Grease: rivedere un classico

15 Aprile 2019
Grease è uno di quei film immortali che, nonostante gli anni, continuiamo a vedere e a cantare le sue canzoni. Tuttavia, da un punto di vista contemporaneo, può risultare un po' difficile da digerire. È diventato antiquato?

Ultimamente si parla molto di canzoni, libri o film del passato come Grease, che da un punto di vista contemporaneo, non rientrerebbero nei parametri del politicamente corretto. Cosa fare in questi casi? Dobbiamo smettere di ascoltare le canzoni che ci hanno accompagnato per tutta la vita? Boicottare il nostro film preferito?

Pochi film del passato potrebbero esenti esenti da una classificazione di maschilismo, omofobia o razzismo. Evitarli, tuttavia, significherebbe anche perdere parte della nostra storia e cultura. Dopo aver riflettuto molto sull’argomento, ho deciso di rivedere questo film che mi è piaciuto tanto nell’infanzia; che per l’appunto è il musical Grease (R. Kleiser, 1978).

Grease, all’epoca, fece tendenza, i suoi look furono tra i più imitati, le sue canzoni vengono ancora cantate ed esiste persino un sequel del tutto superfluo. D’altronde, ogni grande successo commerciale ha un sequel, per quanto brutto possa essere. Non sono molti, inoltre, i film che possono vantare tali risultati e possedere una colonna sonora assolutamente immortale.

Grease: rivedere un classico

Dopo averlo rivisto, mi sono sorpresa nel notare che, nonostante gli anni, ricordavo ancora alcuni dei dialoghi e i testi delle canzoni. Mi sono anche sorpresa di non trovare più interessante o convincente quella storia d’amore. Forse è indispensabile contestualizzare il momento storico e il luogo per tornare ad apprezzarlo.

Il cinema, come l’arte in generale, è soggetto a canoni che non sono affatto statici. Grease è stato un successo commerciale clamoroso ai suoi tempi e la sua impronta è sopravvissuta per molto tempo. Quasi certamente, se oggi venisse presentato un film simile, non avrebbe lo stesso impatto e non sfuggirebbe alle polemiche.

In questo articolo, mi sono proposta di dargli una seconda possibilità, di analizzare Grease da una prospettiva contemporanea, per verificare come si sono evoluti i gusti, il cinema e i canoni di questa arte.

Grease is the time, is the place, is the motion. Grease is the way we are feeling

Grease: alto gradimento, bassa qualità

Non rivedevo il film da molti anni e, sebbene ricordassi praticamente tutto, non lo ricordavo così povero. Le scenografie e i costumi hanno un’aria nostalgica che fa innamorare, d’altronde Grease era già vintage ai suoi tempi. Ma se parliamo di trama, dei personaggi e, in generale, della qualità, la verità è che lascia molto a desiderare.

La trama

La storia non potrebbe essere più semplice: due adolescenti si innamorano durante l’estate. Entrambi sanno già che alla fine delle vacanze le loro vite si separeranno per sempre, ma Cupido sembra aver fatto bene il suo lavoro e, grazie al destino, si ritrovano insieme al liceo.

Il primo incontro avviene dopo l’estate e Danny tira fuori il suo lato oscuro, Sandy ne rimane delusa e il resto è storia; penso non sia necessario soffermarsi di più sulla trama. Dal mio punto di vista, si respira il pathos fin dall’inizio e viene mantenuto per tutto il film.

La maggior parte degli attori superava abbondantemente i 20 anni e la veridicità è praticamente la grande assente. Le ragazze vestono di rosa e i ragazzi di nero, è un caso? Non credo. Il divario di genere è perfettamente evidente; basta solo ascoltare la canzone Summer Nights per rendersene conto: le ragazze sono romantiche, ma anche materialiste; mentre i ragazzi pensano solo al sesso.

Grease voleva essere un film innocente, non voleva offendere nessuno, si adattava ai modelli vincenti dei suoi tempi. Ciò che in un dato periodo era comunemente accettato, in un altro può diventare offensivo o provocatorio e Grease non fa eccezione. Già ai suoi tempi non si poteva parlare di personaggi profondi, ancora meno oggi. I modelli di riferimento sono antiquati, anche se, a dire il vero, il divertimento rimane.

Una colonna sonora immortale

Uno dei punti di forza di Grease è, senza dubbio, la colonna sonora. Canzoni indimenticabili che, nel corso degli anni, hanno riempito le piste da ballo nelle discoteche o alle feste. Chi non ha mai imitato Grease Lightnin‘ di John Travolta e gli altri T-Birds?

Oserei dire che, se non fosse per la colonna sonora, Grease non avrebbe mai ottenuto tale successo. Senza dimenticare il contributo dell’intero cast, la chimica dei protagonisti e un John Travolta che aveva già dimostrato il suo talento in La febbre del sabato sera (1977). Musica orecchiabile, ballabile, scenografie coloratissime, costumi retrò e un clima da commedia romantica; il successo fu assicurato.

