Come superare le ferite emotive infantili

· 9 luglio 2015

L’infanzia è un privilegio della vecchiaia. Non so perché la ricordo più chiaramente ora di quanto sia mai stato.

Mario Benedetti

Da quando siamo nati, interiorizziamo e impariamo tutto quello che sta accadendo attorno a noi. Anche se nessuno sa esattamente cosa sente un bambino appena nato, questo non significa che non stia provando sentimenti ed emozioni. Molto prima del linguaggio verbale, l’essere umano conosce il linguaggio emotivo ed è questo che ci permette di capire cosa piace o non piace ad un bambino appena nato. Allo stesso modo, il bambino capisce quali sono i sentimenti e le emozioni delle persone che lo circondano.

Fin dalla nascita, stiamo costruendo il nostro mondo interiore a partire da quello che riceviamo dal mondo esterno.

Tutto quello che riceviamo, fin da piccolissimi, genera in noi emozioni che, in base al loro impatto, rimarranno indelebili nel nostro subconscio per sempre.

Come influiscono le emozioni?

Le emozioni hanno una certa influenza su di noi a seconda del loro impatto, vale a dire, a seconda del grado e della tipologia di emozioni che sperimentiamo.

A loro volta, i ricordi della vita dipendono sempre dalle emozioni che hanno generato e per questo si mantengono come ricordi nel tempo.

L’impatto emotivo dipende dall’attivazione di una parte del cervello, “il cervello emotivo”, in base all’importanza dell’emozione per la persona adulta, il bambino o il neonato.

Esiste un impatto emotivo positivo, vale a dire, quei fatti o quelle situazioni che generano in noi sensazioni gradevoli. Anche se, senza ombra di dubbio, ce ne sono altri che scatenano sentimenti sgradevoli, evocando emozioni forti e lasciando inevitabilmente un’impronta nel nostro cervello.

Dopo aver lasciato una traccia, l’emozione che ci ha segnato genera sentimenti lungo tutto l’arco della nostra vita, in determinate situazioni che ricordano al nostro cervello la sgradevole esperienza vissuta.

Dove si conservano le tracce emotive?

Le tracce emotive infantili si conservano nel subconscio.

Ecco perché la maggior parte delle volte non sappiamo spiegare perché ci sentiamo male in una determinata situazione o perché proviamo paura o ci sentiamo bloccati di fronte ad una persona o ad una circostanza.

La spiegazione è ben nascosta alla mente cosciente, ma esistono comunque esperienze emotivamente sgradevoli che ci mettono in guardia quando c’è il rischio di riviverle. Si tratta di un’attivazione automatica che genera paura, blocco, insicurezza e malessere. Tuttavia, la nostra mente subcosciente conosce la spiegazione occulta a tutte le nostre reazioni.

Come cancellare le tracce emotive?

In molti casi, lavorare terapeuticamente con il presente e con la coscienza di una persona potrebbe essere sufficiente, in quanto si rafforzano e si ricostruiscono aspetti della personalità debilitati dall’infanzia.

Tuttavia, in altri casi è necessario usare una tecnica terapeutica per accedere al subconscio di una persona e ricostruire il danno causato da situazioni ed esperienze vissute nell’infanzia o anni addietro, anche se magari la persona non ne è consapevole.

Per questo motivo, tra le tante terapie, è molto efficace quella dell’ipnosi, perché, in uno stato di trance, consente di curare, ricostruire e riparare il dolore causato e memorizzato nel cervello emotivo.

I procedimenti più utilizzati sono:

  • Raggiungere l’interiorità del bambino per renderlo più forte e dargli l’amore e l’affetto che potrebbe mancargli.
  • Ricostruire la situazione in cui ha vissuto il dolore.
  • Visualizzare le strategie e le capacità per affrontare le situazioni che finora ha evitato.
  • Imparare comportamenti e abilità per superare il passato e crescere.