Decisioni emotive o razionali: c’è differenza?

27 Maggio 2020
"Decidi con la mente o decidi con il cuore". Siamo abituati a stabilire questa dicotomia, quando, secondo gli esperti, le decisioni migliori vengono sempre prese sintonizzando la logica con l'emozione, l'intuito con l'esperienza.

Decisioni emotive e decisioni razionali o logiche… Sono diverse? Spesso diciamo a noi stessi che è meglio prendere alcune decisioni a mente fredda e non con il cuore. È come se dovessimo confrontarci tutti i giorni con due visioni mentali capaci di mediare completamente la nostra realtà.

In un certo modo è proprio così. Nessuno agisce o decide solo attraverso le proprie emozioni o attraverso l’esclusivo filtro costituito dalla logica più fredda, obiettiva e ragionevole. Il nostro cervello è in realtà un organo iperconnesso, in cui ogni area e struttura è legata alle altre.

È così che la corteccia prefrontale (collegata a funzioni esecutive più complesse, basate su analisi, attenzione o riflessione) mantiene una connessione costante con le aree più profonde del cervello legate alle emozioni. In questo modo, il mondo degli affetti e dei sentimenti è presente in ogni decisione e, a sua volta, in ogni scelta ponderata e ragionata si trova l’impronta delle emozioni. Per questo è difficile, se non quasi impossibile, distinguere fra decisioni emotive e razionali.

Ora, nonostante l’esistenza di questo ponte in cui le informazioni passano di continuo tra una sfera e l’altra, c’è una particolarità che non possiamo ignorare. Le emozioni hanno sempre la priorità. L’essere umano è soprattutto una creatura emotiva e questo ci porta spesso davanti a un bivio.

“Forse la cosa più indispensabile che possiamo fare come esseri umani ogni giorno della nostra vita è ricordare a noi stessi e agli altri la nostra complessità, fragilità, finitudine e unicità.”

– Antonio R. Damasio – Decisioni

Ragazza che riflette su decisioni emotive o razionali

Decisioni emotive e decisioni razionali

Le decisioni emotive hanno una cattiva reputazione. È come se, lasciandoci trasportare da quel primo impulso, da una necessità (presumibilmente non motivata) o dall’intuizione saremo destinati all’errore. Tuttavia, e per quanto ironico possa sembrare, gran parte delle scelte che facciamo nelle nostre vite quotidiane sono mediate proprio da queste emozioni, che ci guidano e indirizzano quasi completamente il nostro comportamento.

Ammettiamolo, le decisioni emotive non conducono necessariamente a un errore. Le emozioni sono catalizzatori nelle nostre relazioni, ci spingono a connetterci con le persone e ci permettono anche di fare delle scelte in diverse aree in modo che i gusti, la personalità e le esigenze siano in sintonia.

Le emozioni, dopo tutto, vogliono solo la nostra omeostasi, garantiscono il nostro equilibrio interiore e, naturalmente, la nostra sopravvivenza. Inoltre, esiste già una tendenza nel mondo accademico che ci invita a correggere un’idea falsa e datata, ovvero il fatto che le decisioni emotive siano legate ad atti irrazionali.

Studi come quelli condotti alla Columbia University dal Dr. Michel Puan indicano che dobbiamo smettere di concepire le emozioni e la razionalità come sfere separate. In altre parole, le emozioni possono anche essere logiche e razionali.

Ovviamente, ci sono alcune eccezioni evidenti. Ci sono momenti in cui prendiamo decisioni basate su stati emotivi avversi. Questi sono i momenti in cui non c’è omeostasi interna, ma piuttosto un problema irrisolto, un’esigenza, un bisogno insoddisfatto che ci porta a fare scelte sbagliate. Approfondiamo quest’aspetto.

Stati emotivi che spingono a prendere decisioni di cui ci si può pentire

Dobbiamo essere chiari: le migliori decisioni vengono prese combinando logica ed emozione. Pertanto, e affinché quel patto tra l’uno e l’altro si realizzi efficacemente, abbiamo bisogno che le nostre emozioni siano positive, che giochino a nostro favore. Ma questo non sempre si verifica, perché a volte ci troviamo in stati emotivi che ci bloccano, che limitano la nostra concentrazione mentale. Sono i seguenti:

  • Tristezza. Se prendiamo una decisione mentre siamo tristi, annoiati o malinconici, è probabile che ci accontenteremo del minimo indispensabile, ovvero tenderemo a non essere particolarmente esigenti con noi stessi.
  • Eccitazione. In genere, neanche quando ci sentiamo iniettati di gioia, di entusiasmo traboccante, eccitati dall’emozione, prendiamo le migliori decisioni. In questi casi, infatti, ci lasciamo trascinare dall’impulsività.
  • Ansia. L’ansia, lo stress e qualsiasi disturbo dell’umore rendono ancora più difficile prendere una decisione. Non solo prendiamo decisioni di cui possiamo pentirci in seguito, ma ci risulta anche più difficile pensare, valutare, riflettere, ecc.
Quando le decisioni emotive scaturiscono dall'ansia

Partendo dalla logica e dalla ragione, le decisioni emotive sono le più corrette

Come sottolinea il famoso scienziato Antonio Damasio, le emozioni non rappresentano il lato oscuro della ragione. Anzi, sono una parte indispensabile di ogni decisione che prendiamo e, pertanto, dobbiamo esserne pienamente consapevoli.

Se le capiamo, le gestiamo, se siamo capaci di affrontare le sfide che ci pongono nei momenti di sconforto o preoccupazione, le emozioni saranno i nostri migliori alleati.

Le decisioni emotive e razionali sono i battiti che scandiscono i nostri passi. È vero che alcune saranno poco efficaci, mentre altre avranno più successo, ma è estremamente importante non agire con impulsività. Bisogna piuttosto sintonizzare i bisogni con i desideri, l’esperienza con l’intuizione. Emozione e ragione non possono mai andare separatamente, sono i motori che ci avvicinano alla nostra felicità.