Convivere con una persona alessitimica

26 agosto, 2020
Convivere una persona alessitimica è una sfida perché non sa decodificare i suoi sentimenti. Questo tratto della personalità è alla base di molte rotture sentimentali.

Convivere con una persona alessitimica non è facile. Dopotutto, in pochi riescono ad abituarsi alla mancanza di un “Ti amo” o “Come stai?”. L’alessitimico, a differenza di quello che possiamo pensare, ha dei sentimenti, ma non sa esprimere a parole quel suo mondo interiore fatto di affetti ed emozioni che lo bloccano e lo angosciano.

Nick Frye-Cox, medico dell’Università del Missouri, ha condotto uno studio al riguardo. Ci invita a riflettere sul fatto che buona parte delle rotture sentimentali sarebbe provocata dall’alessitimia. Si tratta di situazioni in cui il partner non si sente apprezzato, dove lungi dall’apprezzare il vero amore, si provano solo freddezza e persino lascivia.

La comunicazione emotiva è alla base di un legame salutare. Abbiamo bisogna di qualcuno che stia al nostro fianco, desideriamo partner emotivamente attivi, figure ricettive ed espressive che comprendano la reciprocità, che offrano quei rinforzi in grado di convalidare la relazione, di coltivare affetto e impegno quotidiano.

La persona alessitimica non sempre riesce a farlo, e non perché non vuole, ma perché gli mancano gli strumenti per rispondere a ciò che prova. È come cercare di parlare attraverso un linguaggio che ignora, come se vivesse in una dimensione nebbiosa dove la dimensione emotiva scorre in modo impreciso.

Per affrontare al meglio questa situazione, ci tornerà utile conoscere questo profilo. Convivere con una persona alessitimica a volte può essere doloroso, ma è possibile attuare alcune strategie utili in tal senso.

«Le persone alessitimiche si sentono sole. Non possiedono i mezzi per comunicare i propri sentimenti e questo finisce per distruggere gran parte delle lori relazioni sentimentali.»

-Nick Frye-Cox-

Cuore congelato e incapace di provare sentimenti.


Com’è una persona alessitimica?

Prima di tutto è bene chiarire che una persona alessitimica non è psicopatica. Allo stesso modo, non tutti i profili alessitimici presentano un disturbo psicologico. In realtà, parliamo di un tratto della personalità identificato nel 1976 da John Nemiah, psicoanalista americano.

Per riconoscere una persona alessitimica si usa la Toronto Alexithymia Scale (TAS-20), che misura le seguenti dimensioni:

  • Difficoltà nel riconoscere e descrivere i sentimenti.
  • Problemi di interpretazione e distinzione delle proprie emozioni.
  • Tendenza al conformismo sociale.
  • La persona suppone che nessuno possa capirla e questo a volte provoca frustrazione.
  • Evita di parlare degli aspetti intimi della sua vita, di quello che prova, pensa o che le è capitato. Preferisce conversazioni leggere, legate ad attività, hobby, aspetti oggettivi.

Uno studio condotto presso l’Università dei Paesi Baschi stima che questo profilo può essere associato al 15% della popolazione.

Partner che cerca di convivere con una persona alessitimica parlando.


Come convivere con una persona alessitimica?

Spesso c’è chi cade nell’errore di pensare che la persona alessitimica non si innamori: non è vero. Questo profilo sente i bisogni di affiliazione, di creazione di una famiglia, di amare ed essere amato.

Come sottolinea il neurologo Pablo Irimia, “l’alessitimico è un essere senziente, ma non è in grado di esprimere a parole e in accordo al contesto quello che prova”. Vediamo quindi quali strategie aiutano a convivere con una persona alessitimica.

Ciò che non viene detto a parole viene espresso attraverso altri canali

Amore, affetto, complicità e ammirazione possono essere espressi in molti modi e non solo a parole. Per riuscire a convivere con una persona alessitimica, dobbiamo capire che per le risulterà estremamente difficile verbalizzare i suoi sentimenti. Possiamo però percepirli nei suoi sguardi e nel suo linguaggio non verbale.

Un canale spesso impiegato da molti alessitimici è quello della scrittura. La coppia deve trovare un mezzo attraverso il quale riflettere questi sentimenti.

Terapia di gruppo in cerchio.

La comunicazione fisica è essenziale per convivere con una persona alessitimica

Collin Hesse, docente di comunicazione all’Università del Missouri, ha condotto diversi studi in cui ha individuato un aspetto interessante. La persona alessitimica risponde bene al contatto fisico, alle carezze, agli abbracci, ai baci. Adottare questo tipo di linguaggio su base giornaliera può facilitare la comprensione.

Quando mancano le parole, è positivo ricorrere a gesti altamente emotivi. L’empatia, la connessione e, soprattutto, l’ansia vengono alleviate. È chiaro che il partner soffre, ma lo stesso vale per la persona alessitimica che non sa come comunicare.

Percorsi terapeutici per migliorare la convivenza

L’alessitimia non ha cura perché si tratta di un tipo di personalità, non un disturbo clinico. Per convivere con una persona alessitimica è dunque necessario affidarsi al terapeuta per migliorare la relazione, per disporre degli strumenti con cui ottimizzare la comunicazione. Gli approcci più interessanti in tal senso sono:

  • Stimolazione dell’intelligenza emotiva.
  • Tecniche per calmare l’ansia e l’aggressività.
  • Esercizi di rilassamento.

Salvaguardare l’integrità emotiva quando convivere con una persona alessitimica è impossibile

Vivere con un alessitimico è sfiancante. Questo per una ragione ovvia: molte persone si stancano di dare se stesse senza ricevere nulla in cambio, senza vedere miglioramenti.

È importante salvaguardare la propria salute psicologica. Come già detto, convivere con una persona alessitimica è spesso motivo di grandi sofferenze (per entrambi). A volte, dunque, non esiste altra opzione che riflettere sulla propria relazione e prendere una decisione.

Non bisogna tuttavia lasciarsi senza prima lottare per il rapporto. Molte coppie, di fatto, sono riuscite a trovare gli strumenti giusti per creare una lingua propria attraverso la quale sentirsi apprezzati; ciò, tuttavia, è possibile solo quando le lacune non sono eccessive e vi è collaborazione tra i due partner.

  • Berenbaum, H. y Prince, J.D. (1994). Alexithymia and the interpretation of emotion-relevant information. Emotion and Cognition, 8(3), 231-244.
    Cochrane C.E., Bewerton T.D., Wilson D.B. y Hodges E.L. (1993). Alexithymia in the eating disorders. International Journal of Eating Di -sorders, 14, 219-222.
  • Preece, D., Becerra, R., Robinson, K., & Dandy, J. (2018). Assessing alexithymia: Psychometric properties and factorial invariance of the 20-item Toronto Alexithymia Scale in nonclinical and psychiatric samples. Journal of Psychopathology and Behavioral Assessment, 40(2), 276-287. doi:10.1007/s10862-017-9634-6
  • Nemiah, J. C., Freyberger, H., & Sifneos, P. E. (1976). Alexithymia: A view of the psychosomatic process. In O. Hill (Ed.), Modern trends in psychosomatic medicine, Vol. 3 (pp. 430–439). London, UK: Butterworths.