Valutazione neuropsicologica: di cosa si tratta?

· 28 novembre 2018
La valutazione neuropsicologica o cognitiva è un metodo di diagnosi appositamente elaborato per indagare sul funzionamento cognitivo.

Con la valutazione neuropsicologica è possibile ottenere informazioni preziose che altri metodi non sono in grado di offrire. Viene usata come complemento alle tecniche di neuroimaging e alle prove radiologiche.

Elaborata per studiare i sistemi cognitivi cerebrali, la valutazione neuropsicologica apre nuovi orizzonti per lo studio della mente.

Attraverso l’esplorazione delle capacità superiori, la valutazione neuropsicologica permette di studiare i sistemi cognitivi. Viene impiegata con pazienti che hanno subito danni cerebrali. Ciò permette di  conoscere il loro grado di alterazione intellettiva. Inoltre, viene applicata anche per valutare l’abilità cognitiva nel corso delle tappe vitali.

Tipi di valutazione neuropsicologica

Non esistono due pazienti uguali e ogni caso è a sé stante. La valutazione neuropsicologica deve essere quindi flessibile e in grado di adeguarsi a qualsiasi caso clinico. Non è possibile stabilire una tassonomia dei vari tipi di esplorazione cognitiva. Esiste, però, una divisione in funzione dell’obiettivo:

Valutazione cognitiva

L’obiettivo principale è la conoscenza approfondita del funzionamento di alcune aree, tra cui: attenzione, memoria, linguaggio e funzioni esecutive. Queste ultime comprendono: pianificazione, prevenzione, controllo, supervisione, organizzazione. A tale scopo sono utili le prove standard che registrano le informazioni quantitative e qualitative.

Test di valutazione neuropsicologica

Lo specialista deve osservare i risultati delle prove, ma anche l’atteggiamento del paziente durante l’esecuzione.

L’interpretazione del punteggio numerico ottenuto da un paziente che presenta un’alterazione intellettiva è essenziale. Allo stesso modo lo è anche l’osservazione dei metodi usati dal paziente.

Nella maggior parte dei casi, le informazioni apportate dai familiari sono fondamentali. I pazienti che soffrono di particolari disturbi non sono coscienti delle proprie funzioni intellettive. Di conseguenza, i dati forniti dalla famiglia sono indispensabili per elaborare il profilo neuropsicologico.

Valutazione delle funzioni esecutive e della cognizione sociale

Questo tipo di valutazione neuropsicologica è più frequente per i bambini. Consiste in una serie di test che permettono di conoscere il livello di maturità raggiunto dal bambino e il suo rendimento cognitivo.

Attraverso i test è possibile esaminare il controllo inibitorio e le diverse abilità multi-tasking e sociali. L’obiettivo finale è rappresentato dall’adeguamento delle strategie interpersonali nelle attività quotidiane.

Una delle prove utilizzate è la BANFE (Batteria neuropsicologica delle funzioni esecutive dei lobi frontali). Valuta le funzioni esecutive attraverso 15 processi, raggruppati in tre aree cerebrali specifiche (orbitofrontale mediale, prefontale anteriore e dorsolaterale). Il vantaggio principale consiste nell’ottenere un indice globale e uno specifico per ogni regione analizzata.

Valutazione specifica delle funzioni visuo-spaziali

Le abilità visuo-spaziali sono essenziali nelle attività quotidiane. Consentono infatti di rappresentare, analizzare e manipolare mentalmente gli oggetti. Senza queste abilità sarebbe impossibile, per esempio, versare dell’acqua in un bicchiere senza rovesciarla.

In molti casi, i difetti presenti a priori possono sembrare visivi, ma non hanno alcuna associazione con gli organi sensoriali. Al contrario, sono collegati a fasi posteriori all’elaborazione dell’informazione. In sostanza, sono relazionati con le aree di associazione della corteccia cerebrale.

I test di tipo Poppelreuter sono fra i più usati per una valutazione neuropsicologica di questo tipo. Al paziente vengono mostrate diverse figure sovrapposte e intrecciate. Altri tipi di test sono i 15 oggetti e l’orologio di Luria.

Una valutazione neuropsicologica tipica implica l’analisi di diversi aspetti. Fra questi, la capacità intellettiva generale, il linguaggio, la personalità, il temperamento, l’attenzione, la memoria e altre abilità ad alto livello d’esecuzione. In base al caso e ai bisogni del paziente, alcune capacità saranno analizzate con maggiore attenzione.
Capacità cognitive e funzioali

Applicazione a fini diagnostici

La valutazione neuropsicologica trova diverse applicazioni. Fra queste, l’identificazione delle zone o funzioni intellettive alterate, come disturbi o problemi di memoria. Se le prove cognitive vengono trascurate, tali problemi potrebbero non essere individuati.

Spesso le batterie neuropsicologiche rappresentano l’unico strumento dello specialista per individuare precocemente alcune patologie. Sono utili per diagnosticare malattie neurodegenerative come l‘Alzheimer o ai disturbi dell’attenzione associati a diabete o alcolismo.

Permettono anche di distinguere fra vari diagnosi basate sullo stesso quadro clinico. La valutazione neuropsicologica costituisce pertanto la chiave per differenziare tra varie patologie. Per esempio, per conoscere l’origine dell’alterazione cognitiva di un paziente.

È fondamentale non confondere la valutazione neuropsicologica con la semplice realizzazione di prove o test neuropsicologici. Infatti, la fase dei test rappresenta solo una delle varie tappe di questa valutazione.