4 atteggiamenti che debilitano il legame emotivo con i figli

11 agosto 2015 in Psicologia 3737 Condivisi

Essere padre, madre, nonno, nonna o persino un educatore efficace non è un compito facile. Ogni bambino viene al mondo con dei bisogni personali che dobbiamo riuscire a soddisfare, con delle virtù da potenziare e delle emozioni da sostenere, guidare e scoprire.

Educare non significa soltanto insegnare a leggere, o mostrare loro come realizzare una ricerca per la scuola. Essere padre o madre non significa regalare loro un cellulare per il compleanno, né assicurarci che abbiano la cintura allacciata quando salgono in macchina. È molto di più di tutto questo.

Educare significa anche sapere quando dire di “no” a parole e quando dire di “sì” con gli occhi, perché educare non è solo proibire, ma aprire loro il nostro cuore per rafforzare ogni giorno il vincolo emotivo con i nostri bambini, facendo capire loro che siamo al loro fianco in ogni momento e che li aiuteremo a maturare e a diventare persone felici e complete.

Eppure, alcune volte, anche se conosciamo la teoria, è difficile metterla in pratica. Perché oltre a essere genitori siamo anche sposi, impiegati, imprenditori, disoccupati o chissà che altro. Siamo persone che vogliono realizzare le loro aspirazioni e che, prese dagli impegni del quotidiano, senza nemmeno rendersene conto possono commettere degli errori nell’educazione dei loro figli.

Oggi vogliamo parlarvi proprio di 4 di questi errori.

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1. Non ascoltarli

I bambini parlano molto e, soprattutto, fanno domande. Vi tormentano con mille dubbi, mille perché, mille commenti nei momenti meno opportuni. Vogliono sapere, sperimentare, comprendere e condividere con voi tutto ciò che accade intorno a loro.

Dovete averlo ben chiaro in mente: se li zittite, se li obbligate a stare in silenzio o non date peso alle loro parole, rispondendo a monosillabi o sgridandoli, in breve tempo smetteranno di rivolgersi a voi. E inizieranno così a preferire degli spazi di solitudine, nascondendosi dietro una porta chiusa che non vorranno lasciarvi oltrepassare.

2. Punirli senza dar loro fiducia

Sono molti i genitori che confondono l’educazione con la punizione, la proibizione, un autoritarismo severo e rigido in cui c’è spazio solo per i comandi e in cui ogni errore viene castigato. Questo tipo di metodo educativo causa soltanto una mancanza di autostima nel bambino, che svilupperà una grande insicurezza e, allo stesso tempo, romperà il vincolo emotivo con voi.

Se castighiamo, non stiamo insegnando. Se ci limitiamo a far notare al bambino tutto ciò che fa male, non saprà mai come farlo bene. Non gli stiamo dando mezzi né strategie, ma lo stiamo semplicemente umiliando. E tutto ciò genererà in lui rabbia, rancore e insicurezza. Quindi evitatelo, sempre.

3. Fare paragoni ed etichettarli

Poche cose possono arrivare a essere più frustranti dei paragoni tra un fratello e l’altro, o tra un bambino e un suo compagno di classe, per fargli notare i suoi errori, la sua mancanza di iniziativa, le qualità che non ha. A volte, un errore commesso da molti genitori è quello di parlare dei figli ad alta voce tra di loro, come se loro non potessero ascoltarli.

Che cosa ci vuoi fare, mio figlio non è sveglio come il tuo, è lento, ci mette una vita…“.

Commenti come questo sono dolorosi e generano un sentimento negativo che non solo svilupperà dell’odio verso i genitori, ma anche un sentimento interiore di inferiorità.

4. Urlare contro di loro e sgridarli invece di argomentare

Non stiamo parlando di maltrattamenti fisici, perché diamo per scontato che sappiate bene che non c’è modo peggiore per rompere il vincolo emotivo con un bambino di questo gesto imperdonabile.

Ma dobbiamo essere coscienti che esistono anche altri modi di maltrattare un bambino, altrettanto distruttivi, come quello psicologico. Quest’ultimo, infatti, si ripercuote direttamente sulla personalità del bambino, la sua concezione di sé e la sicurezza in se stesso.

Ci sono genitori che non sembrano conoscere altri modi di rivolgersi ai propri figli, se non gli urli. Alzare la voce senza un vero motivo provoca nel bambino uno stato di eccitazione e stress continuo. Il bambino non saprà quale rimprovero conta davvero e quale no, non capirà quando sta facendo una cosa giusta e quando sbagliata. I contini urli innervosiscono e fanno male, perché non permettono il dialogo, solo gli ordini e i rimproveri.

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Bisogna fare attenzione a questi aspetti fondamentali. Non ascoltare, non parlare, non mostrare apertura, comprensione o usare solo la punizione al posto del dialogo sono alcuni degli atteggiamenti che pian piano allontanano i bambini da noi. Ci vedranno come dei nemici da cui difendersi, e romperemo il legame emotivo con loro.

Educare è un’avventura che dura tuta la vita, e in cui nessuno è davvero un esperto. L’importante, però,  è fare affidamento sui principi della comprensione e dell’affetto, per creare un legame salutare che riesca a garantire a quella personcina, che è ormai parte di noi, la maturità e la sicurezza necessarie.
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Immagini per gentile concessione di Gabriela Silva, Nicolás Gouny, Whimsical

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