Cesare Borgia: il principe di Machiavelli

Cesare Borgia era il figlio illegittimo di Papa Alessandro VI che ispirò "Il principe" di Niccolò Machiavelli. In seguito, il cognome dell'autore verrà usato per indicare una personalità astuta, manipolatrice e priva di scrupoli. Cosa c'è di vero? Perché la storia di Cesare Borgia è così affascinante?
Cesare Borgia: il principe di Machiavelli

Ultimo aggiornamento: 28 gennaio, 2021

Cesare Borgia è una di quelle figure storiche che o si ammira o si odia. Un bambino cresciuto per servire il potere di un padre ambizioso, Papa Alessandro VI, così come la sorella Lucrezia. La sua storia è affascinante e, allo stesso tempo, terribilmente crudele. La sua vita è il riflesso di una famiglia coinvolta in una serie di intrighi.

Una saga caratterizzata da corruzione, omicidio e usurpazione del potere a qualsiasi costo; elementi che caratterizzavano il contesto e l’educazione impartita a Cesare Borgia. Non ci sono dubbi che fosse uno studente brillante, considerato che questo macabro investimento diede i suoi frutti. Cesare Borgia è passato alla storia come simbolo di immoralità, cospirazione e crudeltà senza limiti.

Il padre seppe plasmare alla perfezione questo figlio illegittimo che ispirerà il personaggio de Il principe di Niccolò Machiavelli. L’autore, a sua volta, darà il nome a una personalità astuta, manipolatrice e priva di scrupoli.

In quest’articolo facciamo un breve riepilogo della sua vita, ripercorrendo l’opera di Machiavelli per capire come e perché queste storie di tradimenti, perfidia, crimini e avvelenamenti influenzano tanto la psicologia.

I primi anni di Cesare Borgia

Figlio illegittimo di un cardinale di origini spagnole, Rodrigo Borgia, che in seguito diventerà Papa Alessandro VI, posizione che raggiunse attraverso il nepotismo e la corruzione. L’infanzia di Cesare Borgia fu una costante lezione di intrighi, manipolazioni, alleanze e cospirazioni.

Quadro che ritrae Cesare Borgia.

Alcuni dei suoi biografi raccontano le arti del padre per garantire la fedeltà dei figli alla famiglia. Tra queste, instillò l’abitudine di intrattenere rapporti sessuali tra fratelli. Difendeva una pratica incestuosa sostenendo che il primo rapporto sessuale determinava l’appartenenza e creava legami difficili da spezzare.

L’adolescenza di Cesare e della sorella Lucrezia si svolse in un intreccio degno di un romanzo. Questo fatto creò uno strano legame tra loro, che finì per causarne la distruzione.

A soli diciassette anni, fu nominato vescovo di Pamplona. A vent’anni era già arcivescovo di Valencia, e poi divenne cardinale. Ma Cesare Borgia non sarebbe rimasto relegato alla sola vita ecclesiastica; era fatto per la politica e per le armi. Finì, di fatto, per abbandonare la carica di cardinale in seguito all’assassinio del fratello maggiore, probabilmente commesso dallo stesso Cesare Borgia.

La vita adulta di Cesare Borgia

Con il tempo, e poco dopo la morte del fratello, riunì un esercito di mercenari di cui faceva parte anche Leonardo Da Vinci come ingegnere. Cesare avanzò con il suo esercito per gli stati italiani accrescendo il suo potere ed estendendo il dominio del padre. Lo scopo era unificare l’Italia sotto il comando della famiglia Borgia.

Per le sue strategie usava la spada o la frode. Era tanto abile nell’uccidere quanto nel conquistare amici e nello stringere alleanze. Uccideva chiunque potesse danneggiarlo, promulgava nuove leggi a suo spudorato beneficio e sapeva farsi amare e odiare.

Spesso si copriva il viso con una maschera che finì per attribuirgli quell’aura di mistero di cui tanto si vantava. In realtà, si pensa che lo facesse per nascondere le vescicole rimaste sulla pelle in seguito a diverse malattie veneree.

Dopo la caduta del padre, morto per avvelenamento, Cesare Borgia fu catturato a Castel Nuovo da Gonzalo Fernández de Córdoba, il Gran Capitano, che lo portò in Spagna e lo imprigionò nel Castello della Mota. Ma Borgia riuscì a scappare dalla prigione e fuggì a Navarra, luogo dove morì a seguito delle ferite riportate in battaglia. I suoi resti furono sepolti nel comune di Viana, Navarra.

Niccolò Machiavelli e Leonardo da Vinci

Gran parte della figura de Il principe di Niccolò Machiavelli si ispira a Cesare Borgia. In quest’opera, Machiavelli idealizza questa figura storica e la usa come esempio di ideale dell’esercizio politico. Un esercizio che, secondo Machiavelli, non deve rispondere alla morale, bensì solo alle leggi del potere.

E sembra che Cesare Borgia non fosse un modello esclusivo di Machiavelli, ma anche di altri autori. Si dice che Leonardo Da Vinci si ispirò all’attrattiva fisica di Cesare Borgia per dipingere il viso dei suoi cristi; e che pure Michelangelo, geloso dei volti dipinti da Da Vinci, utilizzò le stesse caratteristiche fisiche per ricreare il Cristo.

Quadro di john Collier con Cesare Borgia.

Il machiavellismo e la triade oscura della personalità

In psicologia si ricorre al cognome dell’autore italiano per definire una precisa personalità. Definisce quelle persone che usano gli altri come mezzo per raggiungere i propri scopi. E, per questo, non hanno problemi a manipolare e a sfruttare chi incontrano a proprio piacimento.

La personalità machiavellica è manipolatrice e strategica, differisce dai narcisisti o dagli psicopatici per l’atteggiamento schivo e più cognitivo che emotivo.

Tuttavia, come per la maggior parte delle opere dei grandi pensatori, Il principe è stato letto da diversi punti di vista e, anche se la nostra versione è la più generale, non è l’unica lettura possibile. Diversi ricercatori hanno interpretato l’opera di Machiavelli scorgendo elementi che vanno oltre la lettura tradizionale.

Un’opera complessa e interessante che si presta a più di una lettura. Ovviamente, la figura idealizzata di Cesare Borgia è facilmente identificabile, ma è interessante analizzare l’opera il più attentamente possibile.

Narcisismo, psicopatia e machiavellismo sono termini che a volte vengono confusi, perché hanno caratteristiche piuttosto simili. Sono le tre personalità che formano la triade oscura, un concetto psicologico che comprende un insieme di tratti che agisce sullo stesso asse: egocentrismo, mancanza di empatia ed egoismo.

Un buon modo per capire meglio cosa si intende per machiavellismo è, come abbiamo detto, consultare direttamente l’opera dell’autore che dà il nome a questa personalità.

La figura di Cesare Borgia è molto affascinante. Addentrarsi nella sua storia significa aprire una porta su mondi oscuri e segreti che non sono fittizi, bensì fanno parte della storia. Odiato e ammirato, non lascia indifferente nessuno.

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Matematico, fotografo e inventore, scrittore nel tempo libero. Conosciamo la vita di Lewis Carroll, padre di uno dei libri più letti al mondo.