Adolescence, il successo di Netflix che mette i genitori di fronte alla realtà dei loro figli
Adolescence, la serie di successo di Netflix, inizia con un’irruzione nella casa dei Miller per arrestare Jamie (Owen Cooper). Si tratta di un ragazzo di 13 anni accusato dell’omicidio di un compagno di classe. Inizia così una storia in cui il vero mistero non è sapere chi è l’assassino, ma capire come un adolescente dall’aspetto così innocente possa prendere decisioni drastiche.
Ci invita inoltre a riflettere sulle cause della violenza in questa fase della vita, esplorando argomenti come la pressione sociale, il bullismo, i social media e le tensioni familiari. Vi racconteremo tutto più avanti.
L’ambiente scolastico: bullismo e maltrattamenti
Una delle motivazioni che spingono gli adolescenti a commettere reati deriva dall’ambiente in cui vivono. Quando i ricercatori visitano la scuola, la trovano piena di maltrattamenti, litigi e bullismo tra gli studenti. E i responsabili non sanno come controllarlo. Jamie, in particolare, è colpito dalla violenza sociale che lo spinge a sentirsi rifiutato.
Questa mancanza di limiti e indifferenza al bullismo è significativa. Ciò dimostra che i giovani non sono consapevoli che le loro azioni hanno delle conseguenze e che le autorità non intervengono. Lo si vede dal protagonista stesso, che piange inconsolabilmente e afferma di non aver commesso lui l’omicidio, nonostante le telecamere di sicurezza lo abbiano ripreso.
È importante notare che, sebbene il bullismo abbia un impatto significativo sulla salute mentale degli adolescenti, non esistono prove conclusive che stabiliscano una relazione causale diretta con atti estremi di violenza, come l’omicidio.
L’UNICEF sottolinea che il bullismo porta a una visione del mondo distorta, nonché a problemi psicologici, emotivi e cognitivi. Nei casi estremi, porta all’autolesionismo e al suicidio, anziché all’aggressione verso gli altri. Pertanto, può rappresentare un fattore di rischio in contesti vulnerabili, ma non l’unico fattore determinante del comportamento violento.
Pressione sociale e reti
Nel corso della serie scopriamo come Jamie e i suoi amici cercavano la popolarità. In questa serie Netflix si può osservare la tipica pressione sociale dell’adolescenza. Jamie si sente costretto a flirtare perché è convinto che se non avrà successo con le donne non avrà alcun valore come uomo. Questa idea si complica quando la vittima, Katie, la ragazza popolare, lo rifiuta dopo che una sua foto intima diventa virale. Ecco perché i social network sono un altro elemento chiave.
Studi come quelli di Nesi e Prinstein (2015) evidenziano che queste sono solo una componente all’interno di un insieme di variabili che includono la famiglia, la scuola e l’ambiente sociale. Pertanto, in alcuni contesti i social media rafforzano convinzioni o stereotipi sessisti, ma non è stato dimostrato il loro impatto diretto sullo sviluppo di comportamenti violenti, poiché dipende anche dalla regolazione emotiva e dalle esperienze precedenti.
Tuttavia, fanno già parte della vita quotidiana di bambini e adolescenti e molti comportano situazioni di molestie o violenza digitale. Ad esempio, Jamie seguiva account di modelle che pubblicavano contenuti sessuali, lasciavano commenti aggressivi e postavano foto di donne in biancheria intima. Questo comportamento riflette il modo in cui i social media distorcono la percezione della femminilità e delle relazioni sane.
Non solo, Katie ha anche lasciato a Jamie dei messaggi emoji sui social media che sembravano adatti a un pubblico adulto, ma in realtà erano ironici. Nei messaggi si diceva che Jamie fosse un incel, termine usato per indicare una persona che non può mai avere accesso a una donna e formato dall’acronimo di involuntary celibate (celibe involontario).
Incels e la Manosfera: l’ideologia dietro il crimine
Come abbiamo detto, Katie stava prendendo in giro Jamie chiamandolo incel, cosa che lo ha portato al limite. Questo termine non è solo considerato un insulto, ma rappresenta anche un’intera sottocultura. Come spiega Current Psychology, si tratta di un’ideologia che emerge online ed è misogina e antifemminista.
La comunità incel rappresenta un sottogruppo all’interno della cosiddetta manosfera. Quest’ultimo è un termine che si riferisce a vari siti web, forum e piattaforme social pensati per uomini che condividono idee simili sulla mascolinità.
Gli incel sono uomini con una visione negativa della vita, spesso depressi o con bassa autostima; Incolpano le donne perché sono costrette a vivere nel celibato. A volte ricorrono alla violenza per rispondere al rifiuto delle donne, come Jamie riflette nella serie, sia con la vittima che con lo psicologo che lo intervista.
