Alla scoperta di Norman Bates

22 Giugno 2019
Norman Bates è il protagonista di uno dei film più iconici e celebrati della storia del cinema: Psyco (1960), di Alfred Hitchcock. 

Norman Bates è il protagonista di uno dei film più iconici e celebrati della storia del cinema: Psyco (1960), di Alfred Hitchcock. Ad Anthony Perkins fu affidato il compito di dare vita al personaggio complesso e spaventoso assunto nell’immaginario popolare come la personificazione dello psicopatico.

La storia di Norman Bates è profonda, sinistra e straziante. Anche se la versione più conosciuta è quella di Hitchcock, bisogna ricordare che, in realtà, il film è ispirato al romanzo omonimo di Robert Bloch. E, a sua volta, il personaggio di Norman Bates è basato sull’assassino Ed Gein.

Riprendendo la magia del bianco e nero, di quel terrore puro che inondava le sale cinematografiche nella prima metà del XX secolo, lontano dalla versione più attuale e commerciale, ci addentriamo in un mondo che solo un maestro come Hitchcock poteva dipingere con tanta minuziosità.

Anthony Perkins e Psyco

Un mondo dove la paura risiede nella nostra immaginazione, nella tensione e nella suggestione… Psyco ci ha regalato scene che sono passate alla storia, che si sono tramutate nella rappresentazione del terrore per eccellenza. E ci ha regalato Norman Bates, un assassino che, in fondo, ci incanta, ci affascina e ci fa ricredere nella magia del cinema.

Dopo il successo di Psyco, la carriera di Anthony Perkins assunse un orientamento diverso che finì per incasellarlo per sempre nel personaggio di Norman Bates.

Sembrava che tutti volessero trarre profitto dal successo del film, vennero proiettati diversi sequel nelle quali Perkins reinterpretò il personaggio e fu anche regista.

Psyco segnò così un prima e un dopo nei film horror, aprì la porta all’esplorazione di nuovi temi, all’indagine sulla mente umana. Il simbolismo è tale che è possibile applicare alcuni concetti della psicoanalisi al film, come fosse un sogno o una poesia. Psyco incarna in modo magistrale la mente perversa di Norman Bates.

La madre, simboli e psicoanalisi

Hitchcock semina tracce di quanto accadeva davvero al Bates Motel. Dall’arrivo della giovane Marion, intuiamo che qualcosa non quadra, che c’è una certa stranezza in Norman Bates.

Il film è una specie di puzzle simbolico che fornisce indizi sull’oscurità che alberga nella mente del protagonista. Questa forte carica simbolica acquisisce ancora più senso se indaghiamo un po’ sul passato del regista, Alfred Hitchcock. I suoi film furono estremamente vincolati al mondo della psicoanalisi, nei quali lasciò traccia dei propri traumi infantili.

Norman Bates: gli uccelli

Come Bates, Hitchcock perse il padre da bambino e la madre si tramutò in una donna dispotica. Inoltre, soffriva di una fobia nei confronti degli uccelli, elemento presente durante tutto il film, anticipando la successiva pellicola del regista: Gli uccelli (1963).

L’uccello è associata alla divinità, alla divinazione e, allo stesso tempo, a una figura che evoca libertà. Libertà di cui Bates è completamente privo.

Gli uccelli che vediamo nel film sono morti, impagliati. Sono stati spogliati di ogni segno di potere, della propria libertà. Sono immobili e acquisiscono connotazioni negative.

Norman Bates animali impagliati

I riferimenti agli uccelli non finiscono qui. Il cognome di Marion è Crane (gru in inglese) e viene da Phoenix (fenice). Durante la cena, Bates parla a Marion degli uccelli da lui impagliati e poi le dice che mangia come un uccello. Tale associazione non è casuale, poiché nello slang americano la parola “uccello” è associata a femminilità.

Marion è una donna affascinante e Norman Bates ne è attratto. Ciò presuppone una minaccia per la figura materna che, di conseguenza, deve distruggere la sua rivale.

Il complesso di Edipo

Il complesso di Edipo è presente in Bates sin dall’infanzia. Venendo a mancare la figura paterna, l’unione con la madre si rafforza sempre di più, vincolando a lei anche la libido.

Si intuisce che Bates possa aver subito abusi sessuali da parte della madre e vediamo che rivela sentimenti contrastanti nei suoi confronti. Da un lato, prova rabbia, ma non riesce a svincolarsi, vittima di una dipendenza ossessiva. Allo stesso tempo, però, quando la madre instaura una relazione sentimentale con un altro uomo, Norman non può sopportare di perderla e, dunque, elimina il rivale.

Durante tutto il film, vediamo innumerevoli scene di specchi, riflessi, acqua.. L’acqua possiede certe connotazioni sessuali e la famosa scena della doccia, oltre a rappresentare un assassinio, contiene una forte carica simbolica connessa al desiderio sessuale.

Lungi dall’essere sgradevole, presenta dei componenti che la una scena desiderata. La pioggia segna anche il primo incontro tra Bates e Marion e, allo stesso tempo, anticipa ciò che accadrà.

Urla sotto la doccia psyco

Norman Bates, la spiegazione del suo comportamento

La casa di Norman Bates

Anche la casa di Norman Bates può essere interpretata da un punto di vista psicoanalitico, poiché si sviluppa su tre piani, come i livelli stabiliti da Freud.

Il terzo piano corrisponde al superIo, luogo in cui vediamo l’ombra della madre di Bates; il secondo, all’Io, dove Bates proietta un’immagine di apparente normalità dinanzi agli altri. Infine, nel seminterrato, raggiungiamo l’incoscio, luogo in cui Bates e la madre si fondono, dove non esiste censura, dove riposa il cadavere della madre.

La stessa struttura e l’arredamento della casa ne rivelano la natura, che agisce come un simile del suo essere. La scopriamo a poco a poco, e l’ultimo piano che vediamo è il seminterrato, momento in cui Norman si mostra come la madre e scopriamo la verità.

L’apice del film giunge quando il caso di Bates viene esaminato da uno psichiatra; questi spiegherà che Norman non è Norman, ma sua madre.

Norman Bates madre

La gelosia della madre

La gelosia si impossessa di Norman quando la madre inizia una relazione con un altro uomo. Tale gelosia, unita alla sua mente fragile, diventa patologica e lo conducono a una totale irrazionalità che culmina con l’assassinio della madre e del suo amante.

Non accettandone la morte, non riuscendo a svincolarsi da lei, Norman sottrae il cadavere della madre e lo tiene in casa. La personalità violenta e il piacere di “mantenere vivi i morti” sono intuibili grazie alla sua passione per gli uccelli impagliati.

La colpa e la mancata accettazione della sua morte tramutano Norman nella madre. La mente inizia a dissociarsi fino a presentare due personalità completamente distinte: la madre e Norman. Le due personalità entrano in conflitto e, man man che passa il tempo, quella della madre diventa sempre più forte, finendo col parlare e dominare Norman.

La sublime scena finale, nella quale un ormai “scomparso” Norman ci guarda sprezzante mentre i pensieri della madre popolano la sua mente, è rivelatrice. Una dimostrazione che la magia del cinema, a volte, non ha bisogno di nessun effetto speciale o artificio.

Psyco continua ancora ad affascinarci, a sorprenderci e fa penetrare le parole della madre di Bates nella nostra mente impressionandoci, facendoci provare una paura difficile da spiegare, difficile da dimenticare.

“Il migliore amico di un ragazzo è sua madre.”

-Norman Bates-