Vivere col cuore spezzato significa respirare a stento

· 23 marzo 2016

Vivere col cuore spezzato significa camminare nudi, con l’anima semivuota e legata ad una corda che appartiene ancora ad un’altra persona. È una tortura lenta che asfissia e che ferisce; tuttavia, nessun dolore è eterno.

Dicono che il tempo curi l’assenza d’amore, le offese e le delusioni. Ma non sarà solo lo scorrere dei giorni ad aiutarci: anche il nostro coraggio e la nostra forza interiore ci guideranno poco a poco per ridurre il dolore delle ferite. E, anche se l’oblio non esiste, per lo meno avremo pace.

Vivere col cuore spezzato non è letale, ma dentro di noi ci sono tante particelle che muoiono. Nessuno merita una sofferenza eterna; va trovata una boccata d’aria da cui ricominciare a vivere ritrovando se stessi.

La ferita emotiva provocata da un amore impossibile o da un amore finito è senza dubbio tra le più traumatiche che l’essere umano possa sperimentare.

Rimaniamo paralizzati, perché i nostri valori crollano, perché le speranze scompaiono, perché dobbiamo raccogliere la nostra autostima pezzo per pezzo, dato che è andata in frantumi. Il processo di cura delle ferite è lento e delicato.

Un cuore spezzato va riparato con l’oro

cuore spezzato 2

Un osso rotto, spesso, ci mette molto meno tempo a guarire che un cuore spezzato. Per curare qualsiasi tipo di ferita, ci vuole forza di volontà e, soprattutto, la capacità di accettare che non saremo più gli stessi; che usciremo fortificati da questo processo, che saremo resilienti e che otterremo una lezione da questa esperienza.

In Giappone, c’è un’antichissima arte chiamata Kintsukuroi; essa consiste nel riparare gli oggetti rotti con l’oro, perché la bellezza sta anche nelle ferite curate. Il risultato finale racconta la storia dei frammenti, ora unici.

La tradizione del Kintsukuroi ci mostra un tipo di filosofia che ci invita a riflettere su vari aspetti:

  • Se evitiamo di accettare una perdita, una delusione, un rifiuto o una separazione, resteremo ancorati ad una sofferenza eterna e inutile.
  • È importante accettare gli eventi e il fatto che non stiamo bene. Riconoscere il dolore significa accettare una realtà sulla quale dobbiamo lavorare giorno per giorno.
  • Il dolore fa parte di noi, ma non ci rappresenta. Dobbiamo capire che si tratta di una situazione temporanea.
  • Non commettete l’errore di voler ritornare al passato. Ora non siete più gli stessi, dentro di voi sono cambiate molte cose e non è detto che questo sia un fatto negativo.
  • L’arte del Kintsukuroi ha come scopo l’esibizione delle fratture, della rottura dei pezzi di porcellana. La magia sta nel ripararli con l’oro per evidenziare la ferita e ottenere un risultato di bellezza indiscutibile.
  • Secondo la tradizione, gli oggetti riparati con la tecnica del Kintsukuroi non si romperanno mai più.
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Mettete da parte quello che sentite

Sappiamo che un cuore spezzato non può essere riparato con l’oro, ma con l’intenso splendore delle vostre emozioni, le quali lottano per accendere nuove speranze, per curare i sogni persi e risvegliarsi con altri desideri più intensi, con radici più profonde.

Talvolta, siete così forti che arrivate ad amare, pur con il cuore spezzato, persone che non se lo meriterebbero. Non permettetelo: mettete da parte quello che sentite e ricordate cosa vi meritate. Ricordate che l’amore è gioia e non sofferenza.

In realtà, non si tratta di un processo semplice. Emergere dalle lacrime e dalle ceneri di una vita che sognavamo e che non abbiamo raggiunto non è facile, ma, per quanto duro possa essere, non è impossibile. Anzi: arriverà un momento in cui sarete orgogliosi di voi stessi per essere diventati le persone che volevate davvero essere, persone libere dalla sofferenza.

Ricordate che cosa vi meritate

Le persone che camminano ogni giorno con il cuore spezzato si sono dimenticate che cosa si meritano. È opportuno che “l’oro” con cui aggiusterete le fratture della vostra anima spezzata sia composto da questi semplici principi:

  • Meritate di essere amati e felici. Nessuno deve vivere la condanna di sentirsi sfortunato ogni giorno della sua vita.
  • La scelta fatta da una persona in un determinato momento non vi definisce. Non siete voi. Si tratta del suo pensiero, del suo micro-mondo; è un universo estraneo in cui non dovete crollare. La vostra realtà è unica e diversa da quella di colui che vi ha spezzato il cuore.
  • Nessuno oltre a voi potrà farvi uscire da questa situazione. Dovete essere abili artigiani che aggiustano le proprie ferite con l’oro della vostra autostima, delle vostre speranze rinnovate, dei nuovi sogni in cui imbarcarvi.

I cuori spezzati sono barche alla deriva che, per un po’ di tempo, avanzano disorientate. Tuttavia, finiscono sempre per trovare la calma ed essere guidate da un andamento sereno che le porta a trovare una felicità autentica e reale.

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Immagini per gentile concessione di Amanda Cass e Pascal Campion