Donne che corrono coi lupi: 7 frasi

26 gennaio 2018 in Libri 3545 Condivisi
Frasi del libro Donne che corrono coi lupi

Le frasi del libro Donne che corrono coi lupi raccontano i misteri di quell’istinto femminile primordiale che molte donne hanno dimenticato o regalato. Si tratta di un favoloso saggio che invita a reinterpretare l’esperienza della donna tramite i racconti popolari, l’arte e la natura, per entrare in contatto con la “lupa” trasformatrice che la incita a maturare e a essere libera.

Clarissa Pinkola Estés, analista junghiana, dottoressa in psicologia etnoclinica e autrice di vari libri, ha impiegato più di vent’anni a dare forma alla sua creatura più nota. Un saggio vasto, denso, affascinante e nutrito da meravigliosi saperi che unisce la tradizione orale dei racconti con la psicologia che vuole essere di ispirazione, e che al contempo ha un chiaro scopo pedagogico e di crescita personale.   

Non c’è da stupirsi, dunque, se molte delle frasi del libro Donne che corrono coi lupi siano un’autentica bibbia per tutte quelle persone interessate a conoscersi, a lavorare sulla propria identità, sul proprio valore, a sanare molte ferite emotive che a volte si ereditano dai propri antenati o dall’educazione patriarcale.   

Questo lavoro è un’autentica mappa per trovare tutte le “trappole” più o meno conosciute; le stesse che ci impediscono di trovare il cammino di rientro verso casa, di ritorno alla nostra essenza, ai nostri istinti, verso quella donna selvaggia connessa alla percezione, al suo spirito ludico e alla sua meravigliosa capacità di affetto.

Donna e lupo

Frasi del libro Donne che corrono coi lupi  

Le frasi del libro Donne che corrono coi lupi ci ricordano diversi concetti. Il primo è che, nonostante la  nostra apparente sofisticazione, siamo sempre natura, creature selvagge che in qualche modo bramano di recuperare questa libertà ancestrale per sentirsi vitali, per trovare il proprio posto nel mondo.

Il secondo aspetto è che, come ci spiega Clarissa Pinkola Estés, dentro ogni donna vive una forza potete, un turbinio di istinti positivi, creatività, passione e conoscenza atemporale che talvolta la società stessa ci fa dimenticare nell’intento di “addomesticarci”. Si tratta senz’altro di una profonda riflessione di cui tener conto e contenuta in forma reiterata in molte frasi del libro Donne che corrono coi lupi.

Vediamo a seguire sette esempi, sette frammenti profondi e rivitalizzanti che ci inviteranno a molte altre riflessioni.

1. Essere se stessi

“Essere noi stesse ci allontana da molti altri. Tuttavia, compiere quello che gli altri vogliono ci allontana da noi stesse”.
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Questa frase è un innegabile inizio di crescita personale e di autorealizzazione. Il coraggio di essere se stesse in qualsiasi scenario, in qualsiasi contesto e senza badare davanti a chi ci troviamo, ci permetterà di salvaguardare la nostra identità. In questo modo, torneremo ancora una volta alla nostra essenza, a quella donna selvaggia che fugge dall’addomesticamento, dalle trappole, dalle recinzioni che tentano di bandirne la libertà.

2. Essere forti

“Essere forte non significa allenare i muscoli o fare le flessioni. Significa trovare la propria luce senza fuggire, vivendo attivamente e in modo personale con la natura selvaggia. Significa essere capaci di imparare, essere capaci di sostenere quello che si sa. Significa sostenersi e vivere.”
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È una delle frasi più belle del libro Donne che corrono coi lupi. Facciamo un esempio, al giorno d’oggi la donna continua a essere definita come il “sesso debole”. Debolezza e fragilità sono gli aggettivi che accompagnano sempre la figura femminile. La nostra cultura, ancora terribilmente immatura, non comprende l’autentico significato della forza.

Forte non è chi può sollevare il peso maggiore, chi porta più chili sulla schiena o chi resiste di più in una corsa. Forte è chi affronta, chi non fugge, chi mostra senza paura la propria identità, che non si arrende, chi vive con allegria e coraggio.

