Affrontare la depressione con successo

20 Ottobre 2019
La depressione, oltre a causare una serie di sintomi caratteristici, tende a generare sentimenti di sconforto e confusione sul da farsi. In questo articolo ci concentreremo sugli aspetti su cui si fonda questo disturbo, affinché possa costituire uno stimolo al rafforzamento e alla crescita.

Secondo i dati dell’OMS, in Italia il 5,1% della popolazione soffre di disturbi depressivi. Sono dati importanti, che determinano risvolti sociali di estremo interesse. Il soggetto che si trova ad affrontare la depressione, non deve fronteggiare solo i sintomi di tale condizione, ma anche il senso d’inquietudine che tale diagnosi può generare.

D’altro canto, che sia stata ricevuta o meno una diagnosi, i soggetti che sperimentano i sintomi depressivi possono avere paura dei propri comportamenti, percezioni e reazioni. In questo articolo trattiamo alcuni aspetti che possono rivelarsi utili per affrontare la depressione e uscirne vittoriosi.

Donna preoccupata

La depressione non è una malattia ed è curabile

Per affrontare la depressione, è necessario che la persona voglia uscirne. La disciplina che si richiede in questo caso è maggiore della semplice assunzione di un farmaco.

Gli psicofarmaci, in alcuni casi, possono rivelarsi estremamente utili se associati a una terapia psicologica, ma la chiave è proprio questa. La terapia, sempre che si decida a seguirla, può rivelarsi lo strumento più potente per iniziare a stare meglio e alleviare le sensazioni di disperazione, tristezza e apatia. In questo senso, la terapia è anche un messaggio di speranza per le persone depresse, poiché funziona.

Sono diverse le correnti psicologiche che propongono opzioni scientificamente dimostrate, testate sperimentalmente e ritenute efficaci nel trattamento della depressione. Dall’attivazione comportamentale proposta dalla terapia di accettazione e di impegno, alla terapia razionale emotiva di Ellis a quella cognitivo-comportamentale; di fatto esistono numerosi strumenti utili.

Sebbene possa sembrarci impossibile, è importante sapere che si può uscire dal circuito depressivo e che non c’è bisogno di farlo da soli: lo psicologo conosce tutti gli strumenti utili e sarà comunque un lavoro di coppia.

La motivazione va ricercata, non arriva da sola

Uno dei sintomi più rilevanti della depressione è l’abbandono delle attività caratterizzate da motivazione intrinseca. Le attività un tempo gradite vengono messe da parte senza essere sostituite, cosicché il soggetto si trova a perdere gradualmente tali fonti di emozioni positive.

L’assenza di motivazione o di desiderio è un fattore molto importante: anestetizza l’iniziativa e mette a dura prova la volontà. La persona depressa si sente senza forze e quindi cerca di risparmiare più energia possibile. Tuttavia, trattandosi di un’eredità del modello di pensiero con il quale siamo stati educati, la verità è che la motivazione può essere generata. Il fatto che non ci sia, non significa che ciò che facciamo non debba essere fatto.

Se una persona ha perso il desiderio di passeggiare con il proprio cane ogni giorno, è importante considerare che alcune attività possono essere svolte “senza desiderio”, proprio al fine di generare “il desiderio”. Sicuramente, dopo quella passeggiata ci siamo sentiti meglio; uno stato d’animo che trasferiremo all’attività successiva, che costerà meno fatica.

Affrontare la depressione: non sempre la mente fa i nostri interessi

Le persone depresse possono arrivare a notare quanto i loro pensieri siano cambiati. Essi divengono più cupi, sconfortanti o più tristi. Possono inondare il dialogo interiore di frasi che fanno molto male.

Senza un trattamento – ad esempio un lavoro di ristrutturazione cognitiva – è difficile accorgersi dell’esistenza di questi pensieri, ma soprattutto disinnescarli e provare essi di validità. Per riuscirci, è fondamentale la terapia, che dovrebbe essere iniziata il prima possibile; non ci si aspetta, quindi, che la persona depressa lo faccia da sola. Di fatto, non è necessario.

Fino a quando non viene realizzato questo lavoro, è più importante tenere tali pensieri a bada. Non bisogna credere a tutto quello che dice la nostra mente, anche se ci sembra corretto. Pensieri come “a nessuno importa di me”, “non valgo niente”, “non ce la farò mai” sono pensieri irrazionali che minano il concetto di sé.

Dato che spesso sono inevitabili, è di vitale importanza disporre di strategie che consentano di ignorarli. In tal senso, le strategie di distrazione offrono ottimi risultati.

Aiutare senza sapere come

Uno dei fattori più importanti nel trattamento della depressione è quello di poter contare su un forte sostegno sociale. Il lato negativo è che è proprio la depressione stessa, in genere, a indebolire i rapporti sociali. Per cui, molte persone si ritrovano a affrontare le fasi più profonde della depressione senza un adeguato supporto.

In altre occasioni, sono gli altri a proporsi come aiuto. Ci provano, ma non vedono alcuna reazione nel soggetto, pertanto finiscono per lasciar perdere. Non trovano più stimoli nel rapporto. Si sentono impotenti non sapendo come essere d’aiuto, quindi si ritraggono.

Ecco perché è così importante, quando si fa parte della cerchia sociale di una persona depressa, stare al proprio posto. L’intervento, così come la valutazione, deve essere effettuato da un professionista.

Uomo depresso

Affrontare la depressione: la terapia psicologica come prima e principale opzione

A volte causa pigrizia, altre volte fa paura, altre volte ancora manca la motivazione oppure non si “ha fiducia nella psicologia”. In un modo o nell’altro, la depressione dà forma a un umore generale e persistente dal quale è possibile uscire.

Sebbene esistano casi di remissione spontanea, nella realtà ci sono persone che convivono con la depressione per molti anni. Altre per tutta la vita. Ciò non significa che la depressione non possa essere affrontata, ma che forse non è mai stata tratta con un intervento mirato, adattato e specializzato.

Sebbene si tratti di esempi estremamente diversi, non si può pretendere di curare la leucemia senza rivolgersi a un medico. Si può anche aspettare prima di rivolgersi a un dermatologo se si nota che un neo cresce a dismisura, ma tutto il tempo lasciato trascorrere rischia di giocare a proprio discapito. Lo stesso vale per i disturbi psicologici.

Pertanto, anche se pensiamo di non stare male al punto di dover entrare in terapia, che non ne vale la pena o che non servirà a nulla, è meglio prevenire che curare e lavorare in tempo per evitare che la depressione si aggravi.

Se le risorse personali lo consentono, la terapia può essere il primo passo per superare la depressione e iniziare un lavoro ben orientato da professionisti preparati a fornire aiuto in questi casi. Si tratta di dirigere quelle forze che la depressione non ha ancora consumato verso risorse  mentali che ci restituiscano il controllo e il benessere.

  • Ayuso Mateos JL. [Depression: a priority in public health]. Med Clin (Barc) 2004; 123, 5:181-6.