I complessi secondo Santandreu

Nella nostra intervista a Rafael Santandreu approfondiremo l'argomento dei complessi per capire che tramite l'applicazione di un approccio mentale più sano, possiamo liberarci della vergogna e dell'insicurezza.
I complessi secondo Santandreu

Ultimo aggiornamento: 07 novembre, 2021

Complessi, chi non ne ha mai avuti nella vita? E soprattutto… quanti sono i complessi che attualmente limitano il Nostro potenziale umano attraverso le insicurezze e attribuzioni negative che portano con sé?

Da quando Carl Jung ha introdotto questo termine all’inizio del XX secolo, un dettaglio è diventato molto chiaro: si tratta di stati ossessivi che ci fanno sentire inferiori.

Lo psicologo Rafael Santandreu conosce bene questo argomento. Nel suo ultimo libro affronta questo problema per rendere chiaro un dettaglio: con la giusta mentalità i complessi possono svanire.

Le aspettative di perfezione sono il nostro peggior nemico e rappresentano un intruso a cui dobbiamo sottrarre il controllo delle nostre vite.

“L’unica qualità importante è la capacità di amare la vita e gli altri”.

-Rafael Santandreu-

Donna che si specchia.

La mentalità può essere un’alleata nella scomposizione dei complessi

Essere insoddisfatti per il proprio fisico, dubitare di sé stessi nel raggiungimento di quasi tutti gli obiettivi, avere la sensazione che si poteva fare di meglio… Questa visione distorta che spesso si ha di se stessi è una fonte inesauribile di sofferenza.

Non solo, costituisce le radici dell’infelicità. È difficile ammetterlo, perché in un certo senso i complessi spesso rimangono dentro di noi per tutta la vita senza che facciamo nulla per fermarli.

Rafael Santandreu, psicologo e autore di libri bestseller come Felice se lo vuoi o L’arte di non amareggiarsi la vita, spiega che i complessi sono il prodotto di alcune qualità ingannevoli.

Viviamo in una società che instilla in noi la necessità di essere perfetti ed efficienti; due dimensioni che in realtà generano un elevato disagio psicologico.

La buona notizia è che tutti disponiamo delle risorse necessarie per liberarci dai complessi al 100%. Il segreto risiede nella nostra mentalità, in un sano esercizio che prevede l’uso di un dialogo interiore efficiente e di un approccio personale caratterizzato da una maggiore gentilezza verso noi stessi.

Gli psicologi trattano molto spesso il tema dei complessi, giusto?

Sì, ovviamente! Per esempio, i complessi sull’aspetto o l’intelligenza. Una volta venne a trovarmi una donna di quarant’anni perché non ce la faceva più, soffriva profondamente per via del suo aspetto fisico.

Tutta la sua vita le sembrava orribile e inadeguata. Questo è un esempio evidente di complesso, ma in realtà tutti ne abbiamo avuto uno a un certo punto della nostra vita, specialmente durante l’adolescenza.

Dice di non avere più complessi, è vero?

No, non ne ho. Me ne sono sbarazzato molto tempo fa, e del tutto! È più facile di quel che sembra.

Come si fa?

Smascherando le tre qualità ingannevoli: la bellezza fisica, l’intelligenza e l’efficienza. Tutti i complessi ruotano attorno a queste tre qualità ingannevoli. Il problema sorge quando si dà troppa importanza a questi “beni” o “valori”.

Per esempio, io non do praticamente più importanza alla bellezza, all’intelligenza e all’efficienza. Mi sembrano qualità piuttosto aneddotiche, di scarso valore.

Tutti i complessi sono il prodotto di tre qualità ingannevoli: bellezza, intelligenza ed efficienza.

Nel suo libro Felice se lo vuoi fa un paragone con la “giocoleria”. Può spiegarcelo?

Immaginate che un amico venga da me e mi dica: “Rafael: so come si fa quel giochino dove muovi tre palline in aria; guarda”. Ora, immaginate che passi tutto il giorno a mostrarmi questo trucco.

Finirò per dirgli: “Ehi, amico, questo giochino non è male, ma ora basta. L’ho già visto. Smetti di mostrarmelo, ti prego”.

Ebbene, bellezza, intelligenza ed efficienza sono come quel trucco di giocoleria. Sono attrazioni che ci intrattengono per un po’. Non c’è niente di sbagliato in questo, ma non ho intenzione di dedicarvi troppe attenzioni. Basare la mia vita su queste “sciocchezze” è molto “sciocco”.