Donna e lupo ululano

3. Allontanarci ci permette di ritrovarci

“Anche se l’esilio non è una cosa che si desidera per divertimento, racchiude una garanzia inattesa: sono molti i regali dell’esilio. Fa emergere la debolezza a suon di duri colpi, fa sparire i lamenti, abilita l’acuta percezione interiore, accresce l’intuito, concede il potere dell’osservazione penetrante…”
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L’esilio, inteso anche come l’atto di lasciarsi dietro quanto conosciuto per affrontare la propria solitudine, l’incertezza e persino l’ignoto, ci concede anche nuove capacità, abilità come l’introspezione, la sicurezza personale, l’osservazione, la ricettività, etc.

4. Gli effetti del non amarsi

“La nostra fame segreta di essere amati non è bella. Il nostro disuso o cattivo uso dell’amore non è bello. La nostra mancanza di lealtà e devozione è poco amorosa, il nostro stato di separazione dall’anima è brutto, sono verruche psicologiche, insufficienze e fantasie infantili.”
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In molte delle frasi del libro Donne che corrono coi lupi si cerca di paragonare il comportamento femminile con quello dei lupi. Da ciò emerge un dato evidente: la donna attuale si è separata dalla sua versione selvaggia, quella essenza istintiva nella quale il lupo sa bene chi è, si riconosce e si sa forte, libero e coraggioso.

Non amarci ha gli stessi effetti devastanti. Vivere in questo mondo esterno nel quale provare ad adattarci a un modello di donna sempre artificiale, omogenea e subordinata agli altri ci avvicina all’infelicità. Dobbiamo, dunque, osservare la natura come fecero le nostre antenate per scoprire il nostro valore, la nostra importanza e l’energia che ci nutre e ci rende forti.  

5. L’autentico amore

“L’amore nella sua forma più piena è una serie di morti e rinascite. Lasciamo una fase, un aspetto dell’amore, ed entriamo in un’altra fase. La passione muore ed è restituita.”
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L’amore è l’unica forza che non si estingue o si spegne per sempre. È un’entità trasformatrice che si estende, che ci permette di maturare, che muore e rinasce, che a volte ci toglie la vita e poi ce la restituisce. Lo vediamo ogni giorno, nelle nostre relazioni di coppia, dove la passione cede il posto all’intimità e all’impegno più maturo, dove talvolta, dopo una rottura, sorge un amore rinnovato e più intenso.

6. Toccare il fondo

“La terra migliore in cui seminare e far crescere qualcosa di nuovo si trova di nuovo nel fondo. In questo senso, toccare il fondo, anche se è estremamente doloroso, è anche il terreno di coltura.”
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Le persone hanno un timore atroce di toccare il fondo. Ci può essere una cosa peggiore? È arrivare al limite delle nostre forze, perdere tutto, persino la speranza. Tuttavia, cos’altro possiamo perdere se abbiamo già perso tutto? In quel momento, sorge qualcosa di nuovo, di magico. Ci priviamo della nostra pelle, dei nostri artifici e pesi morti per ascendere, per crescere molto più forti.

Questa è senz’altro una delle frasi più belle del libro Donne che corrono coi lupi.

Bambina contro lupo

7. L’autentica crescita

“Se viviamo come respiriamo, prendendo e lasciando, non potremo sbagliarci.”
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Questa frase simboleggia il ciclo della vita: prende, imparare, lasciar andare, accettare, avanzare… Dovremmo accettare questo cammino, semplice e in armonia con lo scorrere della natura che tutti dovremmo integrare nella nostra vita quotidiana.

Per concludere, queste frasi del libro Donne che corrono coi lupi sono una piccolissima dimostrazione del denso lascito di conoscenze, riflessioni, racconti e saperi ancestrali che fa sempre piacere riprendere, che ci insegna sempre qualcosa di nuovo e valido con cui crescere, ritrovare il nostro Io selvaggio.

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