7 cose che mi ha insegnato il mio più grande errore

· 19 gennaio 2016

Una volta ho letto che qualsiasi tempesta emotiva nella vita nasconde un senso. Che i temporali e gli scossoni nella vita delle persone accadono sempre per un motivo, per cambiarci e non farci essere più le persone di prima.

Quando ci tocca vivere eventi sgradevoli, sentiamo la mancanza del nostro stato emotivo precedente, soffriamo moltissimo, ci chiediamo “perché proprio a me?” e crediamo che quel dolore ci farà perdere parte della nostra essenza e persino della nostra innocenza nel mondo. Ci sentiamo strani, confusi, non capiamo il valore terapeutico che il dolore può avere.

I colpi bassi della vita possono avere due conseguenze diverse: ci fanno sprofondare oppure ci aiutano a rinascere come persone migliori. Non importa quale sia la vostra fede, se crediate o meno nel karma. Stiamo parlando di qualcosa di molto più pragmatico e inconfutabile: il fatto che le esperienze ci cambiano.

Il valore di iniziare a cambiare

Solo gli eventi che attraversano il nostro corpo e la nostra mente in modo intenso ci aiuteranno a mettere in dubbio cose su cui prima non abbiamo mai riflettuto. E questo accade perché, come sappiamo bene, quando le cose succedono a un nostro conoscente o al vicino di casa, sembra che tutto sia chiaro… Ma è quando succede a noi che fanno male davvero, e ci cambiano.

Si sentono sempre dire frasi del tipo “l’importante non è non cadere mai, ma rialzarsi sempre” o “sbagliando, si impara”. Sono alla base di moltissimi cambiamenti che ogni persona sperimenta nella sua vita.

Magari potessimo riuscire a renderci conto delle cose senza bisogno di soffrire, ma il problema è che non esiste un manuale di istruzioni per la vita. E anche quando crediamo di averlo, la verità è che il mondo in cui viviamo è in continuo cambiamento. Le persone più sagge sanno accettare il cambiamento, perché, come si suol dire, “non sopravvive il più forte, ma chi è più capace di adattarsi al cambiamento”. E il cambiamento è sempre preceduto da un tentativo e un errore, dalla confusione e dall’apprendimento.

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Ho imparato più dai miei errori che dai miei successi

Pensate a un grosso errore che avete commesso nella vostra vita. E in questo articolo stiamo parlando di errori umani e accettabili, non di quelli che rappresentano un delitto, perché, anche se non tutti gli errori etichettano una persona come “buona” o “cattiva”, è importante tenere in considerazione che ci sono delle differenze.

Prendete quindi come punto di riferimento gli errori che avete commesso nella vostra vita e scegliete quello che, per voi, è stato il peggiore. Avete mai pensato al valore che avete imparato da quell’errore? Avete mai pensato a ciò che è entrato a far parte del vostro sistema di valore e a tutti gli altri errori che avete evitato grazie a quell’esperienza?

“Sono più istruttivi gli errori dei grandi intelletti che le verità di quelli mediocri.”

-Arturo Graf-

Non preoccupatevi, se non ci avete mai pensato, oggi vogliamo farlo insieme a voi. Alcune lezioni che impariamo dai nostri errori sono più universali di quanto sembri; a seguire ve le presentiamo.

Il mio più grande errore mi ha insegnato che:

  • La vita può sorprenderti in modo positivo o negativo. Bisogna essere pronti per affrontare qualsiasi imprevisto, e non c’è niente di meglio che poterlo risolvere in modo indipendente.
  • Non tutto il supporto emotivo che ci danno è valido. L’unica cosa importante è la sua qualità, non la quantità: credere di essere protetti quando stiamo affrontando una situazione difficile o un crollo emotivo è un’illusione. È importante essere prudenti e non cercare sostegno sociale di qualsiasi tipo, ma solo quello che ci è davvero utile.
  • Nei brutti momenti impariamo a conoscere davvero sia noi stessi sia gli altri. Si dice che non conosci davvero qualcuno finché non vivi con lui, ma anche vivere insieme una situazione di difficoltà economica, sociale o emotiva può insegnarci molto. Il vostro principe azzurro potrebbe non essere così perfetto, e quella persona che vi abbraccia potrebbe non essere davvero vostra amica. Questo non significa che dovrete per forza tagliare i ponti con loro, ma rivedere l’importanza di quella relazione.
  • Scoprire l’indifferenza di alcuni vi aiuterà a emozionarvi di fronte alla lealtà, alla sensibilità e all’affetto di altri. È terribile come, a volte, sottovalutiamo alcune persone che ci circondano. Solo quando arriva un momento difficile, possiamo apprezzare la loro grandezza. Le persone oneste e limpide non si valutano a seconda del periodo di tempo da cui le conosciamo, ma dall’intensità della loro onestà e bontà.
  • Tutto passa e tutto cambia, niente è permanente. È solo questione di tempo e, per quanto all’inizio sembrino laceranti, qualsiasi dolore o delusione si affievolirà e svanirà. Se agite seguendo i vostri principi, questi diventeranno sempre più solidi; il dolore rappresenta soltanto uno dei mezzi che ci aiuta a conoscerci in modo più profondo.
  • Gli errori si superano, ma le delusioni sono irreversibili. Da un errore possiamo imparare, dopo averlo superato. Eppure, potrete dimenticare le persone che vi hanno delusi, ma mai ciò che vi hanno fatto provare. Una delusione è a volte il modo migliore di chiudere una relazione che non è mai stata sincera.
  • Grazie a tutto ciò, che avete imparato; oggi siete persone migliori. Non meno sensibili, né meno innocenti, e nemmeno più furbe. Semplicemente, persone con le idee più chiare, più autosufficienti e con una maggiore capacità di ignorare ciò che non vi interessa e godervi ciò che vi rende felici.
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Il sapore agrodolce del mio errore mi ha preparato alle altre cadute

Tutti noi commettiamo più di un errore nella vita per quanto ci sembri di avere tutto sotto controllo, è inevitabile. L’errore è una parte fondamentale della nostra crescita ed evoluzione.

Ma se impariamo dai nostri errori, la prossima caduta sarà ammortizzata e riusciremo a rialzarci più velocemente. Perché se nella vita non sbagliate mai, o non vi succede mai niente di brutto, significa che state vivendo una vita molto limitata.

Immagini per gentile concessione di Elena Lishanskaya e Lucy Campbell