Imparare a sopportare un “no”

· 8 luglio 2016

Ci sono migliaia di articoli che parlano di come imparare a dire di no. È un argomento importante, senz’altro, ma così come dovete imparare a negarvi quando non volete fare qualcosa, è anche necessario saper accettare il “no” che arriva da qualcun altro. Sappiamo bene che alcuni “no” sono estremamente difficili da elaborare, ma la verità è che fanno parte della vita di ognuno di noi e, in realtà, sono anche un’ottima possibilità per migliorarci.

Per imparare a riconoscere l’importanza di accettare una risposta negativa, possiamo immaginare cosa succederebbe se tutti ci dicessero sempre di “sì”. Immaginate un bambino a cui vengono concessi tutti i capricci che richiede. Senz’altro diventerebbe capriccioso, insicuro, ostinato, e non saprebbe dare il giusto valore a ciò che ha. Bene, la stessa cosa vale per chiunque altro, adulti compresi.

“Il desiderio dell’impossibile è una malattia dell’intelligenza.”

-Bías-

Probabilmente la maggior parte di voi ricorderà con grande entusiasmo quei casi in cui la prima risposta ricevuta è stata un “no”, ma dopo un duro lavoro, sono riusciti a trasformarla in un “sì”. Tutto ciò che implica sforzo, lotta e superamento è profondamente stimolante nella nostra vita. I limiti ragionevoli non tarpano le ali alla nostra libertà, piuttosto tutelano la nostra salute mentale e stimolano il nostro sviluppo. Molto spesso dovreste essere grati, quando ricevete un “no”.

Sono proprio i limiti a permetterci di mettere in gioco il nostro desiderio di ottenere qualcosa. È la difficoltà ad attivare le nostre risorse intellettive ed emotive. Allo stesso tempo, la difficoltà ci permette di crescere, maturare e scoprire tutto quello che siamo in grado di essere e di fare. Ci aiuta anche a sviluppare la fiducia in noi stessi, e a identificare il nostro ruolo nel mondo.

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I molteplici benefici di un “no”

È chiaro che, in fondo, a nessuno piace ricevere un “no” come risposta, soprattutto se ciò che ci viene negato è molto importante nella nostra vita. Sapere che qualcuno non ci ama più o che non vuole avere una relazione con noi, può essere devastante. Vedersi negato il lavoro dei sogni o renderci conto che non possiamo fare quel viaggio che tanto vorremmo ci demoralizza. E lo stesso vale per un fallimento in un esame d’ammissione al corso che sognavamo o per quando ci viene negata una borsa di studio per noi indispensabile. Tutti questi rifiuti fanno davvero male.

Allo stesso tempo, però, per quanto un “no” sia doloroso, ci fa anche bene. Ecco alcuni motivi:

  • Permette di identificare ed accettare altri punti di vista. È importante capire che un “no” raramente è un segnale di puro rifiuto da parte di qualcuno. Semplicemente, si deve al fatto che gli altri vedono le cose in modo diverso da noi.
  • Ci obbliga a rivalutare i nostri obiettivi. Il “no” è un’ottima opportunità per soppesare l’importanza di ciò che ci siamo riproposti. Forse finirete col definire priorità diverse da quelle che credevate di avere e cambiare la vostra meta.
  • Aiuta ad evidenziare capricci e ossessioni. Quando il “no” si ripete troppo spesso, forse è un campanello d’allarme per renderci conto che non siamo pronti per qualcosa. Forse ci stiamo imputando su qualcosa che, in realtà, non ha molto senso.
  • Stimola l’immaginazione e la capacità di ottenere quello che vogliamo. Se viene pronunciato per qualcosa che desideriamo davvero, può spingerci a creare nuove strategie per ottenerlo.
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Come superare un “no”

Molte delle nostre migliori avventure, quelle in cui abbiamo tirato fuori il meglio di noi, iniziano con questa parola. E allo stesso modo iniziano anche le peggiori fasi della nostra vita. Come sempre, l’importante non è la realtà stessa, ma il modo in cui la affrontiamo ed elaboriamo. Senz’altro questa parola è una di quelle in grado di rivelarci chi siamo davvero.

Prima di tutto, un “no” è ci fa uscire dalla nostra zona di comfort. Funge da punto di rottura, il cui messaggio essenziale è: proibito andare avanti. Ed è a questo punto che emergono risposte che potrebbero essere davvero inaspettate e che dipendono dal tipo di persona che siamo e dall’importanza che ha per noi quello che ci viene negato. Se siamo persone poco mature, ci limiteremo a mettere il broncio. Se abbiamo fiducia in noi stessi, la vedremo come una sfida.

Il primo passaggio per superare un rifiuto è accettarlo. E accettarlo significa comprendere che è legittimo che ci neghino qualcosa, che si tratti del nostro capo, del nostro partner, di una banca o qualsiasi altra entità. Nessuno può avere qualcosa per il semplice fatto di desiderarla, e nessuno dovrebbe ottenerla solo perché ha un certo potere.

Il secondo passaggio per superare un “no” è riflettere sui nostri desideri più intimi. Quello che vogliamo ottenere è così importante che vale la pena insistere? Quali sono i messaggi nascosti dietro quel rifiuto? Indicano che non siamo adatti, che non siamo pronti o che abbiamo preso la strada sbagliata? Sono indice di una mancanza di riconoscimento da parte degli altri o di una lettura sbagliata da parte nostra? Le risposte a queste domande vi indicheranno di sicuro qual è il passaggio successivo da compiere.