Fruit snack challenge: la sfida dell'autocontrollo per i bambini

23 agosto, 2020
Vi basterà una ciotola piena di caramelle e uno smartphone per scoprire la capacità di autocontrollo del vostro bambino. Avete già sentito parlare di fruit snack challenge?

La fruit snack challenge si sta rapidamente diffondendo sui nostri social network. Chiamata anche la sfida della pazienza, serve a mettere alla prova una capacità fondamentale dello sviluppo: l’autocontrollo nei bambini.

Cos’è la fruit snack challenge

La sfida consiste nel riempire una ciotola con un alimento amato dal vostro bambino, generalmente delle caramelle (per l’appunto, fruit snacks). Il contenitore viene messo alla portata e alla vista del bambino, spiegandogli però che non potrà mangiarne fino a quando il padre o la madre siano tornati. Con una camera si registra la reazione del bambino quando il genitore è andato via.

I bambini reagiscono alla fruit snack challenge in modo vario e inaspettato. Alcuni sono in grado di mostrare un ottimo autocontrollo e ricorrono a tecniche di distrazione, cantando o dandosi indicazioni ad alta voce per non mangiare gli snack.

Altri ne mordono un pezzetto e lo abbandonano subito, pentiti, mentre altri si lasciano sopraffare dalla tentazione e li divorano prima dello scadere del tempo. Scopriamo di più sull’ormai nota fruit snack challenge!

Ciotola contenente caramelle usate per la fruit snack challenge.

Premessa: esperimento del marshmallow

In realtà, la nuova challenge ha un antefatto che risale agli anni ’70 ed era conosciuto come esperimento del marshmallow. L’esperimento, realizzato presso l’Università di Stanford da parte del ricercatore Mischel e i suoi collaboratori, era volto ad approfondire il fenomeno della gratificazione differita e dell’autocontrollo nei bambini.

L’esperimento del marshmallow è simile alla fruit snack challenge, ma con un’ulteriore premessa: al bambino che fosse riuscito a resistere alla tentazione, sarebbe spettato il doppio delle caramelle iniziali. I bambini che superarono l’esperimento usavano tecniche di distrazione e autoistruzioni.

Ma la vera sorpresa arrivò successivamente, analizzando le caratteristiche dei bambini una volta adolescenti e in età adulta.

I bambini che avevano superato l’esperimento dimostrarono maggiori competenze a livello sociale oltre ad una maggior autostima. Al contrario, i bambini che non erano riusciti a resistere mostrarono da grandi un’impulsività e un’aggressività più alta, così come un maggior rischio di sviluppare problemi di condotta.

L’autocontrollo nei bambini è un elemento che protegge la salute mentale.

Autocontrollo nei bambini

L’autocontrollo nei bambini è la capacità opposta all’impulsività infantile. Implica l’abilità di regolare le proprie emozioni e i propri impulsi. L’autocontrollo nei bambini è un’attitudine piuttosto complessa. Deve essere allenata ed è particolarmente difficile da gestire prima dei 4 o 5 anni.

Questa capacità influisce su tutti gli ambiti importanti nella vita del bambino, per questo è collegata allo sviluppo di eventuali difficoltà nelle successive fasi della vita.

Un buon autocontrollo nel bambino, per esempio, si evidenzia nel contesto sociale con la capacità di rispettare il proprio turno di parola, nel controllare i capricci, condividere e rispettare le cose di tutti, ecc. Al tempo stesso, un basso autocontrollo comporta lo scarso regolamento delle emozioni e il rischio di essere sopraffatti dalle emozioni quotidiane.

L’autocontrollo è inoltre strettamente legato ad alcuni disturbi infantili come il disturbo da deficit di attenzione (DDAI/ADHD). Una delle caratteristiche principali del disturbo è la spiccata impulsività, che compromette la vita di tutti i giorni e persino la salute fisica, a causa di frequenti cadute e incidenti.

Bambino fa una capriola a testa in giù in un prato.

Fruit snack challenge e autocontrollo nei bambini

La fruit snack challenge sta spopolando sui social network perché mette in luce, in maniera divertente, la lotta interiore che (alcuni) bambini intraprendono per mostrare autocontrollo. Esistono però anche altri segnali che possono aiutarci a capire se un bambino ha un buon autocontrollo:

  • A scuola, il bambino è paziente: aspetta di sentire il suo nome per parlare, alza la mano prima di intervenire, rispetta il turno di parola stabilito e non interrompe senza motivo la maestra.
  • Nel contesto sociale, stabilisce giochi e dialoghi in cui non è sempre al centro dell’attenzione, e non si cimenta mai in monologhi. Si mostra sempre più aperto alla possibilità di condividere.
  • In ambito familiare, ad un maggior autocontrollo corrisponde una maggior capacità di calmarsi durante i capricci. Il bambini riescono ad accettare con più facilità le frustrazioni della vita quotidiana.

Le dimostrazioni di autocontrollo descritte sono un ottimo punto di partenza per comprendere le abilità del bambino. Ricordiamo che ogni bambino sviluppa queste capacità in tempi e modalità diversi. Non tutti acquisiscono le stesse abilità o mostrano difficoltà in futuro: l’apprendimento è un procedimento circolare.

Come abbiamo visto, la fruit snack challenge può essere un’occasione per divertirsi con i bambini indagando sulla loro capacità di gestirsi e controllarsi, vedendo come pian piano acquisiscono la capacità.

Il miglior modo per insegnare l’autocontrollo ai bambini è, naturalmente, essere un buon esempio di autocontrollo. Ricordate che quando si parla di educazione, i genitori sono come uno specchio.