Siamo stati una favola breve che rileggerò mille volte

9, aprile 2016 in Emozioni 2043 Condivisi

Prima di conoscerti, non sapevo di potermi innamorare in soli due giorni, non sapevo che le tue carezze durate qualche ora, sarebbero rimaste nel mio cuore per molto tempo a venire. Siamo stati separati da una distanza fatta di mesi e di kilometri e quei due giorni si sono trasformati in una favola breve, che ho riletto mille volte.

La nostra favola è fatta di realtà, di sguardi scambiati a mezzanotte, di abbracci dati sotto le lenzuola, di corpi nudi illuminati dalla luce del mattino. È un racconto fatto di ciò che ci siamo detti in poche ore, di ciò che stavamo iniziando a provare, del poco tempo nel quale avevamo iniziato a condividere le nostre vite con l’altro.

Una favola breve nella quale mi hai mostrato me stessa

Nonostante il tempo che è trascorso, non ho mai dimenticato che, per un istante, sei stato mio complice, la persona di cui fidarmi, mi hai sostenuta e mi ha capita in un momento nel quale nessun altro lo ha fatto, mi hai ricordato cosa significa ridere, cosa significa piangere e cosa significa sentire, mi hai insegnato che devo essere me stessa.

Coppia che si guarda negli occhi

Mi hai aperto gli occhi su un mondo che, fino a quel momento, vedevo solo da una prospettiva esterna, un mondo che avevano disegnato per me, ma con il quale io non avevo niente a che vedere. Ho lottato con la forza che mi hai trasmesso, persino quando ormai non eri più al mio fianco.

Ti ho scritto mille racconti, che abbiamo disegnato con la sostanza dei miei sogni, abbiamo ridotto la distanza che ci separava continuando a parlare e a ridere, impedendo agli oceani di frenarci.

Ciò che ho imparato da te

In due giorni si possono imparare molte cose, si spogliano due corpi e molti sentimenti. In due giorni, da te ho imparato che bisogna avere la certezza di vivere la vita che vogliamo, senza pensare a ciò che vogliono gli altri, che se apriamo gli occhi e guardiamo bene, vedremo molte cose e molte persone che, a volte, non riusciamo a vedere.

Mi hai insegnato cos’è il piacere, cos’è una risata, cos’è un abbraccio forte e lento, cosa significa avere qualcuno che mi apprezza davvero. Mi hai insegnato a capire cosa volevo e cosa desidero e, soprattutto, tutto ciò che non voglio.

Una favola breve che non finisce

Ora so che non staremo insieme, almeno per il momento, non so cosa succederà in futuro, se troveremo un luogo e un momento comuni per poterci riabbracciare e nel quale i nostri sguardi si capiranno senza dover dire una parola.

Quando ti vedrò, ricorderò sempre la storia dei nostri due giorni trascorsi insieme e, senza nemmeno rendertene conto, ci ritroveremo a camminare tra gli alberi, a ricordare ciò che ci siamo detti e ciò che non siamo mai stati capaci di dire.

Ricorderò sempre la tua ultima frase, quando mi dicevi che “questa non è l’ultima volta”, giusto prima che un oceano ci separasse per molto più tempo di quanto pensassimo. Un oceano di tempo che ha sciolto la nostra favola, i nostri abbracci e i nostri sguardi, tra le proprie onde fatte di giorni e ore trascorsi senza te.

Spesso mi domando se si tratta di una favola che è finita per sempre, e il mio cuore non vuole accettarlo, perché non è possibile che il caso mi abbia portata fino a te e che ora la vita e gli oceani di tempo non ci permettano di vederci e di ritrovarci.

Coppia che passeggia di notte

Forse scriveremo una nuova favola e ci azzarderemo a riscrivere una storia che non è finita, forse tutto finirà qui perché così deve essere e perché devono succedere nuove cose, che ancora non conosciamo. Solo il tempo ci sussurrerà la nostra favola.

La mia strategia

La mia strategia è guardarti, è condividere il mio tempo con te, è rispettare la tua scelta, è capire il tuo amore per un’altra persona. Desidero che tu faccia parte della mia vita, non mi importa come, basta che tu ci sia. Voglio che ci ascoltiamo, che continuiamo a conoscerci, che niente ci impedisca di avere una fiducia che cresca ad ogni secondo condiviso insieme.

“La mia strategia è

che un giorno qualsiasi,

non so come

né con quale pretesto,

finalmente avrai bisogno di me”

-Mario Benedetti-

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