Che cos’è la sindrome di Münchhausen?

· 26 aprile 2015

Il Barone di Münchhausen diceva sempre di aver vissuto esperienze straordinarie nella sua vita. Raccontava di aver fatto un viaggio sulla luna, cavalcato una palla di cannone, partecipato alle battaglie contro i turchi o di aver esplorato l’interno di una balena…

Ispirata a questo eccentrico personaggio del XVIII secolo, famoso per aver inventato fantastiche avventure, la sindrome di Münchhausen è un disturbo psichiatrico per cui le persone fingono di avere una malattia o un trauma psicologico per attirare l’attenzione. Con questo scopo, le persone affette da sindrome di Münchhausen sono in grado di automutilarsi o di iniettarsi sostanze tossiche per simulare malattie e dolori.

Sintomi immaginari e auto-inflitti

La motivazione delle persone a cui è stata diagnosticata la sindrome di Münchausen è puramente psicologica. Vale a dire, danno libero sfogo alla fantasia per assumere il ruolo di malati e ricevere così attenzione e cure. Questo è un tratto distintivo che la differenzia da un altro disturbo chiamato “simulazione” in cui la persona si finge sì malata, ma lo fa per ottenere un beneficio esterno, come coprire l’assicurazione o evitare il servizio militare.

Nella sindrome di Münchausen, i sintomi sono simulati o provocati costantemente e possono essere sia fisici sia psicologici. Questi sintomi possono interessare qualsiasi parte del corpo e variano l’intensità a seconda dell’immaginazione o delle conoscenze mediche della persona in questione.

Vediamo ora alcuni dei sintomi più comuni:

• Ascessi o eruzioni generalizzate (provocati intenzionalmente)

• Espettorato con sangue (per lesioni auto inflitte al naso o alla gola)

• Dolori addominali acuti

• Diarrea o vomito

• Emorragie autoindotte per l’ingestione di anticoagulanti

• Paralisi

• Sintomi dovuti all’ingestione di farmaci o l’inoculazione di sostanze tossiche o virus come l’HIV.

L’origine di questa curiosa sindrome risale a certi eventi legati all’infanzia, come ricoveri frequenti e traumatici in ospedale o l’esistenza di un legame significativo con un medico. Anche la presenza di un disturbo della personalità di base (come ad esempio, narcisismo, istrionismo, etc.) viene associata alla sindrome di Münchausen.

L’inizio di questa sindrome cronica viene comunemente identificato in un primo ricovero in ospedale per una malattia reale, fisica o psicologica. Per questo motivo a volte la persona affetta da questa sindrome può manifestare sintomi reali, ma li esagera per ricevere più attenzioni. 

La demistificazione del narratore

Dato che la verità viene sempre a galla, ci sono alcuni indizi che fanno sospettare l’esistenza di questo disturbo in una persona. Vediamo quali sono:

• Si tratta di pazienti piuttosto difficili che non portano a termine i trattamenti, manipolano e danno problemi al personale medico e alle infermiere, sia per la mancanza di cooperazione sia per il fatto di metterli in discussione.

• La presenza di ricoveri e interventi nel passato clinico dei pazienti.

• La conoscenza eccessiva di termini e protocolli medici.

• I sintomi non corrispondono alle diagnosi conosciute.

• I pazienti non migliorano con i trattamenti e peggiorano quando sono tenuti sotto osservazione.

Sfortunatamente, quando il ricovero diventa uno stile di vita, la vita della persona si deteriora e il paziente non è più in grado di mantenere una stabilità dal punto di vista lavorativo o ad avere delle relazioni personali sane e durature. Un’ulteriore caratteristica di questa sindrome è il fatto che le visite ai pazienti in ospedale sono molto rare o del tutto assenti.

Queste persone senza ombra di dubbio hanno bisogno di aiuto per uscire da questo circolo vizioso autodistruttivo. La terapia deve focalizzarsi sulla necessità di affetto alla base di questo disturbo, il paziente deve imparare a soddisfare da sé i propri bisogni affettivi attraverso delle relazioni sane e costruttive.

Immagine per gentile concessione di Nomad_Soul.