Domande sull'ansia

Purtroppo, l'ansia è oggi un denominatore comune. Di fatto, è già diventata parte del nostro linguaggio colloquiale. Quali sono i dubbi più frequenti? Cosa dice la scienza?
Domande sull'ansia

Ultimo aggiornamento: 06 giugno, 2022

Di certo avrete provato ansia molte volte. È naturale durante un colloquio di lavoro, un esame importante o quando si guida per la prima volta. Può anche apparire quando si ha un appuntamento con qualcuno che ci piace molto o quando presentiamo una mostra in pubblico. Nelle righe che seguono presentiamo alcune domande sull’ansia così da conoscere meglio questa realtà.

A seconda della sua intensità e durata, l’ansia può essere adattiva o disadattiva. In altre parole, può diventare nostra alleata o nostra nemica. Vi invitiamo a proseguire la lettura per chiarire altri dubbi.

Domande sull’ansia

1. Cos’è l’ansia?

È un segnale di allerta che ci avverte di un pericolo. Un meccanismo di difesa che appare come una risposta a una situazione che percepiamo come minacciosa, indipendentemente dal fatto che lo sia o meno.

Ne abbiamo bisogno per reagire in fretta e adattarci a eventi che mettono a rischio la nostra integrità fisica o stabilità emotiva. La sua funzione è quella di mobilitare l’organismo, tenerlo vigile e prepararlo a difendersi, attaccando, fuggendo o adattandosi.

Donna con ansia.

2. Come nuoce al corpo e alla mente?

Sebbene l’ansia si manifesti in modi diversi in ogni persona, è sempre spiacevole. I sintomi principali sono i seguenti:

  • Tachicardia.
  • Sudorazione
  • Mal di testa
  • Fiato corto
  • Paura.
  • Preoccupazione.
  • Pensieri catastrofici.
  • Nervosismo.
  • Incertezza.
  • Peso.

3. Come sapere se l’ansia è disadattiva?

Quando si valuta la funzionalità (o disfunzionalità) dell’ansia, è essenziale tenere conto di alcune problematiche significative. Prima di tutto, potremmo chiederci se ci sta aiutando a rispondere in modo appropriato o se, invece, ha un impatto negativo sulle nostre decisioni.

Immaginiamo quanto segue: stiamo camminando per strada e qualcuno all’improvviso si avvicina a noi per rubarci il telefono. Probabilmente proveremo ansia. Ciò può portare il nostro sistema nervoso in uno stato di allerta, che ci permetterebbe di reagire in fretta e scappare, oppure potrebbe paralizzarci.

Mentre nel primo caso l’ansia svolge la sua funzione adattiva, nel secondo caso è disadattiva. Allo stesso modo, se l’intensità delle manifestazioni è sproporzionata rispetto all’intensità dello stimolo ciò indica ansia disadattiva.

4. Che cos’è un attacco d’ansia?

Uno stato di eccessiva preoccupazione che si manifesta per pochi minuti e può portare a un attacco di panico, il massimo livello che l’ansia può raggiungere. L’interpretazione catastrofica, i sintomi fisiologici e l’attivazione del sistema di allerta funzionano come un circolo vizioso che si alimenta costantemente e rende difficile porre fine alla situazione.

La paura della paura (ansia anticipatrice) diventa una questione centrale del problema perché fa sì che il disagio persista e addirittura si intensifichi. È quando si teme di provare paura eccessiva, che i pensieri diventano ossessivi.

Se in passato si è sofferto di crisi d’ansia, è della massima importanza informarsi il prima possibile sugli strumenti e le strategie che la psicologia propone per queste situazioni. È possibile ricorrere a diverse risorse e libri per imparare a padroneggiarle.

5. Domande sull’ansia: può diventare un problema più serio?

Sì. Diventa un problema serio quando impedisce di godersi la vita e di svolgere le attività quotidiane. Se l’ansia interferisce in modo negativo con la vita quotidiana, è un buon momento per chiedere aiuto a un professionista della salute mentale, poiché si potrebbe sviluppare un disturbo d’ansia che richiede un trattamento.

Il DSM 5 presenta l’ansia come sintomo diagnostico per diversi disturbi. Tra questi, i più frequenti sono il disturbo d’ansia generalizzato , il disturbo ossessivo-compulsivo, l’agorafobia, la fobia sociale e gli attacchi di panico.

6. Possiamo superare l’ansia?

Assolutamente sì. L’ansia è un segnale di allarme, un avvertimento. Ci avverte che qualcosa non va in una situazione specifica o nella nostra vita in generale. Ciò significa che si presenta per avvisarci.

Per la cura dei disturbi d’ansia si è dimostrata efficace la terapia cognitivo comportamentale, accompagnata dalla psicoeducazione e da strumenti come la mindfulness. Questi approcci permettono di recuperare gradualmente la sensazione di controllo sul corpo e sullo stato d’animo, mentre si acquisiscono gli strumenti da adottare nei momenti opportuni.

Ragazza preoccupata in terapia psicologica.

7. Domande sull’ansia: bisogna assumere farmaci?

È un’opzione, ma non sempre necessaria. Occasionalmente i medicinali vengono prescritti per gravi disturbi d’ansia, in combinazione con la psicoterapia. Qualsiasi ansiolitico dovrebbe essere assunto sotto la supervisione di uno specialista e l’automedicazione non è suggerita in nessun caso.

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