L’importanza dell’ottimismo durante la malattia

· 25 maggio 2016

Il celebre neuroendocrinologo e dottore Deepak Chopra ha affermato: “In tutti questi anni da dottore, ho conosciuto diversi malati di cancro che sono riusciti a guarire del tutto anche se la loro diagnosi era estremamente negativa, e si sarebbe detto che rimanesse loro solo qualche mese di vita.” Credete che l’ottimismo e la speranza possono aiutare queste persone a superare la malattia? In questo articolo vogliamo andare un po’ più a fondo nella questione.

Il dottor Chopra ha aggiunto: “Non credo che si tratti di miracoli; dal mio punto di vista, questi fenomeni dimostrano che la mente umana è in grado di andare più in là di quanto crediamo e cambiare gli schemi fondamentali che costituiscono il corpo.”

Chopra è un medico che ha dedicato buona parte della sua esperienza professionale alla ricerca. Vuole indagare sul modo in cui le emozioni e l’atteggiamento del paziente influiscono sulla sua guarigione, in qualsiasi tipo di malattia, persino quelle gravi come il tumore.

L’ottimismo può aiutare a superare la malattia?

Quando riceviamo la triste notizia di una malattia più o meno grave, è normale chiedersi se l’ottimismo e il fatto di non perdere la speranza possano davvero aiutarci a migliorare e non peggiorare il problema.

In questo senso, la psicologa e coach Mamen Garrido ci offre alcuni punti fondamentali che possono essere interessanti quando vogliamo affrontare la malattia con un atteggiamento positivo e pieno di speranza ed ottimismo.

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Garrido sostiene che l’atteggiamento positivo sia sempre benefico, in tutti gli aspetti della vita, inclusa la malattia. Quando riceviamo una brutta notizia, possiamo reagire con ira, negazione, rabbia o tristezza. Tuttavia, superata questa fase iniziale, arriva un momento cruciale, che può fare la differenza.

  • Il primo segreto che ci offre Mamen Garrido per superare la malattia consiste nell’accettare in fretta la situazione. Quanto prima riusciremo a prendere coscienza della nostra situazione, più tempo guadagneremo per iniziare a lottare contro la malattia. Attenzione, però: non bisogna mai precederla né cercare scorciatoie.
  • Il secondo segreto, secondo Garrido, è superare la paura. Ovviamente una malattia grave può far sprofondare una persona nel panico. Una buona opzione per lottare contro l’incertezza è informarsi sulla malattia.
  • Un terzo aspetto importante è quello di cercare una cerchia di persone care che ci supportino durante la convalescenza. Gente in grado di trasmetterci ottimismo, speranza e tutta la psicologia positiva necessaria durante la malattia.
  • Il quarto consiglio di Mamen Garrido è quello di lavorare seriamente per aumentare l’ottimismo e la speranza. Dobbiamo impegnarci in modo attivo, per esempio mettendoci in contatto con persone che hanno superato la malattia, aprendo un blog sulla nostra esperienza, scrivendo un diario o realizzando attività che rendano le nostre giornate piene di vita e ci regalino allegria.

Mamen Garrido ci ricorda che sono già stati fatti diversi studi sulla psiconeuroimmunologia, ricerche che stabiliscono relazioni biologiche tra il sistema immunitario, quello nervoso, quello endocrino e i comportamenti e gli atteggiamenti. Se quest’ipotesi si rivelasse certa, è evidente che l’ottimismo e la speranza giocherebbero un ruolo molto importante durante la malattia.

“L’ottimismo è la fede che porta al risultato. Senza speranza né fiducia, non si può fare niente.”

-Helen Keller-

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L’X factor: ottimismo, speranza e atteggiamento

David Spain è il direttore del reparto di chirurgia e traumatologia della Scuola di Medicina dell’Università di Stanford, e si occupa del reparto di terapia intensiva. Secondo questo specialista, ci sono tre fattori che incidono sulla guarigione e la sopravvivenza del paziente:

  1. Il primo è la genetica dell’individuo, un fattore determinante per la sua guarigione;
  2. Il secondo è dato dalle caratteristiche specifiche della malattia di ogni paziente e da come questa si sviluppa nel suo organismo;
  3. Il terzo è quello che Spain definisce “X factor”, vale a dire diversi fattori che non si possono misurare scientificamente, ma nemmeno ignorare: si tratta della personalità, delle emozioni, dell’ottimismo, ecc., che hanno un ruolo piccolo, ma vitale nella guarigione del paziente.

Secondo la sua esperienza, David Spain afferma simpaticamente che “un anziano vecchio e burbero dal carattere duro come una pietra, spesso guarisce più facilmente di un piagnone che si lamenta sempre, perché lotta fino all’ultimo.

“L’ottimismo è alla base del coraggio.”

-Nicholas M. Butler-

Molti medici parlano dell’importanza dell’ottimismo, della lotta, della personalità, dell’atteggiamento, della speranza per riuscire a sconfiggere una malattia. Non si è ancora in grado di spiegarne il perché, ma vi sono stati numerosi casi in cui queste caratteristiche si sono rivelate importanti. E voi, che cosa ne pensate?