A volte si ha bisogno solo di una carezza

· 2 aprile 2016

A volte abbiamo solo bisogno di una carezza. Nient’altro. Non vogliamo le parole di sempre né quelle frasi che sono state dette e ridette tante volte. Vogliamo sentirci riaffermati, accolti e valorizzati dal contatto di una mano che passa dolcemente sulla nostra pelle.

Poche cose danno una calma emotiva e mentale come il semplice atto accarezzare. C’è di più, nell’ambito della psicologia umanistica e dell’analisi transazionale si dice che tutti hanno bisogno di essere toccati dalle persone care per sentirsi “riconosciuti”.

Niente dà più soddisfazione di una carezza inaspettata, il contatto di qualcuno che, nonostante sia attraversato da mille cicatrici, è capace di offrire le carezze più dolci.

La deprivazione sensoriale è una realtà che non solo il bambino sperimenta con la madre, ma anche le coppie possono provarla in certi momenti. Sono vincoli in cui non esiste un contatto adeguato, la persona non è riconosciuta attraverso le carezze, gli abbracci, le parole gentili.

Sono vincoli in cui l’affetto non è trasmesso e l’amore va oltre le parole. Un bambino che soffre di deprivazione materna ha uno sviluppo molto più lento e un domani potrebbe manifestare disturbi emotivi e reattivi. Sono creature che crescono con gravi mancanze.

A livello affettivo e di coppia, può capitare che una delle due persone non abbia la saggezza emotiva implicita nelle semplici carezze, quelle carezze complici che permettono di costruire un vero rapporto.

In questi casi, l’altro membro della coppia si sentirà vuoto e dubiterà dei sentimenti del partner e del valore della relazione, dell’impegno. Perché le carezze sono l’alimento di cui la nostra anima e il nostro cervello emotivo hanno bisogno per sentirsi parte del mondo. Parte di ciò che amiamo.

La carezza: una necessità psicologica, biologica e sociale

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Una carezza è un’arma potente, un gesto essenziale che racchiude tutto un mondo di emozioni, di equilibrio interiore e di benessere psicologico. Questa necessità di essere riconosciuti e, quindi, accarezzati, è qualcosa che ci caratterizzerà per tutta la vita.

Una carezza costruisce la vita, la riafferma, la edifica e tesse un filo invisibile che ci unisce a quella persona che sta nel nostro cuore. Nessuna tecnologia può sostituire una cosa del genere, nessuna macchina ha il calore di un abbraccio o la dolcezza di una carezza.

Di solito si dice che il modo in cui una persona ha ricevuto le sue carezze durante l’infanzia determinerà anche il modo in cui le aspetterà dagli altri.

Se una persona non ha mai ricevuto carezze, è possibile che non sappia come darle, ma la sua necessità di riceverle sarà senza dubbio molto intensa nonostante non lo riconosca. È una cosa molto complessa, perché le carezze dell’infanzia determinano molti aspetti dell’età adulta.

E anche se possono esserci varie differenze tra le persone, la necessità di affetto e di vicinanza è universale non solo tra gli esseri umani, ma anche tra gli animali. Di fatto, lo possiamo vedere con i nostri animali domestici.

Vediamo ora quali sono le caratteristiche fondamentali e le implicazioni psicologiche delle carezze.

Il potere delle carezze incondizionate

Affinché una carezza abbia impatto, rilevanza e trascendenza deve essere incondizionata. Io accarezzo il tuo viso con la mano perché è ciò che sente il mio cuore, perché ti riconosco come parte di me e lo faccio senza egoismo. Senza condizioni.

  • Una carezza è prima di tutto uno stimolo sensoriale. Si crea una sensazione, ma affinché sia autentica ed incondizionata, questo gesto deve risvegliare sentimenti ed emozioni positive.
  • Se la carezza è sincera ed incondizionata, si stabilisce la giusta reciprocità. Le due persone si riconoscono parte una dell’altra e ricevono queste carezze come un fossero un linguaggio che le unisce, che costruisce il loro legame.
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Nelle mi carezze c’è anche una parte di me

Non ci accarezziamo solo per offrire piacere, per tranquillizzare, per gratificare. Ci accarezziamo per trasmettere una parte di noi stessi e costruire un legame.

  • Le carezze, una volta date, sono quello che sono, poi sarà l’altra persona a doverle giudicare come autentiche o false. Non bisogna dimenticare che esistono anche carezze che fanno male, carezze date per pietà o ironiche che possono distruggere un legame, invece di rafforzarlo.
  • Una carezza dice molto di noi, quindi dobbiamo offrirla con calma, con dolcezza, trasmettendo quei messaggi di complicità che non hanno bisogno di parole.

Le carezze come parte dell’attaccamento sano

Vi abbiamo parlato spesso del concetto di attaccamento. Anche se spesso, e sotto certi punti di vista, l’attaccamento è concepito come “dipendenza” o l’attaccarsi troppo a qualcuno o qualcosa, dal punto di vista della psicologia umanistica e affettiva le persone hanno bisogno di un attaccamento sano per creare un legame.

Una carezza è il gesto con cui riconosciamo, abbracciamo e integriamo nel nostro essere una o più persone. Fanno parte del nostro cuore e abbiamo bisogno di un contatto pelle a pelle per riaffermare le emozioni.

Una carezza è una parola registrata sulla pelle di cui tutti hanno bisogno, perché non c’è miglior collante per cuori spezzati che un intero carico di carezze.
Abbraccio

Immagini per gentile concessione di Zac Retz.