V per Vendetta e leader rivoluzionario

25 Maggio 2020
A chi appartiene la maschera che associamo al simbolo dell'anticonformismo? V è il protagonista di "V per Vendetta", il leader rivoluzionario che ci invita a vincere le nostre paure. Scopriamo di più su questo personaggio!

Diventato famoso grazie all’omonima opera cinematografica del 2005, V è l’emblematico protagonista del fumetto V per Vendetta di Alan Moore e David Lloyd. Il fumetto fu pubblicato per la prima volta negli anni ’80 sulla rivista inglese Warrior, per poi essere distribuito dalla nota casa editrice nordamericana D.C.

La svolta nella sua distribuzione e il successivo adattamento cinematografico hanno consentito all’opera di raggiungere un numero molto più alto di persone, pur nascendo in origine non come opera mainstream ma più come outsider, dunque non per tutti. Il passaggio di consegna alla Warner Bros, titano di Hollywood, ha contribuito ad adattare, alleggerire e rendere l’opera più “digeribile”. Tutto ciò fece arrabbiare Alan Moore che richiese che il suo nome fosse eliminato dai crediti del film.

V per Vendetta fu concepito nel periodo in cui il Regno Unito era sotto il governo di Margaret Thatcher, le cui idee politiche conservatrici contrastavano profondamente con gli ideali anarchici di Alan Moore e l’anticonformismo di David Lloyd. Entrambi sono stati fortemente influenzati dalla realtà contemporanea e dai problemi sociali e politici del loro paese. Come sarebbe il mondo se trionfassero i governi totalitari?

Il futuro distopico di V per Vendetta

V per Vendetta ci presenta un futuro distopico in cui il fascismo più conservatore e autoritario è arrivato al potere. A seguito di una guerra, la paura ha attanagliato la società inglese che si è ritrovata a sostenere il leader Susan, rinunciando alla libertà e alla cultura in cambio di protezione e stabilità.

Scompaiono opere d’arte e libri, mentre qualsiasi traccia del passato storico del paese e dei sopravvissuti ai campi di concentramento viene eliminata. Perché un popolo senza storia è un popolo privo di punti di riferimento, dunque facilmente manipolabile.

Quest’idea ci rimanda a opere come Fahrenheit 451 di Ray Bradbury o 1984 di George Orwell. Futuri senza libertà, futuri senza storia in cui la popolazione sembra assopita e non si rende conto di aver perso tutti i suoi diritti fondamentali. Di fronte all’oppressione, V si innalza come l’eroe/antagonista che porterà il Regno Unito al risveglio.

V leader rivoluzionario

Le similitudini con la nostra società non sono poche: controllo e manipolazione dei mezzi di comunicazione di massa, conformismo, paura del cambiamento, ricchezza e privilegi riservati ai potenti… Perché lottare per i nostri diritti se possiamo comprare una macchina?

Questa è la società che viene mostrata in V per Vendetta, una società che non ricorda più il suo passato, che ha perso i suoi ideali e non conosce più l’uguaglianza.

V è un personaggio il cui passato è ignoto, non si sa chi fosse prima di essere rinchiuso nel campo di concentramento di Larkhill. Sappiamo invece che è sopravvissuto a tutti gli esperimenti a cui è stato sottoposto e che a differenza del resto della popolazione ricorda ancora i suoi ideali, la storia e l’arte. È arrivato per salvarli, per far reagire il popolo e far scordare la paura per lottare per ciò che è giusto.

“La paura è l’arma più potente del governo.”

V per Vendetta

V dietro la maschera

Non è possibile “smascherare” V senza rivelare troppo della trama del fumetto o del film, anche se ci concentreremo più sul primo trattandosi dell’opera originale. Moore è abituato a demitizzare eroi e antagonisti, come vediamo nel Joker di Batman: The Killing Joke. V è visto come un terrorista, un cattivo all’inizio dell’opera che si auto-definisce come “la pecora nera”. Ma è davvero un cattivo?

Forse lo è per il governo, per la falsa sicurezza e per tutti coloro che sentono traballare il proprio potere, come accade al vescovo e al leader Susan. I mezzi, interamente al servizio del potere, cercano di infondere nella popolazione la paura, la stessa che ha portato i fascisti a conquistare il Regno Unito.

