Cos’ha scoperto la scienza sull’amore?

21, luglio 2015 in Psicologia 240 Condivisi

Fortunatamente, la maggior parte delle persone nel mondo impara il significato dell’amore attraverso l’esperienza personale, in famiglia o con altri cari. Allo stesso tempo, assorbiamo molte idee e concetti sull’amore: ad esempio, siamo costantemente bombardati da stereotipi sull’amore attraverso libri, film, musica, etc.

In generale, queste fonti di informazione hanno due cose in comune: da una parte, descrivono l’amore come un territorio esclusivo di un individuo e poche altre persone, ovvero quelle più strette e care; da un’altra, gli attribuiscono il fattore temporale, definendolo “eterno” e che “esiste per sempre”.

Parlando in termini scientifici, Barbara Fredrickson (Professoressa di Psicologia a capo del Laboratorio di Emozioni Positive e di Psicofisiologia dell’Università della Carolina del Nord a Chapel Hil) spiega che, secondo studi di psicologia positiva, l’amore va visto anche come la somma di micro-momenti di connessione con altre persone, oltre che come una cosa romantica e sdolcinata.

Basandosi su questa prospettiva, l’amore è considerato come un micro-momento in cui due persone raggiungono una connessione speciale che si sviluppa principalmente nel loro cervello. Si tratta di un gruppo di neuroni che, per un istante, si riflettono nei neuroni dell’altro cervello, producendo, così, nel corpo, sostanze che provocano una sensazione di benessere e il desiderio di far sentire bene anche l’altra persona.

Se si decide di considerare l’amore utilizzando il punto di vista appena esposto, è possibile fare delle affermazioni a proposito del vero amore e di ciò che esso genera nelle persone.

I micro-momenti d’amore non sono un’esclusiva di una persona

Abbiamo la tendenza a pensare che la cosa più normale o corretta sia amare un’unica persona, ma gli studi suggeriscono che questi momenti in cui un cervello comunica con un altro avvengono tra esseri umani in generale: non vi è nessun limite a vivere quest’esperienza con più di un individuo. Quando comprenderemo questa caratteristica del cervello, potremo vivere l’amore come una qualità generale che ci collega con il resto dell’umanità.

Una coppia condivide migliaia di micro-momenti durante la sua relazione

Anche se siamo capaci di vivere questa emozione con molte persone, possiamo scegliere di formare una coppia con una persona in particolare: fra noi e la persona in questione si verificheranno migliaia di micro-momenti che possono essere intensificati e rivissuti, cosa che renderà possibile e durevole la relazione.

L’amore passa attraverso gli occhi

Il contatto visivo è fondamentale affinché si realizzi la connessione neuronale necessaria per l’amore. Le società in cui viene evitato questo tipo di contatto cadono nell’individualità e nell’indifferenza: guardarsi negli occhi è indispensabile per creare relazioni amorose e di amicizia fra individui.

L’amore vi farà vivere più a lungo

Esiste un collegamento fisiologico tra il cuore e il cervello, chiamato nervo vago, che riceve benefici incredibili grazie all’esperienza dei micro-momenti d’amore. Le persone capaci di aumentare i loro momenti d’amore vivono più a lungo e in maniera più sana, grazie alle sostanze chimiche che vengono scambiate in questi preziosi istanti.

Essere sani vi farà amare di più

La relazione di cui abbiamo appena parlato avviene in entrambe le direzioni e non in maniera univoca: le persone fisicamente sane sono in condizioni migliori per stabilire dei micro-momenti d’amore con la gente attorno a loro. L’essere umano è in grado di dare vita a un circolo virtuoso salute-amore-salute che lo aiuta a vivere la vita in modo più pieno e felice.

In molti danno credito alla credenza generale che dice che ci connettiamo con gli altri e amiamo “senza motivo”; questo pensiero viene ben espresso dalla famosa frase di Blaise Pascal “Il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce”. Tuttavia, è molto interessante conoscere i fatti sull’amore che la scienza comincia a svelarci: grazie a queste scoperte, è possibile diffondere una visione tutt’altro che convenzionale dell’amore, che rompe con i preconcetti tradizionali e le idee puramente romantiche e limitate. In fondo, l’amore è ancora un grande sconosciuto.

Potete trovare ulteriori informazioni a proposito di Barbara Fredrickson e del suo libro Love 2.0 su: http://www.positivityresonance.com

Immagine per gentile concessione di Joshua Resnick

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