Abilità terapeutiche rilevanti in psicoterapia

Le abilità terapeutiche definiscono in buona misura la bravura di un professionista. In questo articolo vogliamo parlarvi delle più importanti, insieme alle loro implicazioni.
Abilità terapeutiche rilevanti in psicoterapia
Alicia Escaño Hidalgo

Scritto e verificato lo psicologa Alicia Escaño Hidalgo.

Ultimo aggiornamento: 13 febbraio, 2023

Le abilità terapeutiche sono uno strumento essenziale e indispensabile quando si lavora in terapia. Gli psicologi o psicoterapeuti, quindi, devono apprendere le suddette abilità e metterle in pratica nelle diverse sedute, così come si fa con le tecniche psicologiche già avallate.

Il concetto di alleanza terapeutica, che ha origine dal modello psicodinamico, è stato introdotto da Bordin già diversi decenni fa. Possiamo concettualizzarlo come un ingrediente essenziale per avviare dei cambiamenti in qualunque modello terapeutico. Vale a dire, è un ingrediente che deve essere presente nel trattamento se vogliamo che quest’ultimo funzioni davvero.

Le componenti di questa alleanza terapeutica sono tre: il vincolo tra cliente e terapeuta, definito dal tono emotivo e dalla collaborazione; l’accordo in merito agli obiettivi da raggiungere e l’accordo in merito alla strategia da seguire per raggiungere tali obiettivi.

Altri autori, come Rogers, a partire dalla terapia umanista stabiliscono gli ingredienti che devono essere presenti in qualunque terapia, e sono: l’autenticità o congruenza del terapeuta, l’accettazione incondizionata da parte del paziente e l’empatia. Rogers pensava che queste componenti fossero necessarie e sufficienti affinché il cambiamento avesse luogo. Oltre all’indispensabile alleanza, tuttavia, sono necessarie anche altre abilità terapeutiche che favoriscono la nascita di tale alleanza.

Una delle abilità terapeutiche più importanti è la capacità dello psicologo di stabilire una buona alleanza, o rapport, con il proprio paziente.

Psicologa con mano sulla spalla della paziente mentre mostra le sue abilità terapeutiche

Abilità terapeutiche importanti in un professionista

Per studiare le variabili da tenere a mente nell’uso delle abilità terapeutiche, è fondamentale fare riferimento allo studio di Sloane e collaboratori (1975) sull’importanza data dai pazienti e che considerano il motivo del successo. Sono state raggruppate in cinque categorie: 

  • La personalità del terapeuta.
  • La sua capacità di ascolto.
  • Il modo in cui il terapista sprona a poco a poco a far pratica di ciò che infastidiva il paziente.
  • La capacità del terapeuta di parlare in modo comprensibile.
  • L’aiuto che offre al paziente per capire se stesso.

Altri autori, come Ackerman e Hilseroth (2003), hanno riesaminato le pubblicazioni su questo argomento e hanno riscontrato che le caratteristiche del professionista che favoriscono l’alleanza sono: 

  • Flessibilità: accetta e adatta il suo modo di comunicare alla situazione e al paziente che ha davanti.
  • Esperienza: dimostra di avere esperienza clinica.
  • Onestà: il paziente lo percepisce come sincero.
  • Rispetto: si mostra rispettoso in quanto ai valori e al modo di esprimersi e di comunicare, in generale, con il paziente.
  • Lealtà: è degno di fiducia.
  • Fiducia in se stesso: il paziente percepisce che lo specialista sa quello che sta facendo.
  • Interesse verso il paziente e per il suo problema.
  • Attenzione: è concentrato su ciò che succede durante la seduta. Vale a dire, sulle manifestazioni verbali e non verbali del paziente.
  • Vicinanza: il paziente percepisce la sua vicinanza.
  • Calore: amorevole, affettuoso.
  • Mentalità aperta: comprensivo verso punti di vista diversi dal proprio.

Si tratta senz’altro di copiose informazioni sull’importanza delle abilità terapeutiche per garantire il successo del trattamento. Gli studi indicano che l’efficacia del trattamento e la riduzione delle sedute è notevolmente maggiore quando queste strategie vengono tenute in considerazione.

E cosa succede durante le sedute?

Circa la metà dei pazienti che si sottopongono alla terapia abbandona alla prima seduta. Di conseguenza, le prime sedute sono cruciali per decidere se proseguire o meno.

Alcuni studi rivelano che il primo colloquio durante il quale paziente e terapeuta si incontrano per la prima volta è decisivo per la maggior parte dei pazienti. Per cui, i professionisti che “convincono” i pazienti a proseguire con la terapia dimostrano maggiore competenza verbale e abilità diagnostiche rispetto ai colleghi poco carismatici.

Isolando i fattori esterni al trattamento, come la disponibilità economica dei pazienti o gli spostamenti per assistere alle sedute, gli autori concordano nel presentare due fattori fondamentali che spiegano gli abbandoni. Questi sono, da un lato, le caratteristiche personali del terapeuta e la sua mancanza di interesse verso la strategia di intervento proposto. Dall’altra parte, il fatto che il paziente creda di essere migliorato a tal punto da decidere di non proseguire.

Si è osservato che il momento più opportuno per stabilire una buona alleanza con il paziente è tra la terza e la quinta seduta. Tuttavia, la possibilità di abbandono sorge prima che tale legame possa rafforzarsi. A tal proposito, la personalità del terapeuta può essere determinante al fine di evitare che il paziente smetta di partecipare alle sedute.

Per quanto riguarda l’abbandono prematuro, gli studi sostengono che sono le capacità verbali dei terapeuti a influire sul successo finale del trattamento, al punto che il numero degli abbandoni è significativamente inferiore con i professionisti che presentano queste abilità. 

Alla luce degli studi, si evince che è importante che i professionisti apprendano le abilità utili in terapia. Non basta avere buone conoscenze di vario genere, bensì bisogna sapere quando metterle in pratica, come presentarle e a quali pazienti. In questo compito di precisione è molto utile la formazione.


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  • Vallejo, P, M.A. (2016). Manual de Terapia de Conducta. Editorial Dykinson-Psicología. Tomo I.

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