Dare alle luce: il più grande atto d’amore della donna

· 1 luglio 2016

Si è soliti dire che dare alla luce sia come un appuntamento al buio, al termine del quale la madre conosce quello che diverrà l’amore della sua vita. Pochi atti sono altrettanto dolorosi, sacri e pieni di un’infinità di emozioni come il parto. Un momento vitale che richiede anche un trattamento speciale. Se il concepimento è stato un atto d’amore, anche dare alla luce dovrebbe ricevere lo stesso calore e affetto.

Tra il 16 e il 22 maggio si festeggia la settimana mondiale del parto rispettoso. Un dato che dobbiamo tenere in considerazione, e che ci viene segnalato dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), è che negli ultimi decenni molte donne si sono lamentate di come il parto sia diventato spesso troppo routinario, poco umanizzato e a volte addirittura traumatico.

Non esiste un dolore più intenso di quello che si prova durante il parto, né un amore così profondo e puro come quello che prova una madre nei confronti della creatura che dà alla luce.

Nick Bergman è un pediatra e neonatologo conosciuto soprattutto per i suoi studi sulla Neuroscienza prenatale. Secondo il suo parere, uno dei momenti più importanti per costruire un forte vincolo di dipendenza tra la madre e il figlio sono senza dubbio “i miei primi minuti di vita”. Se la madre e il figlio sentono uno stress eccessivo, questo potrebbe incidere sulla qualità di questa prima impronta emotiva nel nascituro.

Venire al mondo, dunque, deve divenire un delicatissimo atto di amore. Vi invitiamo a riflettere su questo.

donna incinta

Dare alla luce, tra il dolore, le emozioni e i protocolli medici

Dare alla luce è un momento estremamente delicato, tanto per la madre quanto per il figlio. Se teniamo conto del fatto che negli ultimi anni le gravidanze sono state portate a termine in età sempre più avanzate, appare evidente che l’attenzione dei medici e le misure precauzionali fanno più fatica a garantire un parto senza complicazioni.

Mettendo in chiaro fin dall’inizio che l’attenzione dei professionisti nei centri medici è essenziale, quello di cui si lamentano molte donne, e che l’OMS ha tenuto a precisare da un anno a questa parte, sono gli aspetti che ora vi spieghiamo e dei quali bisogna tenere conto.

I parti sono sempre meno rispettosi

Michel Odent, un famoso ostetrico che si schiera a favore del parto rispettoso, ci ricorda che “il parto è amore e l’ideale è fare in modo che madre e figlio godano di questo sentimento dal primo istante”. Tuttavia, quello che si è osservato negli ultimi anni è quanto segue:

  • Il numero di parti cesarei è aumentato in maniera considerevole. Secondo dati ufficiali, quasi il 21% di nascite sono arrivate tramite questa pratica (ricordiamo che i cesarei devono sempre sostituire i parti vaginali qualora esista il rischio di mortalità materna o prenatale).
  • Molte donne dichiarano di essersi sentite a disagio durante il parto: essere esposte prima del parto a troppe pratiche professionali riguardanti i contatti, il monitoraggio, la tricotomia, gli edemi, l’induzione del parto attraverso l’ossitocina sintetica o il dover tenere obbligatoriamente posizioni di litotomia (il puledro) per dare alla luce genera un alto livello di stress a causa di questi protocolli poco “affettuosi”.
donne

Bisogna considerare che ogni mamma vive la propria particolare esperienza riguardo al parto. Molte se lo saranno goduto, mentre altre avranno un ricordo poco appagante e un po’ deludente legato alla mancanza, per esempio, di una cosa così essenziale come il contatto pelle contro pelle del nascituro con la madre.

Dare alla luce è un momento doloroso e magico che viene orchestrato da ormoni e neurotrasmettitori ben precisi che hanno un fine specifico. Bisogna tener conto che a livello cerebrale si sviluppa uno scenario neurobiologico che aiuterà la madre a creare il suo primo collegamento emotivo con il neonato, al fine di costruire il legame.

Dare alla luce non implica soltanto portare al mondo un figlio, ma anche far nascere una madre.

Se la donna si sente stressata o spaventata, il tutto può riflettersi negativamente, per esempio, sulla qualità del suo latte. D’altra parte, se anche il bambino percepisce questo stress e se viene separato troppo presto dalla madre una volta terminato il parto, rischia di risentirne a livello metabolico e cognitivo.

Il nostro DNA ha bisogno dell’unione immediata tra madre e figlio, in mancanza della quale, il bambino può interpretare il mondo “nel quale è arrivato” come ostile o freddo. Per questo motivo, vale la pena tenere in considerazione tutta una serie di pratiche che possano propiziare un parto rispettoso, nel quale si possa costruire questo importante vincolo basato sull’amore e su un affettuoso benvenuto.

donne e bambino

Gli aspetti fondamentali di un parto basato sull’amore

Ci sono tanti tipi di parti, e non entreremo nella questione se sia meglio un parto naturale senza cure mediche, un parto con ostetriche oppure la scelta di un ospedale dove possono addirittura “programmare” la nascita del bambino. L’importante è, al di là di ogni cosa, non mettere a rischio in alcun modo i due protagonisti di questo evento meraviglioso: la madre e il figlio.

Ogni famiglia è libera di scegliere il modo con il quale desidera far venire alla luce il proprio bambino, anche se vale la pena tenere in considerazione questi semplici aspetti:

  • L’OMS difende quello che è conosciuto come il “parto umanizzato”, in cui la donna tiene diritto, per esempio, a scegliere, sempre che non esista un rischio, la posizione nella quale preferisce partorire.
  • Si deve favorire un trattamento vicino, affettuoso e intimo affinché la madre si senta comoda in qualsiasi momento del parto.
  • Il cordone ombelicale non va tagliato subito. Al suo interno sono contenute centinaia di cellule madre, nutrimenti e tante altre sostanze benefiche che servono da “vaccino” per il futuro sviluppo del bambino.
  • Nemmeno la placenta che accoglie il feto deve essere rotta, dato che questo tessuto continua a mandare sangue ricco di ossigeno. Qualora sia possibile, è sempre meglio permettere la rottura normale della placenta, visto che in questo modo si facilita l’inizio della respirazione polmonare del bambino.
  • Il nascituro deve subito essere messo a contatto della madre, pelle a pelle. Devono restare così per ore, visto che in questo modo si combatte lo stress, si facilita l’inizio dell’allattamento, si regola il ritmo cardiaco, la temperatura, il livello di glucosio nel sangue, si rafforza il sistema immunitario del piccolo…
madre bambino e mani

In conclusione, dare alla luce non è solo un “atto medico” segnato da un rigido protocollo che eviti qualsiasi rischio e pericolo. È necessario favorire un parto rispettoso e affettuoso nel quale venga favorito il vincolo tra la mamma e il nascituro fin dal primo momento.