Ansia sociale: un disturbo in crescita

La paura intensa e persistente di essere osservati e giudicati dagli altri e la paura di affrontare situazioni sociali in generale sono solo due delle caratteristiche più rappresentative del disturbo d'ansia sociale.
Ansia sociale: un disturbo in crescita

Ultimo aggiornamento: 02 luglio, 2021

Un certo livello di ansia sociale è prevedibile in situazioni nuove o in cui siamo al centro dell’attenzione, come quando dobbiamo parlare davanti a un pubblico. È normale e anche del tutto adattivo, perché ci prepara a nuove situazioni e rende meno impulsiva la nostra condotta.

Tuttavia, alcune persone esprimono questa sensazione in modo più intenso o con una frequenza maggiore di fronte a eventi inaspettati. Per esempio, sperimentano alti livelli di angoscia quando devono interagire con membri estranei al nucleo familiare.

Definito il contesto, un altro punto importante quando si formula la diagnosi di ansia sociale (nota anche come fobia sociale) è l’interferenza o l’annidamento della stessa nella vita quotidiana. Analizziamo la questione più a fondo.

Cos’è l’ansia sociale?

Le persone con ansia sociale sperimentano una paura eccessiva e irrazionale delle situazioni sociali che non sono un pericolo reale per la loro vita o integrità personale. Possono mostrare indiretti comportamenti di evitamento, come sedersi in fondo durante un’attività di gruppo, non fare domande in una riunione o scusarsi quando non c’è motivo di farlo.

Gli studi sulla popolazione indicano, inoltre, che l’ansia sociale è in costante aumento, soprattutto negli ultimi anni. Gli adolescenti hanno sempre meno interazioni dal vivo con i coetanei in ambienti non regolamentati o prestabiliti, come le classi, lo sport o le attività extrascolastiche.

Ciò produce ambienti sociali di supporto molto più fragili e proiettano persino carenze in certe abilità sociali che sono fondamentali negli adulti, in particolare nel mondo del lavoro.

Donna che piange.

Per quanto riguarda i bambini, bisogna tenere conto di quattro aspetti importanti per poter formulare un quadro di ansia sociale:

  • La paura si osserva in situazioni sociali con i coetanei e non solo in presenza di adulti.
  • Interagiscono senza difficoltà con i membri della famiglia.
  • Non si rendono conto che la loro paura è eccessiva e irrazionale.
  • Come gli adulti, devono presentare i sintomi per un minimo di 6 mesi.

Per Mattick e Clarke, sono due le variabili che alimentano la fobia sociale: l’ansia per l’interazione sociale e la paura del controllo.

Il termine “ansia da interazione sociale” si riferisce all’ansia provata quando si incontra e si parla con altre persone, che siano del sesso opposto, sconosciuti o amici.

Differenze tra disturbo d’ansia sociale, disturbo evitante di personalità e timidezza

La timidezza è definita come disagio e inibizione in presenza di altre persone. È una tendenza o predisposizione duratura e non semplicemente una reazione ad alcune caratteristiche temporanee e specifiche. La timidezza è intesa come tratto che induce a rispondere con ansia e inibizione nella maggior parte dei contesti sociali.

Il disturbo d’ansia sociale (SAD), il disturbo evitante di personalità (APD) e la timidezza sono accomunati dalla sensazione di imbarazzo e ridicolaggine.

Pur così, presentano notevoli differenze. Nonostante vi siano somiglianze somatiche e cognitive, differiscono nei seguenti aspetti:

  • Il grado di difficoltà sociale e professionale nel SAD tende a essere maggiore rispetto alla timidezza-
  • La timidezza ha in genere un esordio più precoce rispetto all’ansia sociale.
  • La SAD è una condizione cronica, mentre la timidezza può manifestarsi all’inizio della vita per poi scomparire.
  • L’evitamento è maggiore in caso di ansia sociale rispetto alla timidezza, lo stesso vale per la sua gravità.
  • Il disturbo evitante di personalità è caratterizzato da una paura del rifiuto e pari a quella dell’ansia sociale. La tendenza all’isolamento si osserva quasi come un tratto di personalità fin dall’infanzia ed è solitamente associato a più disturbi comorbili. Inoltre, c’è una maggiore difficoltà ad affrontare il problema, poiché si evitano più numerose situazioni, oltre a quelle sociali.

