Qual è il segreto delle relazioni felici?

· 10 aprile 2015

Non siamo strani noi umani? Ci sono persone la cui vita assomiglia a una lunga corsa contro il tempo: vivono immerse nella routine, occupate in mille cose, senza tempo libero. Altri si distraggono davanti alla TV, connessi a Facebook o circondati da gente e rumore. Altri ancora si rifugiano nell’alcol o nella droga. Questa voragine di fare e non essere fa sì che ci perdiamo le cose essenziali, che non sono fuori, ma dentro di noi.

Bisogna iniziare da noi

La solitudine può essere terribile per alcune persone, che pur di stare in compagnia sacrificano la qualità delle relazioni. Questa paura della solitudine molte volte riflette, in fondo, la paura di entrare in contatto con le nostre emozioni più intime, che possono essere sgradevoli o dolorose. In questi casi preferiamo distrarci o assopire le emozioni utilizzando stimoli esterni.

Tuttavia, se i nostri bisogni emotivi non vengono ascoltati e soddisfatti, se non ci accettiamo incondizionatamente, con le nostre debolezze e i nostri punti di forza, continueremo ad indossare una maschera per tutta la vita. Fingeremo di essere qualcuno che non siamo, per cercare negli altri l’accettazione che noi stessi ci neghiamo.

L’essere umano non è uno zombie emotivo. I bambini, infatti, non giudicano le loro emozioni: semplicemente, le provano e le esprimono. Purtroppo durante il processo di socializzazione può accadere che il bambino venga ignorato, ferito, ridicolizzato o maltrattato. Davanti a tutto ciò, l’unica risorsa che ha è seppellire nell’inconscio il dolore che prova, perché il piccolo dipende ancora dagli altri per sentirsi degno dell’amore e del rispetto.

Quando raggiunge l’età adulta, è importante che si assuma la responsabilità della sua salute emotiva e che si preoccupi di curare le ferite e di soddisfare le carenze del bambino che c’è dentro di lui. Se non lo fa, vivrà con un vuoto interno che cercherà invano di riempire attraverso relazioni superficiali.

Il vaso deve traboccare

Il nostro compito principale, quindi, è quello di imparare a vedere, amare e valorizzare ciò che di più prezioso abbiamo: la nostra essenza. Quando impariamo ad amare noi stessi, aumenterà anche il desiderio di condividere il nostro amore con gli altri, perché il vero amore è espansivo per natura. Quest’onda è inarrestabile ed è quindi inevitabile provare il desiderio di condividere l’amore con gli altri; non per riempire un vuoto e indossando una maschera, ma con pienezza e autenticità.

La ragione di essere di una relazione è quella di imparare, crescere, amare, divertirsi e godere della reciproca compagnia. Alla fine dei conti, la nostra vera missione in questo mondo è quella di espandere la nostra capacità di amare, sia noi stessi che gli altri. Quando lo capiamo e viviamo in funzione di questa missione, scopriamo che amare in modo sincero e incondizionato è il tesoro più grande che possiamo trovare.

Non ci sono lussi, piaceri, successi, possedimenti né ricchezze che possano sostituire la pienezza che produce il vero amore incondizionato. Ma dobbiamo iniziare dall’amarci e dal rispettarci in prima persona. Amare se stessi dà a ogni membro della coppia la sicurezza e la fiducia che di solito si cerca nell’altro. In questo modo, invece di cercare di ottenere l’amore dell’altro, o persino esigerlo, condividerete l’amore che provate per voi stessi con il partner. Ironicamente, starete dando all’altro ciò che avete sempre voluto da lui, ma che prima non eravate in grado di dare.

L’auto-abbandono e l’auto-rifiuto sono tra le cause principali del fallimento della coppia, e imparare ad amarsi davvero può aiutare a creare una relazione solida. Non c’è nulla al mondo di più meraviglioso dell’amore, ma non si può dare ciò che non si ha. Finché non impareremo ad amare noi stessi, non potremo amare gli altri.