Cinque donne che hanno fatto la storia

· 5 luglio 2015

“Perché l’idea della donna bianca, seduttrice ma non prostituta; sposata, ma che non si nasconde; che lavora, ma non in una posizione troppo prestigiosa per non sminuire l’uomo; magra, ma non ossessionata con la dieta; che appare giovane, ma che non si lascia sfigurare dalla chirurgia estetica, (…); quella donna bianca felice che ci mettono continuamente sotto gli occhi, quella a cui dovremmo sforzarci di assomigliare, a parte il fatto che sembra fare davvero una vita impossibile per ben poco riconoscimento, non l’ho mai vista da nessuna parte. È addirittura possibile che non esista”. (Virginia Despentes)

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Nella psicologia femminile, il senso dell’equilibrio è sempre molto presente: le donne cercano sempre di equilibrare le loro azioni affinché siano le più adeguate sia per loro stesse che per gli altri. Tuttavia, nella società attuale, quest’ideale del “giusto mezzo” a cui si riferisce la critica della scrittrice Virginia Despentes sembra sempre di più un’imposizione piuttosto che un innocente consiglio.

Le donne, nel loro ruolo di madri, amiche o compagne, cercano in ogni momento di mantenere l’equilibrio e la ragione, tanto che ciò può persino trasformarsi in una patologia, perché limita gli istinti e le abilità che dovrebbero sviluppare per poter realizzarsi.

Si dice che “la giusta misura dell’amore è amare smisuratamente”; questo vale anche per la psicologia ed il comportamento delle donne: esse non devono venir frenate per poter essere considerate psicologicamente sane. Bisogna accettare gli errori, le esagerazioni, i desideri, anche se questi non risultano essere abbastanza adeguati in confronto a quelli imposti dalla società.

Certe donne hanno già superato l’ossessione per i giudizi degli altri ed hanno avuto il coraggio di essere lo stesse, sia sul lavoro che nelle relazioni di coppia; non solo non hanno fatto una brutta impressione sul pubblico in generale, ma hanno anche lasciato un’impronta inconfondibile nella storia del nostro mondo. Proprio come diceva Oscar Wilde: “Sii te stesso, gli altri posti sono occupati”.

Vediamo ora qualche esempio di donne che hanno deciso di occupare il loro posto nel mondo, essendo sé stesse.

Simone de Beauvoir

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Questa filosofa francese dalle incredibili capacità intellettive, autrice del libro più tradotto della storia, “Il secondo sesso”, è l’icona più rappresentativa del nuovo femminismo, il quale cominciò a svilupparsi durante la metà del secolo XX.

Contribuì alla spinta alla concessione dei diritti sociali e femminili alle donne, sfidò il suo ambiente familiare conservatore e bigotto per divenire il prima possibile indipendente a livello economico ed entrare nel mondo parigino bohemien e artistico dell’epoca. Aveva un compagno, ma non si sposò; ebbe una relazione intellettuale ed amorosa con Sartre, visse e viaggiò a suo piacimento, ma senza mai mettere da parte la sua importante attività da intellettuale, che ancora oggi rimane una delle più significative della storia.

Frida Kahlo

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Questa pittrice, mondialmente famosa per i suoi strazianti dipinti autobiografici, non era la classica bambina per la sua età e la sua condizione.

Frida cominciò molto presto a vestirsi da maschio e con abiti molto ampi, ma conservava sempre quella sua aria enigmatica; sin da piccola, si interessò alla politica e alla letteratura. A causa di un terribile incidente in autobus, la sua colonna vertebrale si fratturò in tre parti e questo cambiò la sua vita in modo radicale.

Nonostante fosse rimasta gravemente lesa a livello fisico e psichico in maniera permanente, non si rassegnò e non abbandonò l’arte che colmava la sua mente: cominciò, dunque, a dipingere autoritratti mentre era distesa a letto.

Visse una relazione passionale e molto instabile con il pittore Diego Rivera ed erano ben note le sue avventure con intellettuali dell’epoca (sia uomini che donne).

Non riuscì ad essere madre perché tutte le sue gravidanze finirono con aborti naturali: il suo sistema riproduttivo rimase gravemente danneggiato dopo l’incidente. Oggi, la sua vita e le sue opere piene di sofferenza e di rabbia riempiono musei e murales di tutto il mondo.

Oprah Winfrey

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“Sono povera e nera. Probabilmente sono brutta. Ma, grazie a Dio, sono qui. Sono qui!”

Questa frase indimenticabile del film “Il colore viola” potrebbe riflettere la storia della grandissima Oprah Winfrey, indiscutibile regina della televisione americana, capace di battere tutti gli share con le sue apparizioni.

Con un’infanzia tragica, durante la quale fu vittima di vari abusi e di una violenza mostruosa, questa donna è l’esempio perfetto del fatto che ogni essere umano può risorgere dalle sue ceneri e costruire la storia che desidera per sé.

Bette Davis

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“Ricerca lavoro come attrice. Madre di tre figli, -10, 11 e 15 anni -. Trent’anni di esperienza nel cinema. Capace di muoversi agilmente e più affabile di quel che dicono i pettegolezzi. Desidera un lavoro stabile ad Hollywood (già stata a Broadway). Bette Davis. c/o Martin Baum G.A.G. Ulteriori referenze su richiesta.”

Quest’annuncio non avrebbe nulla di speciale se non fosse che venne pubblicato su un giornale, parlando di colei che oggi in molti considerano la migliore interprete di tutti i tempi, Bette Davis.

In un mondo pieno di false fortune e apparenze, questa donna non si abbassò mai a mostrare delle qualità fasulle in pubblico e lottò sempre in maniera trasparente per il suo obiettivo: lavorare nel mondo del cinema fino alla fine dei suoi giorni.

Estremamente criticata, tradita dalla sua stessa figlia e con storie d’amore piene di pettegolezzi e scandali, ella rimase sempre fedele a sé stessa e al suo amore per il cinema. Per noi, il grande schermo rimarrà sempre marcato dai suoi occhi enigmatici e indimenticabili.

Marie Curie

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Quale donna, nel secolo XIX, avrebbe aspirato a qualcosa di più che avere una buona reputazione, un buon matrimonio e una buona educazione per i suoi figli?

Nessuna a parte lei, che non solo realizzò questo destino che le era già stato assegnato, ma, in più, vinse due premi Nobel per la Fisica e per la Chimica, oltre ad essere la prima professoressa dell’Università di Parigi.

Smise di essere perfetta per poter essere sé stessa a pieno e trasformarsi nella leggenda che è considerata oggi.

Siamo attorniati da donne coraggiose come lei; forse non arriveranno ad avere un nome famoso nella storia, ma contribuiranno a costruirla grazie alla scelta di mettere il loro carattere, le loro passioni e le loro ambizioni al di sopra di quel che la gente si aspetta da loro: essere delle “donne perfette”.