Hercule Poirot: usare la materia grigia

08 novembre, 2020
Hercule Poirot è l'investigatore belga che è riuscito ad affascinare innumerevoli lettori in ogni angolo del pianeta. Questo personaggio pittoresco e comico ha dimostrato che, usando la materia grigia, tutti possiamo diventare grandi investigatori.

Quando pensiamo ai romanzi polizieschi e gialli, spesso li associamo al romanzo, principalmente inglese, dell’inizio del XX secolo. Inevitabilmente ci vengono in mente i suoi grandi protagonisti, pittoreschi investigatori come Sherlock Holmes o Hercule Poirot. In questo articolo parleremo proprio dell’investigatore belga.

E chi se non Agatha Christie avrebbe potuto dare vita a questo personaggio unico! Hercule Poirot ha fatto la sua prima apparizione nel romanzo Poirot a Styles Court, pubblicato nel 1920. Da quel momento divenne uno dei personaggi più ricorrenti nei libri della scrittrice, protagonista di ben 33 romanzi e di circa 50 racconti.

La regina del crimine ha mantenuto un rapporto di amore-odio con il suo personaggio, su di lui ha anche detto: “Perché? Perché ho dovuto dare vita a questa piccola creatura odiosa, roboante e noiosa? Tuttavia, confesso che Hercule Poirot ha vinto. Adesso provo un certo affetto che, anche se mi costa ammetterlo, non posso negare”.

La fama di Agatha Christie è cresciuta in fretta, insieme a quella dei suoi celebri personaggi come Poirot e Miss Marple. Alcuni dei suoi libri sono stati elencati come i migliori nel genere giallo e sono stati tradotti in più di 100 lingue, rendendola l’autrice più tradotta al mondo. Le vendite la posizionano sotto autori come Shakespeare e opere come La Bibbia o Don Chisciotte della Mancia.

Il successo tra il pubblico non è sempre legato al consenso della critica, di fatto per molti esperti il lavoro della Christie non dovrebbe essere classificato come letteratura, bensì come subletteratura o paraletteratura. In altre parole, una letteratura pensata per il grande pubblico. È tuttavia chiaro che si tratta di un’autrice facilmente identificabile, e questo soprattutto grazie a Hercule Poirot.

“La verità ha l’abitudine di rivelarsi.”

-Hercule Poirot-

Alla scoperta di Hercule Poirot

Conan Doyle, il padre di Sherlock Holmes, era uno degli autori preferiti di Agatha Christie. Nei suoi primi romanzi, conosciamo un Poirot che segue la tradizione dello Sherlock di Doyle e di Auguste Dupin di Edgar Allan Poe. Ma nel tempo la Christie è riuscita a dare al suo personaggio un’identità tutta sua, prendendo le distanze dalle sue influenze e dissociandosi dalla tradizione precedente.

Non sarebbe giusto paragonare Poirot ad altri investigatori del genere o cercare di adattare la sua ombra al profilo di Holmes. Al contrario, merita un’analisi a parte.

Poirot è un personaggio facilmente riconoscibile dal grande pubblico, presenta tratti distintivi che lo rendono unico e che fanno di lui un investigatore eccezionale, detestabile e adorabile in egual misura.

Hercules Poirot in primo piano.

Vanitoso, perfezionista, metodico, estremamente organizzato, amante delle forme squadrate e della simmetria, un maniaco che rasenta la pedanteria e, soprattutto, belga, molto belga: così potremmo descrivere Hercule Poirot. Agatha Christie ha dato la cittadinanza di Tintin al suo investigatore a seguito dei suoi contatti con i rifugiati belgi durante la prima guerra mondiale.

Il perfezionismo di Poirot si riflette anche nel suo aspetto fisico. È basso, paffuto, con peculiari baffi appuntiti, così perfetti da risultare comici; tutto in lui è perfettamente calcolato, anche un granello di polvere sui suoi vestiti riuscirebbe a disturbarlo e nulla infastidisce Poirot più di un quadro leggermente storto.

Le sue infinite manie e stravaganze lo porteranno in situazioni comiche, capaci di alleviare il quadro tragico e macabro attraverso il quale si muove il suo personaggio. Questa idea del ridicolo di Poirot rompe, in qualche modo, con il cliché del buffone burlesco; si allontana dall’uomo goffo e bonario che fa ridere, come Sancho Panza.

