Depressione femminile: fattori di rischio

26 Agosto 2019
Con questo articolo vogliamo mostrarvi una nuova prospettiva sociale sulla depressione. Nei casi di depressione endogena, l'incidenza negli uomini e nelle donne è quasi la stessa, ma quando si parla di quella esogena, per la quale l'influenza ambientale è determinante, le percentuali raddoppiano a sfavore delle donne.

Donne e depressione è un binomio ampiamente documentato. Con questo articolo, vogliamo mostrarvi una nuova prospettiva sociale sul tema della depressione femminile. In generale, la ricerca afferma che a livello endogeno, sia gli uomini che le donne hanno le stesse probabilità di soffrire di questo disturbo. Tuttavia, il numero raddoppia a sfavore delle donne quando si parla di depressione esogena, in cui il fattore ambientale è determinante.

L’educazione tradizionale che attribuiva alle donne il ruolo di caregiver (familiare assistente) sembra essere strettamente relazionata allo sviluppo di tale disturbo. Per questa ragione, spesso le donne si dimenticano di se stesse per prendersi cura degli altri.

Il contesto sociale può rappresentare un fattore di rischio per la depressione femminile. Alcune ricerche mostrano che essere donna è il secondo fattore di rischio, dopo quello legato alla storia familiare.

Un’adeguata conoscenza dell’eziologia della depressione deve poter spiegare le differenze di genere al riguardo. D’altro canto, la comprensione di queste differenze può essere essenziale nei meccanismi esplicativi di questo disturbo.

«La depressione è come annegare, con la differenza che nessuno riesce a vederti.»

Donna depressa sul divano

Donne e depressione: un binomio imperante

La depressione è un processo multifattoriale e complesso le cui probabilità di sviluppo dipendono da un ampio gruppo di fattori di rischio. Finora non è stato possibile accertarne tutti gli elementi e le molteplici interazioni tra essi.

L’incidenza e la diffusione dei disturbi depressivi è più alta nelle donne rispetto agli uomini, sia durante l’adolescenza sia in età adulta. Inoltre, sebbene la depressione sia una delle principali cause di disabilità tanto negli uomini quanto nelle donne, si stima che il peso della stessa sia del 50% più alto nelle donne.

Povertà, disoccupazione e scarsa istruzione sono fattori di rischio dei disturbi depressivi ed è stato anche dimostrato che le donne ne sono più esposte. Un fattore importante associato a queste condizioni è quello di essere maggiormente impegnate nella cura della prole, con scarso supporto sociale ed economico, situazione che si traduce in un comprovato fattore di rischio per la depressione (Targosz et al., 2003).

È stato osservato che anche il ruolo di “casalinga” rappresenta un fattore di rischio se svolto in condizioni sfavorevoli e con molteplici fonti di stress, in particolare derivati ​​dalla cura dei figli e dallo scarso supporto sociale.

Di per sé, le condizioni di vita alle quali sono più esposte le donne sono più depressogene di quelle degli uomini. Tra queste la maggiore esposizione a episodi di abuso e violenza sessuale (Koss, 1993).

«La depressione è una prigione in cui tu sei il prigioniero e il crudele carceriere.»

-Dorthy Rowe-

Approccio culturale alla depressione femminile

Esiste una relazione tra processi di socializzazione, ruoli e stereotipi di genere. Incoraggiare le donne a sviluppare maggiormente emozioni quali empatia e sensi di colpa, le induce a sperimentare con frequenza tristezza e sconforto.

A partire dalla socializzazione, le donne hanno più difficoltà a elaborare la rabbia, a comportarsi in modo assertivo e a tutelare i propri bisogni di auto-realizzazione. Così come sussiste un uso più frequente del coping passivo, incentrato su emozioni e ruminazione di fronte alle esperienze negative, (Zahn-Waxler, 2000).

Altre caratteristiche associate alla vulnerabilità e alla depressione femminile risiedono nel grado di significato attribuito alla qualità delle relazioni interpersonali e al sentirsi responsabili per il benessere altrui, più frequenti nelle donne (Leadbeater , Blatt e Quinlan, 1995).

Donna triste che piange

La risposta depressiva è più bassa negli uomini per via dei modelli di socializzazione e degli stili di vita socialmente incoraggiati. Questi aspetti psicosociali determinano, pertanto, un modo diverso di sperimentare, affrontare ed esprimere il disagio emotivo da parte di uomini e donne.

Essendo questi fattori meno diffusi tra il genere maschile, le condizioni di vita sfavorevoli e la disforia che ne derivano non hanno lo stesso effetto depressogeno su di loro. In sintesi, è molto più probabile che i fattori indicati contribuiscano a un certo accrescimento delle differenze di genere in presenza di sintomi e disturbi depressivi.

Depressione femminile: quella persona che sorride e che non fa che parlare può essere la stessa che piange prima di addormentarsi.

  • Goodman, LA, Koss, MP, Fitzgerald, LF, Russo, NF, y Keita, GP (1993). Violencia masculina contra la mujer: investigación actual y orientaciones futuras. Psicólogo estadounidense , 48 (10), 1054.
  • Leadbeater, B. J., Blatt, S. J., & Quinlan, D. M. (1995). Gender-linked vulnerabilities to depressive symptoms, stress, and problem behaviors in adolescents. Journal of Research on Adolescence5(1), 1-29.
  • Targosz, S., Bebbington, P., Lewis, G., Brugha, T., Jenkins, R., Farrell, M., & Meltzer, H. (2003). Lone mothers, social exclusion and depression. Psychological medicine33(4), 715-722.
  • Zahn – Waxler, C., Klimes – Dougan, B. y Slattery, MJ (2000). La internalización de los problemas de la niñez y la adolescencia: perspectivas, dificultades y progreso en la comprensión del desarrollo de la ansiedad y la depresión. Desarrollo y psicopatología , 12 (3), 443-466.