V verrà definito terrorista anche in considerazione del fatto che usa la violenza per raggiungere il suo scopo; Moore vuole mostrarci che anche chi è sempre stato buono, in fondo non lo è del tutto.

V per vendetta

Se pensiamo alle rivoluzioni politiche e sociali che nel corso della storia sono servite a interrompere brutalmente un governo oppressivo, come la Rivoluzione Francese, vediamo come raramente alla figura dell’oppressore si oppone una forza rivoluzionaria pacifica. V vuole la pace e l’uguaglianza, ma per ottenerle deve usare la violenza. Le leggi e la giustizia sono al servizio del potere, e a V non resta altra soluzione se non farsi giustizia da solo e disobbedire.

A.S. Cohan è autore dello studio di teoria politica dal titolo Theories of Revolution: An Introduction. L’opera raccoglie una serie di questioni legate al concetto di rivoluzione mostrando come nella maggior parte dei casi, essa sia necessariamente vincolata alla violenza.

Altri studiosi, come Hannah Arendt, sostengono invece che la rivoluzione possa essere d’intralcio nell’individuare un modello che permetta all’ideale rivoluzionario di trionfare. V per Vendetta ci presenta i passi della rivoluzione ma non il suo culmine. L’ideale è talmente perfetto che non viene mai ritratto nei fumetti di Moore e Lloyd.

“Le idee sono a prova di proiettile.”

V per Vendetta

Il lascito di V

Chi si nasconde dietro la maschera? O meglio, a chi appartiene? La famosa maschera di V non è altro che la maschera di Guy Fawkes, personaggio storico che tentò di far saltare in aria il Parlamento del Regno Unito nel 1605.

Fawkes era cattolico e, di fronte all’oppressione dei protestanti, decise di farsi giustizia da solo, senza successo. Moore e Lloyd hanno riscattato il suo anticonformismo e la sua voglia di riconquistare la libertà, dando a V il suo volto.

La maschera di Guy Fawkes è diventata un mito contemporaneo, nato dalla stessa società di massa, come spiega Roland Barthes nella sua opera Mythologies. Oggi la vediamo esibita nelle manifestazioni, sui social network e come simbolo comune dell’anticonformismo. È una maschera che ci invita a vincere la paura, a lottare per quello che consideriamo giusto.

Popolo con maschera di Fawkes

Evey è l’altra faccia della moneta, Evey è come tutti noi. Ha paura, ma V la spoglierà da essa e la renderà libera. La paura è una delle chiavi dell’opera, sfruttata dal governo per manipolare la popolazione. Per mantenere vivo il suo lascito, per far sì che la rivoluzione sia di tutti e per tutti, V si assicura che Evey superi la barriera della paura e diventi colei che, dopo la morte di V, libererà tutti.

Il nome Evey ha delle connotazioni bibliche, ci ricorda Eva, la prima donna e madre di tutti. Lei indosserà la maschera dopo l’addio di V e diventerà il nuovo leader, la nuova Vendetta. Evey è il futuro del Regno Unito.

I mezzi di comunicazioni di massa ci sviano dalla realtà, ma il loro impatto è talmente forte che, se sfruttati a dovere, possono essere usati per lanciare un messaggio diverso. V prende il controllo della televisione per mettersi in contatto con la popolazione, impossessandosi di un simbolo del potere e dell’oppressione rendendolo suo, così da rinforzare il suo messaggio.

Sebbene la versione cinematografica sia molto più leggera rispetto al fumetto, ha raggiunto un numero talmente alto di persone da creare un impatto sulla società di massa, riportando alla luce un mito, un simbolo del risveglio.

V per Vendetta ci invita a uscire dalla nostra zona di comfort, a non lasciarci manipolare, a superare le barriere per ottenere un mondo più giusto ed egualitario.

“Il popolo non dovrebbe temere il proprio governo, sono i governi che dovrebbero temere il popolo.”

V per Vendetta

  • Arent, H. (2006): Sobre la revolución. trad. Pedro Bravo. Madrid, Alianza.
  • Barthes, R. (1980): Mitologías. trad. H. Schmucler. Madrid, Siglo Veintiuno.
  • Cohan, A.S. (1997): Introducción a las teorías de la revolución. trad. Víctor Peral Domínguez. Madrid, Espasa-Calpe.