Poirot è un investigatore estremamente intelligente, capace di smascherare il più odioso degli assassini solo con lo sguardo e l’aiuto della sua materia grigia. Nessuno può farla franca a Poirot, capace di approfondire la psicologia del criminale.

Poirot e il mondo del crimine

La sua ossessione per la perfezione si riflette anche sulla scena del crimine. Le opere di Agatha Christie seguono tutte la stessa struttura: presentazione del personaggio, crimine, indagine e risoluzione. I personaggi in genere appartengono all’alta borghesia, gli spazi sono stretti e angusti e i crimini motivati ​​dalla passione o dal denaro.

Poirot risolve i crimini senza sporcarsi le mani, mantenendo l’ordine e la calma, osservando e interrogando, usando la psicologia e la ragione. Si immerge nella mente dei criminali, stabilendo una connessione con il lettore e con la psicologia.

Agatha Christie lascia tutti i pezzi sparsi nel libro e noi, come Poirot, dobbiamo ritrovarli e metterli in ordine in modo che tutto abbia un senso. Ed è così che questa prolifica autrice è riuscita a capire cosa piace al pubblico: sapeva come entrare in contatto con il lettore, un po’ meno con i critici.

Hercule Poirot al cinema

La letteratura dalla struttura semplice e un tema accattivante è perfetta da portare sul grande schermo. Non sorprende che numerosi attori abbiano sfoggiato i baffi a punta dell’investigatore belga.

Adattare un romanzo di Agatha Christie è spesso sinonimo di successo al botteghino, ma in realtà è un’arma a doppio taglio perché può essere un campione d’incassi tanto quanto un flop.

Kenneth Branagh in scena.

Perché mai la versione cinematografica di un personaggio così noto e amato dovrebbe essere un flop? Proprio per la sua fama e per la sua unicità. Se il Poirot che vediamo sullo schermo differisce troppo da quello dei libri, la sensazione sarà di profondo rifiuto.

È quanto capitato allo sfortunato Kenneth Branagh nel 2017 con il suo Assassinio sull’Orient Express. Per chi non ha letto il libro, il film potrebbe avere il suo fascino, ma se conoscete già il personaggio, Branagh sembrerà tutto tranne Hercule Poirot.

Tanta azione, tante licenze e, soprattutto, un Poirot troppo agile, troppo magro e poco credibile. Poirot non sarebbe mai ricorso alla violenza, non sarebbe mai stato coinvolto in scenari con troppa azione. È un personaggio metodico, calmo e piacevole, come i romanzi di Agatha Christie. Allo stesso modo, gli eventi narrati in Assassinio sull’Orient Express si svolgono in uno spazio ristretto e claustrofobico, con poca azione e molto dialogo.

L’idea dei romanzi della Christie è scoprire in modo progressivo e deduttivo, muoversi in spazi piccoli, ben arredati e lussuosi; qualcosa che, forse, non si adatta troppo al cinema di massa del XXI secolo e, per questo, l’adattamento di Branagh non convince.

Non bisogna dimenticare, inoltre, che l’ombra di un altro adattamento pesava sulla memoria di molti, la versione del 1974 in cui Albert Finney interpretava un grande Poirot (anche se con un certo torcicollo).

Forse il passare del tempo ha giocato un brutto tiro a questo investigatore. Per questo restiamo affezionati all’interpretazione classica di Peter Ustinov e, ovviamente, a quella magistrale di David Suchet che per anni ha interpretato Poirot in televisione.

Non è un male reinventare un’opera, ma di fronte a personaggi così unici potrebbe non essere un compito facile. A volte è meglio conservare una buona memoria piuttosto che tentare di riempire di luci un luogo già ben illuminato.

Agathe Christie ha sempre voluto uccidere il personaggio che l’ha catapultata verso il successo, l’insopportabile e amabile Hercule Poirot. Per questo a un certo punto scrisse Sipario in cui “assassinare” il personaggio. La scrittrice tenne l’opera nel cassetto per anni finché, quando giunse il momento, la materia grigia di Hercule Poirot venne messa a riposare per sempre.

Tale è stata la popolarità del personaggio e l’impatto della sua morte che il New York Times pubblicò il suo necrologio, l’unico dedicato alla morte di un personaggio letterario.

“Nella materia grigia risiede la soluzione a ogni mistero.”

-Hercule Poirot-