Il ruolo dei genitori nei disturbi alimentari

· 24 settembre 2018

Obbligare i figli a mangiare, punirli, arrabbiarci… In realtà significa solo che non abbiamo capito cosa sta accadendo loro. Molti genitori non sanno cosa fare quando sospettano che i figli soffrono di un disturbo del comportamento alimentare. All’inizio scelgono la negazione, perché ritengono impossibile che stia accadendo davvero. Il ruolo dei genitori nei disturbi alimentari dei figli è molto complicato.

“Non può succedere a mio figlio, non può soffrire di anoressia o bulimia”. Questo atteggiamento è controproducente quando c’è un sospetto fondato, infatti la negazione può ritardare la diagnosi e complicare l’intervento. Ma non bisogna nemmeno colpevolizzare i genitori, la paura è un’emozione comune che influenza tutti, in un modo o nell’altro. Se tardano a chiedere aiuto a un esperto, non significa che non vogliano il meglio per i loro figli. Vediamo, quindi, quanto è importante e delicato il ruolo dei genitori nei disturbi alimentari.

L’adolescenza è già di per sé una fase che può rivelarsi molto difficile. I cambiamenti possono generare nei giovani conflitti interiori, ma anche con l’ambiente esterno, proiettando una sensazione di confusione e smarrimento tipica di questo periodo della vita. Urla, litigi, incomprensione, frasi quali “sono stupidaggini adolescenziali”, instabilità prolungata nel tempo, sommati alla pressione sociale sempre presente, ritardano la diagnosi di disturbo alimentare.

Il ruolo dei genitori nei disturbi alimentari è molto difficile. Innanzitutto, devono accettare quanto sta accadendo e poi trovare le strategie giuste per aiutare al meglio i loro figli.

Dinamica familiare e il ruolo dei genitori nei disturbi alimentari

Diversi studiosi hanno analizzato l’influenza della dinamica familiare (non solo il ruolo dei genitori, quindi) nei disturbi alimentari. Salvador Minuchin, ad esempio, ha pubblicato con alcuni colleghi il testo Psychosomatic families: Anorexia nervosa in context nel tentativo di trovare dei modelli comuni nelle famiglie in cui è stato riscontrato almeno un caso di anoressia.

Dalle loro ricerche sono emerse alcune dinamiche familiari predominanti: modelli di attaccamento insicuro, iperpotezione, rigidità, mancanza di comunicazione e coinvolgimento dei figli nei conflitti personali.