Henri Ey, un ponte tra psichiatria e psicanalisi

Henri Ey ha dato un grande contributo alla psichiatria, proponendo una visione in grado di includere anche neurologia e psicoanalisi. Promosse una teoria umanista che, con il tempo, fu offuscata dalla psichiatria nordamericana.
Henri Ey, un ponte tra psichiatria e psicanalisi
Gema Sánchez Cuevas

Revisionato e approvato da la psicologa Gema Sánchez Cuevas.

Ultimo aggiornamento: 03 marzo, 2023

Henri Ey ha avuto il merito di introdurre in ambito psichiatrico il concetto di “organodinamismo”, una sintesi tra prospettiva organicista e dinamica psicoanalitica. In altre parole, si tratta di un modo di vedere, accettare e trattare la malattia mentale come il prodotto di fattori biologici e, a volte, psichici.

Chi lo ha conosciuto, lo ha definito come un uomo energico e di buone maniere; amante di cibo, sigarette e tauromachia. Il suo prestigio nel campo della psichiatria francese è equiparabile a quello ottenuto da Jacques Lacan nella psicoanalisi. Scopriamo in questo articolo il lavoro dello psichiatra e psicoanalista francese Henri Ey.

“L’uso di neurolettici non deve frenare l’impronta psicoterapica che, quindi, deve sempre accompagnare la terapia biologica in psichiatria”.

-Henri Ey-

Buona parte del lavoro di Henri Ey cerca di stabilire una connessione diretta tra psichiatria e psicoanalisi. Non ha stravolto i concetti di Sigmund Freud, ma ha cercato di completarli, nel tentativo di ampliare la prospettiva sia della psicoanalisi che della psichiatria.

Uomini di schiena con cervello.

I primi anni di Henri Ey

Henri Ey nacque il 10 agosto 1900 a Banyuls-dels-Aspres, un piccolo paese nel sud della Francia dove vive infanzia e adolescenza. Proveniente da una famiglia di viticoltori, mantiene per tutta la vita un forte legame con la sua terra nativa. È li che comincia a sentire l’influenza della cultura francese e di quella spagnola.

Il suo interesse per la mente umana si manifesta fin dalla giovane età. Uno dei ricordi più vividi della sua infanzia è la figura di un uomo che tutti in paese chiamavano “il matto”. L’enigmatico quadro mentale dell’uomo rappresentò per Henri una vera e propria “sfida” che si promise di risolvere.

Decide di studiare medicina e per farlo si trasferì a Tolosa, dove diventa medico nel 1923. Lo attirano molto i corsi tenuti alla Sorbona e la vita da bohemien del Barrio Latino. Nonostante il tempo dedicato a studi personali, riesce ad ottenere anche una laurea in filosofia.

La pratica medica e psichiatrica

Nel decennio successivo agli studi, Henri Ey lavorò presso l’ospedale psichiatrico de La Seine, a Parigi. Allo stesso tempo, trovò occupazione al servizio degli psichiatri Guiraud e Capgras.

Nel 1931 cominciò a lavorare nel famoso ospedale psichiatrico di Sainte-Anne, dove divenne allievo del celebre Henri Claude; questi era il docente per le materie legate a malattie mentali e dell’encefalo, oltre che il primo ad aprire le porte del proprio ospedale ai primissimi psicoanalisti francesi. Sotto di lui, Ey divenne capo della clinica.

In questo periodo, Ey conobbe anche una persona che arrivò a definire un vero amico e al tempo stesso un acerrimo rivale: Jacques Lacan. L’ospedale di Sainte-Anne diventa in quegli anni il centro di grandi dibattiti e la culla di nuove pratiche cliniche e investigative.

Bonneval e il focus umanista

Nel 1933 Henri Ey viene nominato direttore psichiatrico dell’Ospedale di Bonneval, nella splendida regione francese dei castelli della Loira. Lì Ey lavora per i successivi 38 anni, in un istituto in grado di ospitare fino a 380 pazienti di sesso femminile. È durante questi anni che lo psichiatra produce la maggior parte delle sue opere scritte.

Durante gli anni al Bonneval Henri Ey pone un nuovo focus sulla psichiatria, partendo dalle opere di Sigmund Freud e di Eugene Bleuler. Ey difende in modo incallito, cosa che farà durante tutta la vita, l’anima umanista della psichiatria.

Nel 1945 fonda la rivista La evolución psiquiátrica, attraverso la quale diffonde le sue tesi rispetto alla pratica psichiatrica. Nel 1950, fonda l’Associazione Mondiale di Psichiatria e dà il via a una serie di congressi a cui invita esperti e studiosi di differenti discipline legate alla salute mentale.

Profilo umano rappresentato come puzzle.

Il nuovo approccio di Henri Ey

Henri Ey ha dato vita ad un nuovo focus per quanto riguarda la malattia mentale. Oltre alla tradizione psicoanalitica, il suo pensiero coinvolge anche la prospettiva proposta da Hughlings Jackson nelle sue tesi, una delle figure più interessanti della neurologia. Dall’insieme di queste teorie nasce l’organodinamiso.

Ey era convinto che fosse necessario unire psichiatria e neurologia, aggiungendo a questa prospettiva anche la psicoanalisi, in modo da ottenere una visione a 360 gradi dei disturbi mentali. Sulla base delle sue scoperte, Ey si oppone all’antipsichiatria e alle tesi di Michel Foucault.

La sua fondazione psichiatrica verrà assorbita da un’associazione americana chiamata World Psychiatric Association (WPA). È così che, purtroppo, andò perdendosi la sua eredità intellettuale, sostituita da un focus esclusivamente farmacologico. Henri Ey muore l’8 novembre del 1977, nello stesso paese in cui era nato.


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  • Wyrsch, J., Stanghellini, G., Ey, H., Lafora, G. R., & Llopis, B. (2001). La persona del esquizofrénico: estudios sobre clínica, psicología y modalidad existencial. Triagastela.

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