Filtri dei social e conseguenze psicologiche

I filtri si sono fatti strada sui social media. Quello che è iniziato come un'opzione innocente ha finito per diventare un trucco virtuale. Trucco senza il quale molte persone non riescono a sentirsi bene con se stesse.
Filtri dei social e conseguenze psicologiche

Ultimo aggiornamento: 13 ottobre, 2021

Hanno agito in silenzio per anni, si sono installati nel nostro telefono, aggrovigliati nella nostra testa. I filtri dei social si sono insidiati nella nostra vita al punto tale da aver preso il sopravvento.

Iniziato come qualcosa di divertente, ci si faceva un selfie e si poteva vedere come si stava con le orecchie da cane o i baffi da gatto. Oltre a farci ridere, è stato bello vedere le foto piene di cuori o una coroncina di fiori sulla testa.

A poco a poco, i filtri dei social media sono diventati un make-up virtuale. Capaci di nascondere rughe, lentiggini, occhiaie o brufoli.

Possono anche cambiare i connotato del nostro viso, facendo sembrare gli occhi più grandi, il mento più sottile o gli zigomi più pomposi e colorati.

Filtri dei social.

Aggrovigliato nella nostra autostima

Per molte persone, la funzione decorativa e divertente dei filtri è passata in secondo piano. Il trucco virtuale è diventato un bisogno e c’è chi prova un intenso disagio se una foto di sé è priva di filtri o semplicemente si vede riflesso nello specchio.

Il ritocco virtuale aumenta la finzione e la bellezza ideale che i social network alimentano. La differenza tra l’immagine riflessa nello specchio e quella vista attraverso la macchina fotografica crea insicurezze, disagio e sofferenza emotiva.

Nei casi più gravi può comparire il cosiddetto dismorfismo corporeo, un disturbo mentale in cui la persona si preoccupa e soffre a causa di imperfezioni fisiche che percepisce nel proprio corpo e che gli altri reputano minime o persino inesistenti.

I filtri dei social hanno superato le frontiere

I filtri non solo hanno intaccato l’autostima di alcune persone e scatenato disturbi psicologici, ma hanno anche superato un’altra frontiera, quella della chirurgia estetica. Alcune persone si sottopongono alla medicina estetica per assomigliare di più ai loro selfie.

Sempre più giovani decidono di fare il grande passo e sottoporsi a un ritocco pensando che questo li farà sentire più sicuri di sé e capaci di tutto quello che ora non fanno perché si sentono insicuri.

Pensano che modificare il loro aspetto sarà la soluzione magica per le loro insicurezze e i problemi che ne derivano. Tuttavia, la vera fiducia in se stessi e l’autostima non si misurano in centimetri o chili né nel numero di rughe o macchie della pelle.

Pensare che cambiare il proprio aspetto fisico vi aiuterà a essere più sicuri è solo un’altra forma di evitamento.

Ragazza che fa un selfie.

“Non posso più vivere senza di te”

Pensare di non essere abbastanza in gamba perché non si raggiunge uno standard sociale di bellezza è psicologicamente molto pericoloso. Dovrebbero scattare tutti i campanelli d’allarme se una persona sente che ha bisogno di un filtro, di un trucco o di un cambiamento fisico per essere felice.

Nel momento in cui la persona comincia a cantare la canzone “non posso vivere senza di te” ai filtri delle reti sociali bisogna intervenire e chiedere un aiuto psicologico.

Andare in terapia non cambierà l’aspetto fisico, ma il modo in cui la persona si relaziona con se stessa e il suo aspetto fisico. Un professionista della salute mentale può aiutare a capire cosa sta succedendo e come raggiungere un rapporto sano con se stessi.

Contrastare gli effetti negativi dei filtri dei social

Oltre ai cambiamenti personali, si richiede una revisione sociale dell’uso dei social network. Gli utenti devono essere consapevoli che l’uso costante dei filtri può danneggiare non solo la propria autostima, ma anche quella degli altri.

Gli influencer e le figure pubbliche sono modelli a cui gli altri si ispirano. Pubblicare foto non ritoccate può aiutare a normalizzare la figura idealizzata che molte persone si formano intorno a loro.

I governi e le leggi non dovrebbero essere ignari di questo fenomeno. Nella promozione della salute mentale abbiamo tutti una responsabilità.

La revisione della legislazione e delle pratiche pubblicitarie relative ai filtri di bellezza, così come il rafforzamento dell’assistenza alla salute mentale sono esempi di come si possa migliorare il benessere sociale e politico della popolazione.

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  • Challco Huaytalla, K. P., Rodríguez Vega, S., & Jaimes Soncco, J. (2016). Riesgo de adicción a redes sociales, autoestima y autocontrol en estudiantes de secundaria. Revista Científica De Ciencias De La Salud9(1), 9-15. https://doi.org/10.17162/rccs.v9i1.542