Il ruolo del microbiota nelle dipendenze

04 agosto, 2020
Sapevate che l'intestino ha un sistema nervoso proprio che comunica con il cervello? È il motivo per cui i ricercatori mettono in relazione i microrganismi intestinali e alcune patologie come le dipendenze.
 

Le dipendenze sono disturbi piuttosto difficili da trattare per via dei molteplici fattori coinvolti. La scienza continua quindi a studiarne i meccanismi nel tentativo di sviluppare possibili trattamenti. Al giorno d’oggi disponiamo di numerose informazioni al riguardo, ma continuano a emergere risultati interessanti e dai risvolti importanti, come il ruolo del microbiota nelle dipendenze.

Il microbiota indica l’insieme dei microbi presenti in bocca, nella vagina, sulla pelle e nell’intestino. Tale ecosistema è già stato associato ad altre patologie quali l’autismo, il Parkinson, l’ansia e la schizofrenia. E, a quanto risulta, contribuirebbe anche allo sviluppo delle dipendenze. Vediamo nelle prossime righe qual è l’effettivo ruolo del microbiota nelle dipendenze.

L’asse cervello-intestino

Oggi è ben noto che l’apparato gastrointestinale possiede un sistema nervoso proprio, il sistema nervoso enterico, composto da oltre 500 milioni di neuroni. Esso comunica con il sistema nervoso centrale (SNC), contribuendo al funzionamento e all’equilibrio del cervello.

La comunicazione tra i due sistemi è dinamica e bidirezionale. In tal senso, il microbiota è in grado di modificare l’attività neurale del cervello e viceversa. Tuttavia, questa influenza non è diretta, in quanto il cervello è protetto dalla barriera emato-encefalica. I neurotrasmettitori intestinali agirebbero pertanto per mezzo delle cellule della parete intestinale, mettendole in comunicazione con il sistema nervoso centrale.

 

A tal proposito, si è scoperto che il sistema nervoso enterico è in grado di produrre gran parte dei neurotrasmettitori a nostra disposizione, come la dopamina, il GABA e la serotonina.

Connessione tra intestino e cervello

Il ruolo del microbiota nelle dipendenze

La dipendenza da sostanze attiva il sistema di ricompensa del cervello, stimolando la secrezione di neurotrasmettitori e in particolare della dopamina. Ciò produce una sensazione estremamente piacevole alla quale il cervello si abitua in fretta, richiedendo sempre più dosi o quantità.

Come accennato, anche il sistema nervoso enterico secerne neurotrasmettitori come la dopamina; in caso di squilibrio del microbiota ciò può portare alla comparsa di alcune patologie. Tale meccanismo è alla base dei sorprendenti risultati ottenuti dalla ricerca attuale sulla relazione tra microbiota e dipendenze.

Microbiota e alcolismo

È del 2014 lo studio che analizza la relazione tra i batteri intestinali e la dipendenza da alcol. Nello specifico, l’obiettivo della ricerca era quello di verificare eventuali alterazioni della permeabilità intestinale e del microbiota nei soggetti affetti da alcolismo e la correlazione con i sintomi della dipendenza.

 

Si è pertanto scoperto che i soggetti affetti dalla sindrome dell’intestino permeabile, la quale produce una maggiore permeabilità intestinale, presentavano livelli di ansia più alti e sintomi più intensi.

Oltre a ciò, la composizione e l’attività del microbiota risultavano alterate. I ricercatori sono giunti alla conclusione che il microbiota svolge un ruolo importante nella dipendenza da alcol, soprattutto rispetto al rischio di recidive.

Dipendenza da cibo

La relazione tra la dipendenza da cibo e il microbiota è stato studiata mediante l’analisi delle feci di soggetti sani, il loro indice di massa corporea e l’imaging cerebrale.

I ricercatori si sono concentrati sui metaboliti prodotti dalla rottura del triptofano, un amminoacido presente in diversi alimenti. A seguito della decomposizione, si trasforma in serotonina, influenzando l’umore e il comportamento.

Tale meccanismo ha un duplice effetto. Da un lato, una volta scomposto dai batteri intestinali, il triprofano viene eliminato attraverso le feci. Dall’altro, durante il processo di degradazione, il triptofano si trasforma in indolo, un metabolita coinvolto nell’asse intestino-cervello.

Si è quindi scoperta la relazione tra indolo e alti livelli di obesità e di assunzione incontrollata di cibo, probabilmente a causa dell’azione sul sistema di ricompensa. E nello specifico, sui circuiti legati all’amigdala cerebrale.

Dipendenze sul cervello
 

Il ruolo del microbiota nelle dipendenze: quali sono i trattamenti?

I risultati appena descritti offrono una prospettiva diversa sulle dipendenze, nonché su possibili trattamenti futuri. Ci si potrebbe aspettare, pertanto, che il ripristino dell’equilibrio della flora intestinale possa mitigare alcuni aspetti chiave delle dipendenze.

Alcuni ricercatori propongono, ad esempio, di intervenire sugli ormoni intestinali. Altri, invece, suggeriscono trattamenti che, per quanto semplici e già impiegati dalla medicina cinese, possono apparire suggestivi.

È il caso del trapianto fecale del microbiota. Tale procedura consiste nel trapianto delle feci tramite cui i microrganismi di un donatore sano vengono trasferiti nell’intestino del paziente ricevente.

L’efficacia di tale trattamento è stata dimostrata solo nei casi di colite ricorrente, pertanto l’impiego in caso di altre patologie è al momento solo teorico. A ogni modo, il ruolo del microbiota nelle dipendenze e in altre malattie continua a essere oggetto di studio nella speranza di individuare nuove prospettive terapeutiche.