Genitori che picchiano i figli

· 5 maggio 2015

Sebbene per fortuna ne esistano sempre meno, ci sono ancora genitori che infliggono punizioni fisiche ai figli affinché obbediscano. Questo ha portato alla morte di bambini per mano dei genitori che presi dalla rabbia scaricano la loro forza fisica sulla persona o sulle persone che avrebbero la responsabilità di proteggere: i figli.

È deplorevole che ci siano ancora persone che consigliano:

Quel bambino ha solo bisogno di una bella sculacciata!

In diversi paesi sono state create legislazioni per proteggere bambini e adolescenti. Malgrado la protezione in questo ambito, il maltrattamento infantile è difficile da sradicare. Il silenzio agisce da complice poiché in molti luoghi si pensa che il metodo per educare i figli spetti solo ai genitori stessi, qualunque sia questo metodo. Da un lato, alcune persone credono erroneamente che il maltrattamento consista esclusivamente nella punizione fisica, invece si parla di maltrattamento quando sussiste una negligenza al momento di soddisfare le necessità dei figli: alimentazione, risposo, svago, affetto, sicurezza, sostegno psicologico o attenzioni nei periodi di malattia.

Si parla di maltrattamento anche quando c’è un rifiuto affettivo espresso attraverso grida, insulti, minacce e umiliazioni. Non permettere l’avvicinamento o i rapporti di amicizia con altri bambini significa isolarli a livello sociale. Ciò impedisce il libero sviluppo delle loro abilità sociali.

Alcuni genitori sono infastiditi dall’idea di dover preparare i pasti, lavare i vestiti e pulire la casa per i propri figli. In questi casi è tipico imbattersi in genitori alcolizzati o tossicodipendenti.

Come detto in precedenza, spesso il maltrattamento non è evidente. Molte volte è così sottile che ad esempio si può manifestare nei paragoni tra fratelli o con altri bambini. Spesso questi paragoni impediscono lo svilupparsi del senso di appartenenza al nucleo familiare, diminuisce la sicurezza in se stessi e porta a una chiusura in se stessi, oppure aumenta la voglia di evadere dalla realtà.

Gli insegnanti possono rivestire un ruolo importante nell’osservare e identificare i cambiamenti nella condotta degli alunni. Questo è dovuto al fatto che in molte occasioni un comportamento violento o aggressivo nei bambini è il prodotto del maltrattamento che subiscono da parte di un adulto. Tra i comportamenti che permettono di identificare un possibile maltrattamento infantile troviamo:

  • stizza espressa attraverso danni agli oggetti e atteggiamento aggressivo verso i compagni;
  • paura di uno dei due genitori;
  • paura dell’acqua e di uscire in cortile. Qualsiasi comportamento anormale che persista nel tempo è motivo di allarme;
  • insonnia, comparsa di atteggiamenti infantili ormai superati come fare la pipì a letto, incubi, perdita dell’appetito, isolamento, giocare da solo o in modo aggressivo;
  • sul corpo compaiono segni o lividi per cause “sconosciute”. Cicatrici sui lobi delle orecchie.

È terribile sentir uscire queste parole dalla bocca di una madre:

Mi dà solo problemi!
Che cosa ho fatto per meritarmi questo!
Neanche se ti regalassi ti prenderebbero!

È molto difficile nascondere il maltrattamento infantile perché di solito i bambini sono libri aperti

È probabile che, sebbene non rimangano segni sul corpo dei bambini, rimangano delle tracce psicologiche del maltrattamento subito. Un bambino che cresce in una condizione di maltrattamento probabilmente svilupperà una bassa autostima, vivrà nel timore, avrà una percezione del mondo come di un luogo ostile, gli sarà più difficile fidarsi delle persone e non è raro che ripeta il maltrattamento sui propri figli.

Ogni bambino e adolescente ha il diritto a una vita priva di violenza e a crescere in un ambiente sicuro. Sebbene i bambini abbiano bisogno dell’imposizione di limiti nel loro comportamento per vivere nella società, il maltrattamento per imporglieli non è giustificabile. I segni nascosti forse si faranno vedere più in avanti.

Perché ci sono genitori che maltrattano le persone che dovrebbero proteggere?

Molti dei bambini maltrattati ieri sono i maltrattatori di oggi. Tuttavia, altri sono riusciti a superare il loro traumatico dolore e a canalizzare l’energia per proteggere i bambini maltrattati. Bisogna considerare che la maggior parte dei genitori che maltratta o picchia i figli non vuole farlo, spesso sono quelli che descrivono il dolore che provano dopo averlo fatto. Molte volte i genitori, quando aggrediscono, stanno aggredendo anche loro stessi e se lo fanno è perché non conoscono un altro modo per farlo né credono esista.

Di solito chi maltratta usa la violenza per imporre rispetto data la sua scarsa capacità di stabilire dei limiti ai comportamenti dei bambini. Questi adulti dimenticano che si stanno relazionando con dei bambini. Si aspettano che questi pensino e agiscano come adulti di 20 o 30 anni. Una esigenza eccessiva fa sì che spesso i bambini non riescano a soddisfare le aspettative dei genitori, aspettative che sfociano in delusione e frustrazione che viene canalizzata in maniera errata attraverso il maltrattamento dei bambini.

Dall’altro lato alcuni genitori alcolizzati, tossicodipendenti o ludopati vedono i propri figli come un peso e un ostacolo per la loro dipendenza. In questi casi il maltrattamento solitamente avviene come forma di distrazione dalle necessità, dato che i genitori investono nelle proprie dipendenze le risorse che dovrebbero essere indirizzate ai bisogni dei bambini.

Infine, bisogna riflettere ed essere consapevoli che, sebbene l’educazione dei genitori debba rivestire il ruolo preponderante, la società ha la responsabilità di sorvegliare che questa venga impartita SEMPRE secondo i diritti dei bambini.