Freud e altri atei che hanno cambiato il mondo

· 2 ottobre 2016

La relazione tra l’uomo e Dio o l’assenza totale della stessa è sempre stato un tema su cui si sono costruiti i più bei racconti e le più aspre polemiche sin dall’antichità. Di solito, se si chiede loro un’opinione riguardo a Dio, le persone si definiscono atee, agnostiche o credenti.

L’idea di Dio è accolta nella maggior parte delle religioni monoteiste del mondo, appartiene a milioni di persone ed è il centro dell’organizzazione di moltissime società. Talvolta, però, lo scetticismo nei confronti della religione è talmente forte che non solo si nega l’idea di divinità, ma anche delle prospettive di tipo intuitivo o energetico come la Legge del Karma o la Legge di Attrazione.

Essere atei non vuol dire essere persone migliori o peggiori

Forse abbiamo tutti più o meno ricevuto un’educazione religiosa, ma ci sono persone che credono ed altre che non lo fanno. Quel che è certo è che credere o meno non ci rende persone migliori o peggiori, sono ben altre le variabili che determinano la nostra storia e le nostre relazioni.

Ciononostante, un recente esperimento condotto da Jean Decety, uno psicologo e neuroscienziato dell’Università di Chicago, su bambini tra i 5 e i 12 anni di età di sei paesi culturalmente molto diversi (Canada, Stati Uniti, Giordania, Turchia, Sudafrica e Cina), ha riscontrato che gli scolari che non ricevono valori religiosi in famiglia erano più generosi nel condividere oggetti con altri bambini che non conoscevano. Si tratta di un fatto curioso.

“Il mio ateismo si accende quando la credenza privata si trasforma in una questione pubblica e quando, in nome di una patologia mentale personale, il mondo viene organizzato anche per il prossimo. Perché tra l’angoscia personale e la gestione dei corpi e delle anime altrui c’è un mondo intero in cui agiscono senza dare nell’occhio i profittatori della miseria spirituale e mentale”.

(Michel Onfray)

Senza arrivare a chiederci se sia conveniente credere o meno, dato che non esiste una risposta chiara a tale domanda, rimane comunque interessante sapere che, nel corso della storia, ci sono numerosi personaggi che si sono definiti atei e l’hanno fatto con fermezza e convinzione, anche a costo di subire ritorsioni. Hanno semplicemente espresso le loro credenze con libertà; il loro modo di concepire le relazioni umane e sociali parte da un punto di vista radicalmente diverso.

Vediamo assieme alcuni dei personaggi atei più famosi e discussi:

Ayn Rand

Spesso si lega il pensiero marxista all’idea di antagonismo tra società e religione proposta. La creatrice dell’oggettivismo sostiene che, per ogni persona che aspiri ad essere importante, assumere idee come la religione o il comunismo sia nefasto.

“Se mi chiedete di riassumere la mia posizione riguardo alla questione di Dio è la seguente: per quanto ne so, la definizione di Dio è tutto ciò che la mente umana non può comprendere. Dato che sono razionalista, che la mia mente è letteraria e che ritengo che credere in quel che si dice sia un obbligo morale, prendo alla lettera le parole di coloro che hanno formulato quella definizione, sono d’accordo con loro e obbedisco loro: non comprendo”.

(Ayn Rand)

Ayn Rand

Ayn Rand espone una filosofia neoliberale agnostica accettata in alcuni circoli intellettuali e artistici, i quali sentivano la mancanza di una spiegazione profonda di quest’ideologia individualista. Anche se, nel corso della vita, si è contraddetta in temi di tipo sociale e politico, ha sempre sostenuto l’ateismo fino alla morte.

Albert Einstein

Se c’è una persona la cui idea riguardo a Dio è motivo di dibattito è proprio il celeberrimo scienziato autore della Teoria della Relatività. Einstein era un ateo convinto, anche se pubblicamente si dichiarava agnostico, nel tentativo di crearsi delle inimicizie in ambito accademico.

Non era affatto interessato alla religione e per lui il concetto di Dio non era centrale nelle sue teorie né nella sua vita. Un giorno, in una delle sue dichiarazioni, rispose all’enorme interesse delle persone che volevano conoscere la sua opinione riguardo a questo tema.

Einstein spiegò che, per lui, se Dio fosse esistito, sarebbe stato molto simile a quello descritto da Spinoza: un Dio estensivo e privo di natura dualista che differisce totalmente dall’idea convenzionale e accettata dalla maggior parte delle persone di religione monoteista.

Ipazia d’Alessandria

Ipazia fu probabilmente la filosofa più importante dell’antichità insieme ad Aspasia e Ipparchia. La sua figura è rimasta legata all’ostracismo a causa del tentativo di insabbiare la sua enorme influenza nella storia delle diverse scienze che stavano ancora sviluppandosi. Questa diffamazione era dovuta alla sua condizione di donna e agnostica.

Ipazia d’Alessandria

Non era impegnata negli avvenimenti religiosi che si erano svolti nella sua città, che hanno poi portato al suo tremendo assassinato da parte di una gerarchia religiosa. Una gerarchia che vedeva le sue conoscenze in ambito matematico, filosofico e astronomico come un nemico da temere. Purtroppo, la sua morte fu il preludio del controllo religioso del Medioevo.

Karl Marx

Karl Marx fu un intellettuale tedesco di origine ebraica che, insieme a Friedrich Engels, fondò il socialismo scientifico, il comunismo moderno, il marxismo e il materialismo storico. La sua opera è impossibile da riassumere, ma quel che è certo è che rifiutava categoricamente l’idea di Dio, di religione e dell’esistenza di classi sociali.

“Così come nella religione l’uomo è dominato dal prodotto della sua testa, nella produzione capitalista è dominato dal prodotto della sua mano”.

(Karl Marx)

Karl Marx

Anche se, in un principio, queste idee non sembrano legate tra loro, quando vengono sviluppate meglio sono perfettamente logiche e coerenti. Una società, per essere libera, deve cercare di essere quanto più ugualitaria e giusta possibile, cosa che si ottiene mediante l’azione e la ragione sociale. Se abbandoniamo tale ragione e ci consegniamo a ideali come Dio o i soldi per risolvere i problemi, la società e la sua organizzazione andranno alla deriva.

Sigmund Freud

Nel mondo della psicologia, la figura di Sigmund Freud è ugualmente venerata e odiata. Altre persone assumono un atteggiamento più equilibrato riguardo a questo polemico neurologo e riconoscono il progresso che rappresentava nella sua epoca, ma ritengono il suo peso nella psichiatria odierna totalmente infondato, dato che solo una minima parte delle sue teorie ha basi scientifiche.

“Sarebbe bello se Dio esistesse, se avesse creato il mondo e se fosse una benevola Provvidenza, se esistesse un ordine morale nell’universo e se ci fosse una vita futura. Ma è sorprendente che tutto questo sia esattamente ciò che ci sentiamo obbligati a desiderare che esista”.

(Sigmund Freud)

Potremmo definire Freud come un appassionato di studi sull’essere umano, qualcuno alla continua ricerca del perché del complicato comportamento adulto, una persona accanita nel tentativo di dare una spiegazione bella e globale del nostro lato più intimo e soggettivo.

Per Freud, l’idea di Dio non era assolutamente utile per spiegare le complesse relazioni umane, anzi: essa implicava un regresso nella maturità e nell’impegno degli uomini. Rappresentava un fallimento personale nel dare risposte davvero soddisfacenti ed utili agli enigmi della storia umana.