da persone vuote che si basano su una scala di valori molto povera. Per fortuna, però, ci sono molte persone sagge al mondo che apprezzano le persone autentiche, che si mostrano tali e quali sono, le persone che riconoscono di non essere brave in tutto né di essere perfette, ma che sono disposte a divertirsi imparando. Questi sono i veri eroi. È evidente che se viviamo con questa mentalità, le nostre relazioni con gli altri saranno migliori: non avremo discussioni o dibattiti inutili per stabilire la verità o per avere ragione, semplicemente ci divertiremo e impareremo qualcosa, poiché tutti abbiamo qualcosa da imparare.
  • Esponetevi come persone ignoranti e vedrete che non succede niente: non vi azzardate ad alzare la mano a lezione per paura di sembrare ignoranti? Non capite che se non lo fate, allora sarete davvero ignoranti? Gli effetti paradossali sono molto comuni in psicologia: per paura di sembrare stupidi, finiamo per essere stupidi per davvero.

Dobbiamo imparare a ignorare quella paura che ci suggerisce che succederà qualcosa di brutto se non sappiamo la risposta a una domanda o se sbagliamo. Non succede niente, non muore nessuno, quindi abbiate il coraggio di portare a termine tutte quelle azioni di cui vi vergognate o che vi spaventano: domandate, alzate la mano a lezione, rispondete e imparate ciò che non sapete.