Vivere deliberatamente secondo Henry David Thoreau

Secondo Thoreau, la cosa peggiore che possa capitare è arrivare al punto di morte scoprendo di non aver vissuto davvero. Siamo ancora in tempo, possiamo vivere deliberatamente, esistere con tutta la nostra anima, intenzione, libertà e semplicità.
Vivere deliberatamente secondo Henry David Thoreau
Valeria Sabater

Scritto e verificato da la psicologa Valeria Sabater in 15 novembre, 2021.

Ultimo aggiornamento: 15 novembre, 2021

Vivere deliberatamente… non lo facciamo già? In realtà, non sempre. Perché vivere non è solamente esistere, respirare o seguire una routine che spegne le passioni, che frena la motivazione e perfino l’impulso creativo o il principio di libertà.

Henry David Thoreau, naturalista, filosofo, ecologista e difensore della disobbedienza civile, ci ha lasciato una riflessione. Lo aveva già fatto nella sua già celebre opera Walden, libro di culto per molti e un compendio di vuoti idealismi per altri.

Poche volte le parole con cui ci incoraggiava a separare le cose importanti da quelle futili acquisiscono un senso maggiore. Noi tutti, ricordava, siamo immersi in una specie di disperazione continua a cui dovremmo mettere fine.

Ritornare alla nostra essenza, accontentarci del minimo indispensabile e focalizzare il nostro sguardo verso il momento presente, sono modi per allontanare un po’ alla volta quella sofferenza che ci ha procurato la società attuale.

Esistere, essere e agire in maniera deliberata è, prima di tutto, avventurarsi a prendere decisioni migliori.

“Andai nei boschi perché volevo vivere da solo, deliberatamente, per affrontare i fatti essenziali dell’esistenza. Non volevo vivere quello che la vita non era. Volevo sentire profondamente ed estrarre tutto il midollo della vita, vivere in un modo così intenso e rigoroso da poter fare a meno di tutto quello che non era autentico”.

-Walden, Henry David Thoreau-

Bosco illuminato.

Cosa vuol dire vivere deliberatamente?

La laguna di Walden si trova in una piccola riserva naturale del Massachusetts. È uno scenario di particolare e serena bellezza visitato di frequente da molti turisti. Per quale motivo?

Henry David Thoreau si ritirò a metà del XIX secolo. Il filosofo, laureato ad Harward e rappresentante del trascendentalismo e dell’idealismo, cercò sempre di comprendere la natura e la relazione che questa potesse avere con la condizione umana.

Passò una metà della sua vita sfidando la legalità in molte aree della sua vita, fino al punto in cui dovette tornare al suo paese natale per lavorare nella fabbrica di matite della sua famiglia. Non si adattava alle regole della società e difendeva un individualismo ascetico, diffondendolo nelle sue tante conferenze.

Secondo quanto faceva notare, noi esseri umani siamo ricchi già per il semplice fatto di essere venuti al mondo e l’unico modo di scoprirlo è fare a meno di gran parte delle cose che possediamo.

Lui stesso fece questo, si distaccò da quasi tutto e fuggì nel bosco. E lo fece quasi per sfida, dopo che William Ellery Channing, pastore puritano, gli fece notare che l’unico modo di salvare la sua anima sarebbe stato distruggere se stesso nella solitudine di un bosco e costruire una capanna.

Effettivamente, sorprendendo tutti, il 4 luglio del 1845 Thoreau andò in un bosco, proprietà del suo amico Ralph Waldo Emerson.

Il suo obiettivo non era altro che vivere profondamente, concetto presente nel suo ormai celebre libro Walden. Analizziamo alcune delle sue idee più note.

Meno materialismo e più essere

“Tutti gli uomini vogliono avere qualcosa da fare per poter essere”.

-Henry David Thoreau-

Questa è una delle riflessioni più importanti della filosofia di Thoreau. Certamente leggerla fa nascere in noi una certa contraddizione, perché se c’è qualcosa che ci fanno notare spesso è che le persone sono quello che fanno.  Se desideriamo vivere a pieno, dobbiamo scegliere bene a cosa dedichiamo la nostra esistenza.

Henry David Thoreau difendeva l’dea di rinunciare al materialismo e orientarsi verso un’esistenza che permettesse di essere e di sentire.

Il bisogno di vivere il qui e ora

“Non c’è niente di meglio che fermarsi nel punto di incontro fra due entità, il passato e il futuro, e cioè esattamente nel momento presente; questa è la linea da seguire”.

-Henry David Thoreau-

Nel 1845 l’occidente non sapeva ancora nulla della mindfulness, della meditazione o di tutte quelle filosofie che concentrano l’attenzione sul momento presente.

Tuttavia, Thoreau ci invitava già in Walden a porre il nostro sguardo, la nostra intenzione e il nostro interesse al qui ed ora. In mezzo alla natura, poche cose hanno la stessa importanza di quanto sta accadendo adesso.

Nel bosco, il passato ed il futuro hanno poca rilevanza. Quello che importa veramente è quello che facciamo adesso per preservare l’equilibrio, la calma, la perfezione.

La distinzione fra il superficiale e l’essenziale

“Semplicità, semplicità, semplicità! Io dico, fa in modo che i tuoi problemi siano due o tre e non cento o mille; anziché fare i conti sul milione, conta con le dita di una mano e con il pollice… Semplifica, Semplifica”.

Ogni vita degna di nota parte dalla semplicità, dal sapere distinguere il superficiale dall’essenziale, l’importante dal relativo.

Anche se ci può costare crederlo, questo è il nostro eterno compito da eseguire. Continuiamo a caricarci di eccessive preoccupazioni e di una quantità smisurata di dimensioni che non sono utili.

Riuscire a ridurre questo carico in eccesso che ci portiamo addosso, ci permetterà di camminare più leggeri assaporando pienamente la nostra esistenza e il nostro qui e ora.

Bambina corre nel bosco.

Vivere deliberatamente significa avere passione e ricordare che noi non sappiamo tutto

“Mi sono sempre dispiaciuto di non essere stato saggio come il giorno in cui sono nato”.

Passione e mistero. Cosa c’è di più eccitante nel vivere deliberatamente? In realtà no, ma il problema è che per una buona parte dei nostri giorni, non ci permettiamo di sentire queste realtà emozionali.

Niente ci dà un senso e un obiettivo più grande rendere la passione il nostro leitmotiv quotidiano, solo in questo modo godiamo di ogni cosa che ci offre l’esistenza.

D’altra parte, c’è un altro aspetto decisivo: dobbiamo essere abbastanza umili per renderci conto che non sappiamo tutto, che vivere è imparare ogni giorno e che facendolo, aprendoci a qualsiasi scoperta e mistero, raggiungiamo il benessere e la soddisfazione.

È difficile trovare libri che, come Walden, rappresentano un invito così diretto ed evocativo alla libertà e a questo tipo di felicità che parte dalla semplicità.

Forse questo è il primo e il più bel lavoro sull’auto aiuto scritto da un filosofo che praticò la disobbedienza sociale, ma che a sua volta ci lasciò inestimabili lezioni su come trovare il senso della vita.

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  • Maynard, W. Barksdale (2005) Walden Pond: A History. Oxford University Press.
  • Thoreau, David (2012) Walden. Madrid: Tregal
  • Richardson, Robert; Moser, Barry (1986). Henry Thoreau: A Life of the Mind. University of California Press