Caratteristiche cliniche del disturbo d’ansia sociale

Le caratteristiche cliniche dell’ansia sociale sono le seguenti.

Comportamentali

Gli individui con disturbo d’ansia sociale temono o evitano le situazioni in cui l’osservazione da parte degli altri è possibile.

Due componenti comportamentali sono prominenti quando la maggior parte delle situazioni sociali sono coinvolte: deficit di abilità sociali e comportamento di evitamento.

Sono tranquilli o poco loquaci, con un’irrequietezza osservabile. Mostrano una costante vigilanza e attenzione. Si tengono lontani dalle situazioni sociali.

Aspetti cognitivi

Tendono a dirigere l’attenzione sulle informazioni relative al fallimento sociale. Mostrano una maggiore sensibilità all’ansia rispetto ai gruppi di controllo non clinici e può essere che questa sensibilità li porti a sopravvalutare la percezione dell’ansia che provano.

Gli individui con SAD indulgono in dialoghi interni negativi che distolgono l’attenzione da altri spunti inclusi nella loro condotta.

Può essere che questi individui percepiscano sia gli aspetti positivi che negativi del loro comportamento, ma sovrastimino il grado in cui i deficit comportamentali comprometteranno l’impressione generale che danno agli altri.

Aspetti fisiologici

Palpitazioni, sudorazione, tensione, nausea, visione offuscata, brividi, sensazioni di formicolio e parestesia o intorpidimento. Nei bambini, è comune trovare un nodo alla gola. Le persone con SAD sembrano essere particolarmente colpite da sintomi come vampate, brividi e sudorazione.

Epidemiologia e decorso

La prevalenza nel corso della vita è tra il 3-13%. Può essere identificato come uno dei disturbi mentali più comuni e in più rapida crescita. Gli Stati Uniti hanno i tassi di prevalenza più alti. In realtà per l’OMS si tratterebbe di un valore uguale negli uomini e nelle donne, ma non tutti gli studi sono d’accordo con questo dato.

Il SAD appare di solito nella metà dell’adolescenza (12-18 anni). Una volta acquisita, la SAD è continua e dura tutta la vita.

Il suo decorso è di solito graduale, ma può anche essere successivo a un’esperienza stressante o umiliante. Quando l’insorgenza è graduale, molti individui non possono ricordare specificamente l’inizio.

Come intervenire

Le tecniche cognitivo-comportamentali si sono dimostrate efficaci nel trattamento dell’ansia sociale. Il intervento può essere collegato o meno ad un contesto clinico.

In altre parole, la persona potrebbe non soddisfare i criteri diagnostici per il disturbo d’ansia sociale, ma questo non impedisce al clinico di fornire strumenti per aiutare la persona a ridurre la tensione in situazioni che sono potenzialmente stressanti per loro.

In questo contesto, una delle tecniche più utilizzate è l’esposizione progressiva. Grazie al rilassamento e al lavoro parallelo sui pensieri e le emozioni provate dalla persona, il terapeuta stabilirà una lista di obiettivi da raggiungere durante la terapia.

Lo scopo finale è indurre il paziente ad affrontare le sue più grandi paure senza provare ansia.

Trattamento della ansia sociale.

Al di là dell’imbarazzo sociale

L’ansia sociale può esistere in modo naturale in alcune situazioni o può verificarsi nello stesso soggetto in alcune circostanze senza interferire con le sue prestazioni. Tuttavia, come abbiamo spiegato il disturbo d’ansia sociale va ben oltre il lieve disagio sociale legato all’esecuzione di attività in un gruppo.

Si tratta di un evitamento cronico delle attività e l’esposizione al gruppo è avvertita come una richiesta che non può essere soddisfatta, con manifestazioni di profondo disagio che possono causare vertigini, intorpidimento o blocco.

È importante osservare gli adolescenti o i giovani adulti che iniziano a mostrare queste manifestazioni. Solo perché risolvono il problema in un’area sociale non significa che l’ansia sociale smetta di interferire in altre situazioni.

È possibile, ad esempio, raggiungere picchi molto più bassi di ansia sociale in contesti sportivi per poi vederli apparire nell’ambiente di lavoro. Questo solo per non aver lavorato su aspetti legati all’anticipazione di uno scrutinio, ma piuttosto su altri elementi. Ecco perché la terapia dell’ansia sociale dovrebbe attuare misure che perseguono l’estensione dei risultati a tutti i contesti