Consigli di Irvin Yalom per psicoterapeuti principianti

Siete psicologici clinici alle prime armi? Se è così, in questo articolo troverete alcuni consigli di uno dei professori più prestigiosi ed esperti della Stanford University.
Consigli di Irvin Yalom per psicoterapeuti principianti

Ultimo aggiornamento: 22 agosto, 2022

La paura e l’incertezza sono normali quando si inizia un viaggio verso nuovi obiettivi. È comune sentirsi nervosi quando ci si appresta ai primi consulti. Sebbene questa sensazione non sparisce mai del tutto, con il progredire della  carriera professionale si attenua. Allo stesso modo, è possibile tenere a mente i consigli di Irvin Yalom per psicoterapeuti principianti.

Irvin Yalom è docente alla Stanford University. Una delle sue pubblicazioni più importanti è Il dono della terapia; in esso condivide diversi consigli sulla base di anni di pratica professionale e conversazioni con altri professionisti.

9 consigli di Irvin Yalom

1. Psicoterapeuta e paziente: compagni di viaggio

La fiducia tra cliente/paziente e terapeuta è una condizione sine qua non per una valutazione e un intervento di successo. Oggi si usano diversi termini nel tentativo di descrivere questa relazione: (paziente/terapeuta, cliente/consulente, analizzando/analista).

In relazione a ciò, Irvin Yalom propone di pensare al legame come quello che si instaura naturalmente tra due compagni di viaggio. Rappresenta un buon modo per accorciare la distanza tra i due protagonisti.

Quello che si propone sullo sfondo è un rinnovamento del tradizionale e marcatamente asimmetrico rapporto tra “malato” e “dottore” o “chi non sa” contro chi “sa”. Al contrario, va cercato un legame bidirezionale e dinamico tra due esseri umani.

Il paziente cura la sua depressione in terapia.

2. Offrire un supporto positivo

Il cliente/paziente nutre diverse aspettative sul medico che si ripercuoto sul percorso psicoterapeutico. Di norma, tra ciò che si aspetta e ciò che dovrebbe ricevere c’è un sostegno positivo.

Offrire un supporto positivo è essenziale nella terapia individuale. Si tratta di riconoscere e sfruttare le virtù che il terapeuta vede genuinamente nel paziente: forse il loro coraggio di affrontare le ferite del passato, abilità sociali, gentilezza, senso dell’umorismo, impegno per lo spazio terapeutico, ecc.

“Non dimenticare il grande potere che ha il terapeuta, il potere che deriva in parte dall’apprendimento dei fatti, delle fantasie e dei pensieri più intimi della vita del paziente. Accettare e sostenere qualcuno che si conosce così intimamente è estremamente incoraggiante. ”

-Irvin Yalom-

3. Empatia

Migliaia di anni fa Publio Terenzio Afro affermava: “Sono un essere umano, niente di ciò ch’è umano ritengo estraneo a me”. Entrare in empatia rappresenta un’abilità che tutti gli psicoterapeuti dovrebbero possedere.

Si tratta di capire chi si ha davanti e poter guardare attraverso la sua finestra. A volte diventa estremamente complesso capire i sentimenti altrui.

Molte volte, di fatto, diamo per scontato che gli altri si sentano come noi non pensando che ognuno guarda il mondo a partire dalla propria storia. Conoscere la storia del paziente permette di essere più empatici.

4. Avere a cuore il paziente

Il paziente non è un amico, lo psicoterapeuta non lo invita al compleanno e non lo chiamo se sta male. Tuttavia, diventa una persona cara e non c’è niente di sbagliato in questo.

Non sparisce dalla mente dello psicoterapeuta alla fine di ogni sessione fino all’inizio della successiva. Si pensa spesso al percorso e la persona può anche apparire in sogno. Bisogna consentire uno scambio reciproco.

5. Consigli di Irvin Yalom: riconoscere i propri errori

All’inizio della propria carriera, si sarà a malapena percorso un breve viaggio professionale. Sbagliare è normale, persino il giorno dell’ultimo consulto.

Anche gli psicoterapeuti sono esseri umani e commettono errori. È importante identificarli e ammetterli. Qualsiasi tentativo di negarli o nasconderli finirebbe per essere controproducente.

6. Usare le informazioni offerte dalle emozioni

Le emozioni contengono informazioni preziose per il corso di qualsiasi processo terapeutico. Sarebbe opportuno che il terapeuta non perda di vista il proprio stato emotivo durante la valutazione, l’intervento e il follow-up.

7. Evitare la falsa cura

I primi psicoanalisti chiamarono la cura del transfert una “falsa cura” in riferimento allapparente miglioramento sostanziale e improvviso del paziente. Questo si verifica semplicemente perché il terapeuta è entrato a far parte della cerchia sociale di supporto della persona paziente/cliente come rinforzo.

Rappresenta un pericolo intendere il suddetto miglioramento come un prodotto dell’intervento terapeutico, perché in fondo non è così. Bisogna intendere la relazione terapeutica un canale, e non una risorsa che rende la persona più autonoma.

8. Aiutare il paziente ad assumersi le responsabilità

Assumersi le responsabilità della propria vita, di azioni e sentimenti rappresenta uno dei grandi obiettivi dello spazio psicoterapeutico.

Indurre il paziente ad allontanarsi dalla posizione di vittima e dalla convinzione che tutti i suoi problemi siano dovuti a fattori esterni come le azioni di altre persone, le ingiustizie sociali o la cattiva gestione politica. Ciò offrirà cambiamenti terapeutici significativi.

“Alcuni arrivano rapidamente a comprendere il ruolo che svolgono nelle loro disgrazie: altri trovano così difficile assumersi la responsabilità che questa costituisce la parte principale della terapia e, una volta compiuto quel passo, il cambiamento terapeutico avviene quasi senza sforzo e automaticamente”.

-Irvin Yalom-

Uomo che fa terapia.

9. Consigli di Irvin Yalom: sottoporsi alla terapia

I bravi psicoterapeuti si sottopongono o si sono sottoposti alla terapia semplicemente perché lo strumento più importante del terapeuta è se stesso. Devono conoscersi o lavorare sulla conoscenza di sé. Devono essere in grado di approfondire la propria storia e affrontare i loro lati oscuri.

Oltre a ciò, la terapia rappresenta un’ottima opportunità formativa. È importante prendere le distanze dal settarismo in relazione all’approccio terapeutico ed essere in grado di apprezzare la diversità esistente. E quale modo migliore per conoscere una certa corrente che approfondirla come consulente?

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  • Ciracì, F. (2008). Irvin Yalom y la filosofia come terapia. Irvin Yalom y la filosofia come terapia , 1000-1005.
  • Irvin, Yalom (2002). El don de la terapia. Carta abierta a una nueva generacion de terapeutas y a sus pacientes. Ediciones Destino.