Undici stratagemmi per manipolarvi

· 13 aprile 2015

Joseph Goebbels fu il Ministro della Propaganda sotto Adolf Hitler, si potrebbe considerare il vero detentore del potere durante la dittatura nazista. Fu egli, infatti, lo stratega in grado di far sì che un’ideologia nata in un gruppo molto ridotto di persone riuscisse a diventare un movimento di massa, con le terribili conseguenze che tutti conosciamo.

Il questionabile “talento” di Goebbels consisteva nell’abilità di identificare i diversi meccanismi di suggestione della mente umana, creando tattiche di manipolazione molto efficaci. Nella Germania nazista i cittadini diventarono così parte di un progetto politico patologico, sentendosi portatori di verità universali.

Forse penserete che questo ormai fa parte della storia. Goebbels è morto da tempo, e i fatti alla fine hanno svelato che cosa c’era dietro la pazzia implicita del regime nazista. Tuttavia, la realtà ci dimostra il contrario: le tattiche di manipolazione impiegate a quell’epoca continuano ad essere attive, tanto che i politici le usano ancora oggi per catturare le coscienze dei cittadini.

Come si possono riconoscere queste tattiche oscure?

Oggi vi riproponiamo gli undici principi della propaganda, indicati dallo stesso Goebbels. In questo modo potrete rifletterci per cercare di capire se corrispondono alle strategie messe in atto da alcuni dei politici dei nostri giorni.

1. Principio della semplificazione e del nemico unico: Scegliere un avversario e insistere sull’idea che sia lui la fonte di tutti i mali. Per esempio: “gli immigrati”, “la destra” o “la sinistra”.

2. Principio del contagio: Fare di tutta l’erba un fascio, riunendo chiunque faccia del male in un’unica categoria. In questo modo si rinforzerà l’idea di un nemico unico da combattere. Per esempio: “i mussulmani sono tutti terroristi”.

3. Principio della trasposizione: Dare costantemente la colpa dei propri errori all’avversario o riversare su di lui i propri difetti. Il ladro chiama “ladro” il suo nemico, per confondere le idee e metterlo in difficoltà.

4. Principio dell’esagerazione e della deformazione: Trasformare qualsiasi aneddoto, per quanto piccolo o banale, in un fatto da cui dipende la sopravvivenza della società. L’obiettivo è far percepire qualsiasi atto compiuto dall’avversario come sospettoso e minaccioso.

5. Principio della volgarizzazione: “Qualsiasi propaganda deve essere popolare e adattare il suo livello al meno intelligente degli individui a cui è diretta. Più grande è la massa da convincere, più piccolo deve essere lo sforzo mentale richiesto. La capacità recettiva delle masse è limitata, e la loro comprensione è scarsa. Inoltre, la massa dimentica molto facilmente”.

6. Principio dell’orchestrazione: “La propaganda deve limitarsi a un numero piccolo di idee e ripeterle instancabilmente, presentandole ogni volta da un punto di vista diverso, che però riporti sempre allo stesso concetto. Non ci devono essere ambiguità né dubbi”. Proprio per questo motivo, come si suol dire, “se una bugia viene ripetuta a sufficienza, alla fine diventa una verità”.

7. Principio del rinnovamento: Consiste nel pubblicare notizie e idee che denigrano l’avversario, in grandi quantità e a grande velocità. In questo modo la difesa sarà costante.

8. Principio della verosimiglianza: Presentare delle informazioni confermate, almeno in apparenza, da fonti solide, anche se in fondo vengono mostrate solo in modo parziale. L’obiettivo è creare una grande confusione, che i cittadini tenderanno a risolvere attraverso la spiegazione più semplice possibile: vale di più una bugia che non può essere smentita, di una verità inverosimile.

9. Principio del silenzio: Consiste nel non realizzare dibattiti su argomenti su cui non si hanno motivazioni abbastanza convincenti, e allo stesso tempo nascondere le notizie che favoriscono l’avversario. “Se non puoi contrastare le brutte notizie, inventane altre che distraggano da essere”.

10. Principio della trasfusione: Utilizzare miti o pregiudizi nazionali o culturali per risvegliare una componente viscerale che alimenti determinate pratiche politiche. Le idee devono essere sorrette dalle emozioni più primordiali.

11. Principio dell’unanimità: Convincere i cittadini del fatto che è necessario pensarla come gli altri, creando una falsa unanimità. Il desiderio istintivo di appartenere a un gruppo completerà l’opera.

Lo schema di Goebbels e dei suoi seguaci viene completato dall’utilizzo di leader carismatici e slogan molto semplici, ma di grande impatto emotivo. Allo stesso tempo, si utilizzavano rituali spettacolari, in cui il colore e i suoni erano determinanti.

Tutto questo riesce a far cadere i cittadini in una specie di sonno ipnotico, da cui purtroppo si risvegliano quando ormai è troppo tardi.

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