Colorare: un piacere terapeutico

· 6 novembre 2015

Colorare, il semplice gesto di illuminare una superficie nuda, ha qualcosa in più di un semplice scopo creativo. È un esercizio liberatorio, di connessione con il nostro Io interiore…


È molto probabile che associate l’esercizio di colorare con l’infanzia. L’odore delle matite e quei disegni pronti a prendere vita sono senza dubbio un passato che sta a cuore a molti di noi.

Tuttavia, v’interesserà sapere che, negli ultimi anni, quest’arte così antica si è trasformata in qualcosa di più di un semplice compito dedicato esclusivamente ai più piccoli.

Colorare è un esercizio terapeutico e di riabilitazione per diversi tipi di disturbi e malattie.

E non solo! Infatti, al di fuori dell’ambito clinico, l’importanza che sta acquisendo questa moda ha portato alla pubblicazione di magnifici libri da colorare dedicati al pubblico adulto.

Lo scopo? Lo chiamano arte anti-stress, anche se in realtà va ben oltre.

Colorare guida la mente attraverso universi pieni di fantasia, di magica semplicità, nella quale è possibile allontanarsi dai problemi quotidiani e godersi un atto semplice quanto lo è colorare una serie di disegni complessi.

Al giorno d’oggi, giovani autori come Johanna Basford rappresentano una tendenza molto seguita.

Due dei suoi libri, Il giardino segreto e La foresta incantata, sono un esempio di un successo editoriale che ha catturato milioni di adulti con quest’arte, tanto terapeutica quanto liberatrice.

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Colorare: una terapia dagli infiniti benefici clinici

Anche se è vero che il successo recente di questo tipo di libri è orientato soprattutto a un pubblico adulto che vuole godersi la semplice arte del disegno e della pittura, colorare ha da tempo una grande importanza nell’ambito della riabilitazione cognitiva.

– Pazienti che soffrono di diversi tipi di demenza o malattie neurologiche possono trarre beneficio da questo tipo di esercizi che migliorano la coordinazione psicomotoria o l’orientamento spaziale.

– È un esercizio semplice che aiuta la persona a entrare in uno stato di tranquillità interiore grazie al quale sviluppare processi cognitivi basici come la concentrazione su un compito, la creatività e la motivazione.

Stabilisce una connessione interiore, nella quale la mente si ferma per un attimo e mette in secondo luogo l’ambiente esteriore, restando sospesa in una dimensione personale nella quale armonizzare le sensazioni attraverso i colori e ottenere sollievo dall’ansia o dallo stress.

– Bambini con diversi tipi di necessità e disturbi possono, per esempio, trarre beneficio dal colorare i mandala, un compito ormai molto utilizzato a livello psico-pedagogico.


 

Colorare è un esercizio silenzioso con il quale esercitare una poesia interna attraverso molteplici emozioni, e il mondo sembra essere più armonioso in un attimo. Tutti possono trarre beneficio da quest’attività.


Colorare: un semplice atto di liberazione quotidiana

Perché no? Secondo i fedeli seguaci di quest’arte, si tratta di un’attività tanto rilassante quanto piacevole.

Il fatto di voltare una pagina priva di colori, ma che ci invita a immergerci in complessi mondi fatti di fantasia, è di per sé qualcosa di eccitante.

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C’è chi preferisce i pennarelli, altri scelgono le matite colorate o i pastelli a cera. Indipendentemente dalle preferenze, l’opinione di tutti è unanime: si tratta di un tipo d’arte che gestisce in modo molto elementare lo stress, perché offre tutte le dimensioni elencate di seguito.

– Con l’atto di colorare, mettiamo in funzione entrambi gli emisferi cerebrali, coordiniamo l’immaginazione e la logica, la precisione e l’inventiva, la concentrazione e la liberazione interiore.

– Non è necessario colorare per liberarsi per forza dallo stress. Ciò significa che chi acquista questi libri non è per forza vittima di una vita segnata dalla pressione e dall’ansia. Assolutamente no!

La maggior parte li sceglie per la loro bellezza estetica e perché colorare risveglia quel lato artistico e creativo che tutti abbiamo.

– Ognuno di noi ha le proprie inquietudini e s’immerge in questi disegni per curiosità o perché è appassionato d’arte. Nonostante ciò, tutti sono d’accordo sui benefici “rilassanti” del colorare.


 

Colorare “cura” molti altri aspetti. Può sbloccare molte emozioni interne perché ci guida lungo una strada precisa attraverso i colori. Ci obbliga a scegliere una determinata tonalità che, in un modo o nell’altro, riflette il nostro stato d’animo.


A volte, quando diversi tipi di terapia più guidati falliscono, esercizi come colorare permettono al paziente di godersi un breve istante d’indipendenza e di solitudine.

Quella connessione che si stabilisce con il nostro Io interiore può rivelarsi un’attività molto catartica.

È curioso sapere che Carl Gustav Jung aveva una grande passione per colorare i mandala. Diceva che le immagini circolari svolgono un processo curativo per l’anima ed ecco perché sono considerati magici.

È per questo motivo che la maggior parte di questi libri oggi in commercio includono sempre delle affascinanti rappresentazioni dove non mancano mai le forme circolari. Si tratta di mandala impliciti.

Quando disegniamo o dipingiamo, esercitiamo la mente. Prima di tutto, cerchiamo informazioni, interiorizziamo il disegno stesso, e poi scegliamo i colori in base alle preferenze personali.

E, mentre lo facciamo, meditiamo, organizziamo le idee e ci liberiamo della tensione… C’è forse qualcosa di meglio?

Immagini per gentile concessione di Johanna Basford