Il mio più grande successo: aver raggiunto l’autonomia emotiva

· 27 gennaio 2017

Uno dei più grandi successi a livello personale per un uomo è il raggiungimento della totale autonomia emotiva. Si tratta del momento in cui otteniamo la piena consapevolezza di noi stessi, senza più dipendenze tossiche, senza più bisogno di essere accettati da qualcuno per poter lottare con dignità e sicurezza per quello che vogliamo e meritiamo.

Non è facile. L’autonomia emotiva è un obiettivo nel proprio percorso di crescita che non tutti sono in grado di raggiungere in modo autentico. Questa autonomia, definita come la capacità di prendere decisioni in accordo con la propria volontà, è circondata da mura spesse, filo spinato ed un agguerrito esercito di guardie. Le pressioni esterne e i nostri sabotatori interni cercano in tutti i modi di farci mancare l’obiettivo.

Se non sei capace di amarmi come mi merito, vattene! Ci sarà qualcuno capace di capire quanto valgo.

-Walter Riso-

Questo costrutto psicologico guida, in realtà, molte dinamiche quotidiane che possono esserci più o meno familiari. Ogni genitore, per esempio, cerca di propiziare nei propri figli una corretta autonomia emotiva. Un saper fare che li possa rendere molto più competenti quando arriverà il momento di pensare, sentire e decidere obiettivi sapendosene assumere le conseguenze.

Sono stati scritti molti libri sulla dipendenza emotiva e sulle relazioni in cui uno dei due membri della coppia esercita potere, mentre l’altro sottostà per paura, per amore cieco o perfino per la pressione dovuta ad una determinata cultura. L’altra faccia della medaglia è un aspetto del quale non si parla molto e che, anzi, è spesso assente nei manuali di auto-aiuto: l’autonomia emotiva.

Vi invitiamo a riflettere su questo aspetto fondamentale.

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Le sibilline reti del controllo e del dominio

È bene riflettere sul fatto che sono proprio le persone incapaci di controllare se stesse ad avere bisogno di esercitare un controllo sugli altri. Stiamo parlando di quegli individui privi di una vera e propria maturità emotiva e che, a loro volta, sentono la necessità di controllare chi amano per rafforzare la propria autostima e porsi in una posizione di potere.

Come detto all’inizio, è molto difficile uscire da queste dinamiche, soprattutto perché vi è quasi sempre un’ancora che ci tiene fermi, impedendoci di superare la tendenza a dipendere da alcune figure di potere: padri, madri, partnerLe reti del controllo e del dominio sono le più delicate ed al contempo le più resistenti, poiché si alimentano dell’amore più tormentato che esiste: ci riferiamo a quell’amore che ci toglie l’ossigeno, la vita e la luce.

La vita non sempre ci permette di godere di una totale e assoluta autonomia personale, eppure, quello su cui sempre avremo potere è la capacità di parola. È in essa che l’autonomia emotiva acquisisce la sua rilevanza maggiore. Nel momento in cui svilupperemo un’adeguata chiarezza mentale per recuperare la voce e la dignità, saremo in grado di dire ciò che vogliamo e quando lo vogliamo, cosa non vogliamo e chi non vogliamo nella nostra vita.

Solo allora maturiamo una personale e indiscutibile posizione di potere nei nostri confronti.

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Come ottenere la nostra autonomia emotiva

Elevarci ad abili strateghi dell’autonomia emotiva implica prima di tutto dominare quella che viene definita autoefficacia. Costruire un’identità forte che sorregga la nostra integrità, che sappia prendere decisioni responsabilizzandosi delle conseguenze e che, a sua volta, ci porti ad un atteggiamento positivo nei confronti della vita, implica intraprendere un viaggio molto particolare. Un viaggio nel nostro interiore per essere consapevoli di diversi aspetti.

“Chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia”

-Carl Gustav Jung-

Vi invitiamo a cominciare questo viaggio attraverso le seguenti tappe.

Le basi dell’autoefficacia

Se qualcuno sceglie per voi, non vi potete sentire efficaci. Se risolvono i vostri problemi, se aspettate che qualcuno approvi le vostre idee, che vi dia il permesso o che vi indichi dove dovete andare e dove non, non svilupperete mai un’adeguata autoefficacia. Ricordate dunque di agire solo e soltanto per vostra volontà, anche se dubitate, anche se vi fa paura o non vi sentite capaci.

  • Uno dei più grandi nemici dell’indipendenza emotiva è senza dubbio “l’autonomia compromessa”. Si tratta di quelle situazioni complesse costruite soprattutto nella relazione di coppia, nelle quali i due partner vivono in una situazione di autoinganno estremamente distruttivo.

Avviene quando diciamo all’altro frasi del tipo “fai come preferisci”, “fai come credi”, “quello che dici mi va bene”, “esci pure con i tuoi amici questa sera se è ciò che vuoi…” quando in realtà quello che vogliamo comunicare è l’esatto contrario. Si tratta di una serie di comandi impliciti che dobbiamo imparare a gestire affinché l’autonomia emotiva sia autentica e piena all’interno della relazione.

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L’autonomia emotiva ci dice anche che nessuno ha il diritto di decidere che stato d’animo dobbiamo avere. “Stai bene dove stai”, “è questo quello che ti conviene fare, quello che ti rende felice e non le sciocchezze che hai in testa.”

  • Un altro aspetto su cui riflettere è il fatto che molti di noi conoscono fin troppo bene le componenti fondamentali per costruire l’autonomia emotiva – sappiamo bene cos’è l’autostima, l’assertività, la resilienza… Eppure, pur avendoli chiari in mente, continuiamo a lottare con un’infinità di blocchi emotivi.

A volte dovremmo fare nostro il consiglio che ci ha lasciato Erich Fromm quando diceva “abbi il coraggio di essere libero”. Spesso, infatti, non si tratta che di questo, di rischiare, di fare un passo avanti per diventare quelli che vogliamo essere davvero.