Anche l’intelligenza non ha importanza?

Ci hanno venduto quest’idea per cui essere intelligenti è vitale. Immaginate di conoscere un grande matematico: sa fare equazioni siderali, ma è anche ostile, invidioso, pieno di rabbia e ha un’ideologia nazista.

Vorreste essere suoi amici? Ah, no? Ovviamente no! Perché l’unica qualità che ha importanza è la capacità di amare la vita e gli altri. Questo è ciò che conta.

Vediamo questo concetto più in dettaglio: “l’unica qualità che ha importanza nella vita è la capacità di amare”

Esatto. Perché è l’unica cosa in grado di donarci la felicità. Una persona che ama tantissimo la vita e gli altri è felice.

Ama quello che ha in mano: il suo lavoro, i suoi hobby, qualunque cosa. Ama anche la natura e le persone che le stanno intorno. Si sente piena e felice! Pertanto, l’amore è l’unica qualità rilevante.

L’amore è l’unica qualità rilevante.

Ed è qualcosa che abbiamo tutti, giusto?

Esatto! Abbiamo tutti una grandissima capacità di amare. Può essere più o meno celata, ma è nei nostri cuori. Ecco perché siamo tutti davvero importanti: grazie alla nostra innata e incredibile capacità di amare.

Parliamo di “bellezza fisica”. Per lei anche questa è una qualità poco importante

Essere belli è una stupidaggine! Conosco molte persone molto belle e molto infelici. E un sacco di persone brutte che si sentono assolutamente realizzate. Questa è una prova inequivocabile che la bellezza fisica dia ben poco.

Pensate ad esempio a Gandhi. È uno dei miei più grandi eroi. Gandhi non era bello, ma era un punto di riferimento per la vita. Voglio essere come lui.

Io faccio parte della squadra di Gandhi. Sia lui che io “non” siamo interessati alla bellezza fisica ma a fare cose belle per noi stessi e per gli altri.

Quando avete un complesso sulla vostra bellezza, dite a voi stessi: “Faccio parte del club di Gandhi, non di quello delle persone superficiali”.

Quindi se la definiscono “brutto”, non le dà fastidio?

Esatto! Penserò: “Non so se sono brutto o bello, ma non mi interessa; se fossi brutto, sarei felice quanto Gandhi. O come una ragazza afgana che conosco a cui è stato sparato dell’acido in faccia.

Ora non ha più il naso, ma è entrata a far parte di un’organizzazione di difesa delle donne e lavora per migliorare le condizioni delle ragazze nel suo paese.

Anche lei è un mio eroe. Faccio parte del club di Gandhi o di quella ragazza: al diavolo la bellezza!

Vedo che, come sempre nella psicologia cognitiva, usa un dialogo interno molto intenso. Ha convinzioni molto chiare

Sì. È molto importante essere convinti al massimo dei nuovi valori razionali che abbiamo acquisito. Perché solo se sono molto chiari avranno effetto.

Donna con occhi chiusi.

Infine, parliamo dell'”efficienza”, la terza qualità ingannevole

Sì. Sbaglierò in tante cose, ma non mi interessa perché non sono una macchina. Sono una persona con una grande capacità di amare. Abbiamo sopravvalutato il concetto di “efficienza”. A cosa serve tanta efficienza?

A depredare ancora di più il pianeta, costruire più grattacieli e portare tutti quanti alla follia? Non voglio più essere così efficiente. Non credo più che ce ne sia la necessità.

La psicologia cognitiva richiede di convincersi profondamente dei suoi principi.

Quindi se la definiscono “inutile”, non le farà alcun effetto

Esatto. Non so se sono inutile o no, ma se fossi immensamente inutile non mi importerebbe, perché ciò che è essenziale è la mia capacità di amare. Al diavolo l’efficienza!

In psicologia cognitiva dite che l’importante è assimilare queste idee correttive, giusto?

Sì. Bisogna riflettere, visualizzare, discutere con altre persone, infine convincersi di quello che ho appena detto: credeteci, parola per parola. Solo allora questa filosofia avrà effetto in modo radicale.

Solo allora vi libererete di tutti i complessi. La psicologia cognitiva richiede un livello di concentrazione di questo tipo.

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