Anche le 100 emoji che compaiono nella serie fanno riferimento a una delle sue regole, nota come “regola 80/20”. Secondo lei, l’80% delle donne è attratto solo dal 20% degli uomini. Questa norma, insieme ad altri elementi dell’ideologia incel, serve a spiegare il risentimento di Jamie e come, nella sua mente, ciò giustifichi la sua aggressività nei confronti di Katie.
Ciò che Jamie affronta è in linea con queste convinzioni, poiché la sua intenzione era quella di punire Katie affinché non si sentisse superiore.
Secondo Baele, Brace e Coan (2019), le narrazioni incel rafforzano ideologie misogine e modelli di vittimizzazione che tendono a incoraggiare comportamenti aggressivi. Ma non tutti i giovani che partecipano a queste comunità manifestano comportamenti violenti. Anche altri fattori influenzano tali comportamenti.
Salute mentale e conflitto di identità
Con l’avanzare dei capitoli, Adolescence rivela che Jamie è un giovane con bassa autostima, qualcosa di comune in molti ragazzi. Suo padre lo aveva iscritto a calcio, ma la sua scarsa abilità lo rendeva il bersaglio degli scherni dei suoi compagni di classe, il che accresceva la sua insicurezza.
A sua volta, quando al protagonista viene mostrata l’immagine della vittima, lui dice: “Cosa sta succedendo?” “È lei quella che è morta?” Come può accadere a molti giovani che entrano nell’età adulta, Jamie lotta con due identità. Da un lato, è un ragazzino innocente, indifeso e timoroso che se la fa addosso quando viene arrestato. È anche calcolatore e freddo, proprio come quando vede la foto.
Questo conflitto di identità è legato a una fase di egocentrismo comune nell’adolescenza, in cui i giovani si concentrano su se stessi e non riescono a vedere l’impatto delle proprie azioni sugli altri.
Nella scena finale, il padre entra nella stanza del figlio e gli mette dentro uno dei suoi animali di peluche, scusandosi come se fosse Jamie. Sebbene sia normale spostare le emozioni verso un oggetto quando si perde una persona cara, è interessante che si tratti di un orsacchiotto di peluche, che riflette l’immagine infantile che la sua famiglia aveva di lui, ignorando però l’altro lato della medaglia.
Il rapporto tra genitori e figli
Oltre all’influenza della scuola e dei social media, la serie Netflix Adolescence mette in luce come la mancanza di supervisione, ad esempio con l’uso di Internet e dei social media, possa avere gravi conseguenze. Sebbene la rete possa essere utile, esiste anche il rischio di incorrere in episodi di cyberbullismo, bullismo o depressione, come menzionato nell’European Scientific Journal. Esiste quindi una relazione tra il suo uso quotidiano e la violenza fisica.
Quando i ricercatori mostrano le immagini a Eddie, il padre, lui rimane sorpreso perché si tratta di una dimensione di suo figlio che non aveva mai conosciuto. Ciò lo porta a chiedere: “Sei stato tu?”
Spesso i genitori non conoscono il mondo degli adolescenti e i suoi codici, il che impedisce loro di agire tempestivamente ed evitare situazioni pericolose. I genitori di Jamie raccontano infatti che il figlio tornava a casa, si chiudeva a chiave nella sua stanza e loro non sapevano cosa stesse facendo. Per evitare i problemi ha fatto ricorso all’isolamento tramite Internet, ma loro non gli prestavano attenzione.
Alla fine ammettono di aver ignorato molti segnali del figlio e di non avergli insegnato come elaborare il rifiuto. Ma non si incolpano, perché i loro errori non significano che siano stati cattivi genitori. Questa parte della serie può risultare angosciante per molti genitori, poiché mostra loro che, nonostante amino i loro figli, i loro errori possono inconsapevolmente influenzarli.
Il supporto psicologico è essenziale nell’adolescenza
Sebbene il bullismo, i social media, le ideologie della manosfera, i problemi di salute mentale e la mancanza di supervisione dei genitori possano aumentare la vulnerabilità, non dovrebbero essere considerati le uniche cause di violenza estrema. È essenziale affrontare la questione da una prospettiva biopsicosociale.
La serie Netflix Adolescence dimostra chiaramente che il sostegno è fondamentale nello sviluppo degli adolescenti, soprattutto in contesti complessi. È fondamentale che le istituzioni educative, le famiglie e le comunità siano attente ai segnali di disagio emotivo, forniscano livelli ragionevoli di controllo e parlino con i bambini per prevenire questo tipo di comportamento.
Anche un adeguato supporto psicologico può essere fondamentale per impedire che gli adolescenti cadano nel circolo vizioso della violenza, sia fisica che digitale. Se adottano comportamenti preoccupanti, è necessario chiedere aiuto a un professionista per prendersene cura, soprattutto nel contesto odierno, così influenzato dai social media.
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