È necessario perdonare?

· 7 luglio 2015

Quella persona che vi ha ferito così profondamente merita di essere perdonata? Senza dubbio, vi sarete posti questa domanda più di una volta. Probabilmente, se si tratta di una persona appartenente al vostro giro di persone più intime, avrete riflettuto ancora di più sul suo perdono.

C’è un’altra domanda fondamentale a questo proposito: perdonare significa riconciliarsi con questa persona? È possibile che abbiate deciso di perdonarla per non provare rancore, un veleno che vi fa tutto fuorché bene, ma ciò non significa che dobbiate tornare amici come prima, rimanere sposati, farvi visita l’uno a casa dell’altro, ecc.

Quando veniamo traditi in qualche modo, è difficile che la relazione continui come se non fosse successo nulla. Proviamo ad immaginare la nostra fiducia come un bicchiere di vetro che cade sul pavimento e finisce in mille pezzi: potrà mai tornare come prima se incolliamo i frammenti? Ovviamente no.

Ricordatevi che, quando perdonate qualcuno per i suoi errori, state, allo stesso tempo, perdonando voi stessi. Ciò significa che, perdonando, vi liberate dal dolore, dalle emozioni tossiche e dai sentimenti negativi che infestano la vostra interiorità. Si tratta di un passo importante.

Ma non è sufficiente dire “ti perdono” se in realtà non lo si sente: quando si pronunciano queste due parole così significative e colme di valore, bisogna essere consapevoli e sinceri.

Il perdono può essere l’inizio di una riconciliazione oppure può non esserlo, non si tratta di un passo obbligatorio: è possibile perdonare e che poi ognuno vada per la sua strada; in questo caso il percorso si biforca, perché, oltre ad aver deciso di perdonare, si è deciso anche di abbandonare la relazione.

Il perdono non nasce dall’oggi al domani, è un processo che va compiuto con il tempo. Può capitare di pensare di aver perdonato qualcuno per ciò che questi ha commesso e poi provare tristezza, rabbia e nervosismo ogni volta che si ricordano i fatti che hanno generato il litigio: ciò significa che non si ha perdonato al 100%.

Come sostiene Miguel Ruiz nel suo libro “I quattro accordi”, il perdono è l’unico modo per chiudere una ferita: vi renderete conto di aver perdonato qualcuno quando lo vedrete o lo ricorderete senza provare nessuna emozione negativa.

Si può paragonare il perdono alla cicatrizzazione di una ferita che ci siamo fatti su una mano mentre tagliavamo una mela: quando la ferita è ancora aperta, ci farà male non appena la tocchiamo o la sfioriamo semplicemente con i vestiti o qualche altro oggetto. Una volta che la pelle si sarà rigenerata, rimarrà una cicatrice o una parte di pelle più chiara: passandoci un dito sopra non ci provocherà dolore. In pratica, capiremo di aver davvero perdonato qualcuno quando non ci farà più male il ricordo della situazione che ci aveva feriti ed offesi.

Prendete nota di questa bella frase sulle conseguenze del non saper perdonare: “Non perdonare è come prendere in mano un tizzone ardente con l’intenzione di tirarlo addosso a un’altra persona: sarete voi a scottarvi per primi”.

Un altro importante motivo per perdonare è ricordarsi che il perdono è una forma per curare sé stessi e per evitare di soffrire più di quanto non si abbia già fatto.

Come, quando e perché perdonare? Questo varia da persona a persona, dipende dall’esperienza individuale. Non esiste una regola o una formula magica che dica, per esempio, “se il tuo partner ti ha tradito, devi aspettare due settimane per perdonare”.

Voi stessi vi renderete conto del fatto che avete perdonato oppure del fatto che avete bisogno di ulteriore tempo e riflessione per farlo. In certi casi, il tempo, da solo, si farà carico di curare le ferite; su questo non c’è dubbio: spesso, il trascorrere degli anni è il miglior ingrediente per cicatrizzare le ferite al cuore.

Perdonare o meno è una decisione personale che avrà delle ripercussioni su tutta la vita: sia sul presente che sul futuro. È ovvio che certi tradimenti sono più difficili da perdonare di altri, ma è anche vero che l’uomo non è un essere perfetto e che tutti possono sbagliarsi. Questo non vuol dire giustificare la persona che ci ha traditi, ma essere meno rigidi e duri con lei, la quale, sicuramente, si sentirà in colpa per quanto ha fatto.

Ricordatevi, dunque, che il perdono non è un atto che beneficia solo l’altro, ma anche voi, gli autori del perdono, perché, in questo modo, vi libererete da un peso molto gravoso e pericoloso per il vostro cuore.

Praticate il perdono più spesso e vi sentirete molto più leggeri!