Coltivare la pazienza: strategie e benefici

Molti pensano che la pazienza sia quella virtù discutibile che porta alcuni a sopportare qualsiasi avversità, senza dire quasi nulla. Ma questa interpretazione è imprecisa.
Coltivare la pazienza: strategie e benefici
Gema Sánchez Cuevas

Revisionato e approvato da la psicologa Gema Sánchez Cuevas.

Ultimo aggiornamento: 20 febbraio, 2023

Coltivare la pazienza è un’arte, soprattutto ai tempi moderni caratterizzati dalla fretta e dallo stress. Il termine “pazienza” deriva da un altro più universale: “pace”.

Se si scompone, potremmo dire che è la “scienza della pace”. Nel tempo si è verificata una certa alterazione del significato originario della parola.

Molti pensano che la pazienza sia quella virtù discutibile che porta alcuni a sopportare qualsiasi avversità, senza dire quasi nulla. Ma questa interpretazione è imprecisa.

È una prospettiva che intende la pazienza come virtù passiva, quando in realtà costituisce un elemento che ci impone di ricorrere a molte delle nostre risorse emotive.

Sebbene la pazienza implichi mantenere la calma durante i momenti difficili o di fronte all’offesa, non significa “stare fermi” e “tenere duro” fino allo sfinimento.

Impulsività e pazienza

Uomo che pesca pazientemente.

Dentro ognuno di noi c’è ancora un mammifero, più o meno predatore. Quando il carattere non viene domato, tendiamo a essere impulsivi.

Reagiamo rapidamente per attaccare o difenderci, senza essere chiari su ciò che intendiamo raggiungere o sulla strategia che utilizzeremo per farlo.

A volte non riusciamo nemmeno a definire esattamente quale sia la minaccia che produce tali reazioni in noi. La pazienza è l’estremo opposto dell’impulsività. Non è uno stato di passività, ma piuttosto una risposta basata sulla saggezza e non su ciò che le nostre viscere ci gridano.

Il tipo di pace che porta alla pazienza è soprattutto interiore. Presuppone un sufficiente grado di equilibrio per frenare gli impulsi primari e sostituirli con un lento percorso di analisi.

Questa pace interiore richiederà una grande coltivazione interiore di una mente comprensiva, empatica e paziente. Una mente che, nonostante quello che succede là fuori, sa mantenere la calma.

Mentre la pazienza ci porta a essere assertivi (dicendo quello che volevamo dire, facendo quello che volevamo fare e pensando quello che volevamo pensare), l’impulsività ci porta a sbagliare.

Finiamo per aggravare problemi non gravi, creare distanze dove dovrebbe esserci vicinanza, e dire quello che ci comanda il nostro impulso di fare, invece di cosa può fare bene a tutti.

Ecco perché la pazienza è tra le grandi virtù universali che anche i guerrieri più audaci hanno coltivato nel corso della storia.

Coltivare la pazienza

Ragazza che caccia pazientemente le meduse.

Nessuno nasce con la virtù della pazienza. Al contrario, il bambino vuole ciò di cui ha bisogno e subito. Non ha il senso dell’attesa né gli strumenti intellettuali o emotivi che permettono di rimandare un desiderio. Crescere, quindi, è strettamente correlato all’apprendimento del significato della pazienza.

Per raggiungere questo obiettivo, in linea di principio si tratta di rifiutarsi di reagire immediatamente. A volte pochi secondi fanno la differenza tra agire in modo irregolare o comportarsi in modo intelligente.

Come afferma il saggio Shantideva: “quando vedo che un amico o un nemico fare qualcosa di sbagliato, mi ricorderò che accade a causa delle circostanze e rimarrò calmo”.

Shantideva ci presenta in questo modo che la comprensione delle circostanze di una situazione ci porterà a rafforzare la nostra pazienza.

È un allenamento. Più ci alleniamo, più saremo pazienti. Più si prende l’abitudine di aspettare un momento prima di rispondere o agire, più facilmente inseriremo questo comando nel nostro cervello, costringendolo a ragionare.

La respirazione profonda è sempre una risorsa facile, che abbiamo sempre a portata di mano. Per coltivare la pazienza, aiuta anche convincersi nel cuore e nella mente che si è padroni di se stessi.

Che tutto quello che facciamo e no è esclusivamente nostra responsabilità. Che tutto quello che accadrà dipenderà dal nostro modo di agire.

Riflessioni finali

Tenendo quanto detto in mente e con un pizzico di speranza, possiamo coltivare la pazienza. Ricordiamo che tutto nella vita ha un inizio e una fine.

Proprio come i momenti di felicità vengono e vanno, anche le avversità o i momenti tristi non sono eterni. La pazienza aiuta a rendere ogni problema più gestibile, meno duraturo e ad avere conseguenze più controllabili.

Se iniziamo a spostare l’attenzione sul controllo delle nostre emozioni, inizieremo a controllare la pazienza. Invece di dare agli altri il potere di darci sui nervi, saremo noi a decidere di essere calmi o adirati.

Quando saremo consapevoli di avere il potere di mantenere la calma nonostante gli eventi, avremo fatto un passo molto importante. Un passo che ci porterà a godere di una vita molto più serena e serena.


Questo testo è fornito solo a scopo informativo e non sostituisce la consultazione con un professionista. In caso di dubbi, consulta il tuo specialista.