Grease ha bisogno della sua colonna sonora, ne ha bisogno per colmare le lacune della sceneggiatura. La musica trasforma un film semplice in un film affascinante, capace di generare legioni di fan. Ma cosa succede se ascoltiamo attentamente i testi delle canzoni? Ebbene, torniamo sempre al problema del politicamente scorretto.

Grease e il divario di genere

Troviamo un esempio nella canzone Beauty School Dropout, dove l’angelo custode di Frenchy le dà una serie di consigli per continuare i suoi studi. Si elencano solo le professioni all’epoca riservate alle donne: stenografa, parrucchiera… Si fa riferimento alla rinoplastica e alle faccende domestiche come il cucito o le pulizie.

La canzone Grease Lightnin’, al contrario, è assolutamente incentrata sul mondo dei motori, macchine e meccanica; In breve, “roba ​​da uomini”.

Potrebbe salvarsi solo, There are worse things I could do, ma ne parleremo più avanti. Se pensiamo, per esempio, a You’re the one that I want e alla scena legata alla canzone, possiamo solo chiederci: quale persona sana di mente cambierebbe tutto il suo essere solo per amore? Nonostante questo, propongo di dimenticare per alcuni momenti il secolo in cui viviamo e di goderci la musica senza pensarci troppo.

Grease: un film rivoluzionario?

Ebbene sì, nonostante le critiche, Grease è rivoluzionario. È estremamente innocente, estremamente light … Ma cosa pensereste se vi dicessi che esistono assurdità ben peggiori, trasmesse a metà degli anni 2000? Vi ricordate High School Musical o Camp Rock?

Film “non adatti ai diabetici”, prodotti dalla Disney e che ci hanno sommerso di gadget inutili venduti a colpi di pubblicità. Film amati dai preadolescenti, nei quali nella migliore delle ipotesi, gli innamorati si tenevano per mano e si doveva aspettare il sequel per vedere un bacio.

Ciò veniva giustificato in quanto produzione Disney e prodotto destinato ai bambini, ma anche così, non riusciamo a perdonarglielo, d’altronde anche Biancaneve ha avuto il suo bacio con il principe.

In Grease invece…

In Grease, la parte più melensa è quella di Sandy, ma gli altri personaggi si muovono in uno scenario abbastanza comune tra i giovani: feste, divertimento, sesso, alcol, dubbi sul futuro … Grease osa addirittura affrontare il tema della contraccezione e della gravidanza durante l’adolescenza.

Quando vidi per la prima volta il film da bambina (o preadolescente), Sandy mi apparì commovente e tenera. Rizzo, al contrario, era la sua rivale, la ragazza cattiva e insopportabile che rovinava il resto del film. Vedendolo ora, invece, la mia percezione dei personaggi è cambiata radicalmente. Rizzo mi ha piacevolmente sorpresa e ho scoperto un personaggio molto più interessante di quanto ricordassi.

Personaggi di Grease

Rizzo fuma ed è l’unica ragazza del gruppo che guida; ricordiamo che queste attività, fino a non molto tempo fa, erano “cose da uomini”. Rizzo è una giovane donna indipendente che vuole divertirsi come fanno i ragazzi e che per questo motivo viene punita con scherzi ed etichette. Nella canzone There are worse things I could do, Rizzo ci mostra le sue paure, le sue insicurezze e che anche lei piange e soffre.

Nonostante si comporti come i ragazzi, viene criticata per le sue azioni, mentre loro sono considerati degli eroi. Anche gli uomini la giudicano, pur comportandosi allo stesso modo. Rizzo rompe gli schemi del “femminile” dell’epoca, quelli da “brava ragazza” e che, purtroppo, la società non era pronta ad accettare.

Grease ha sollevato alcuni interrogativi molto interessanti e, nonostante i difetti, tutto sommato ha funzionato e continua a funzionare. Anche se per parlare di un musical davvero innovativo degli anni ’70 bisogna assolutamente vedere The Rocky Horror Picture Show.

Conclusioni

Grease non intendeva rompere gli schemi, voleva solo farci divertire, e questo è fuor di dubbio. Dopo averlo rivisto, devo dire che mi è piaciuto, mi ha divertito e ho trovato anche dei momenti interessanti.

Alla fine, ho dato un senso anche alla macchina volante del finale. Ho sempre pensato che fosse la scena più assurda e inverosimile. Ma Grease non vuole essere credibile, ma solo una fantasia, una storia e, quindi, l’elemento magico serve a ricordarci che ciò che abbiamo appena visto non è una storia vera.

La chiusura con We go together è un urlo di gioia, di gioventù e di voglia di vivere davvero contagiosa. In fin dei conti, possiamo continuare a goderci i film del passato e, allo stesso tempo, riconoscere in modo obiettivo come sono cambiati i gusti e valori nel tempo.

Grease is the world.